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Omicida affidato in prova ai servizi sociali coltivava cannabis, arrestato dai carabinieri

Pregiudicato, condannato, attualmente sottoposto alla misura alternativa alla detenzione dell’affidamento in prova ai servizi sociali. Di professione giardiniere. Ha pensato bene di “ottimizzare” utilizzando a casa il suo “know how”. Ma nella piccola serra domestica non coltivava gerani e basilico. I carabinieri lo hanno riportato a Marassi agli sgoccioli della pena: 2 anni e 10 mesi comminati nel giugno 2016 dalla Corte d’Assise d’Appello, con la perdita del beneficio e una nuova accusa.

T. C., 40enne genovese, condannato in appello per omicidio colposo (dal suo fucile è partito un colpo che ha ucciso un amico) e occultamento di cadavere (in primo grado era stato condannato a 12 anni per omicidio volontario, reato derubricato proprio in appello) è stato infatti scoperto dai militari della Stazione carabinieri di San Fruttuoso non solo a consumare marijuana, in palese violazione delle prescrizioni imposte dalla misura in atto, ma anche a coltivarla, verosimilmente per venderla.

All’esito della successiva perquisizione domiciliare, i carabinieri hanno ritrovato circa 200 grammi di marijuana, diversi semi di piante di cannabis, alcuni bilancini di precisione, una serra in miniatura utilizzata per la germinazione di piante di cannabis e oltre 2000 euro in contanti (parzialmente celati all’interno di una confezione di patatine “Pringles”), verosimile provento dell’illecito spaccio. Per questo l’uomo è stato arrestato per la violazione dell’art. 73 DPR 309/90 (produzione e detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente) e immediatamente tradotto presso la Casa Circondariale di Genova Marassi, come disposto dalla competente autorità giudiziaria.

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