Cronaca 

Ha ucciso la compagna in preda alla gelosia, il giudice gli sconta 14 anni di pena

La “delusione” come la “tempesta emotiva”: è un attimo ritornare alle attenuanti del delitto d’onore, “medioevali”, si dirà, ma in realtà abolite solo nel 1981. Quella che per secoli è stata legge ed è stata finalmente superata solo quando il XX secolo stava per finire, ora bussa alla porta del Diritto per altra via. Dopo il caso di Bologna, dove la Corte d’Assise di Appello aveva stabilito che la “tempesta emotiva” della gelosia rappresentava un’attenuante sufficiente a dimezzare la pena dell’assassino, stavolta succede a Genova, dove nella sua requisitoria il pubblico ministero aveva chiesto di condannare a 30 anni di prigione un uomo che aveva ucciso la compagna pugnalandola più volte al petto. Delitto efferato, mano armata dalla gelosia: l’uomo aveva infatti scoperto che la sua compagna non aveva mantenuto la promessa di lasciare l’amante. Tanto è bastato perché il giudice concedesse le attenuanti generiche “scontando” ben 14 anni, quasi dimezzando la pena richiesta dal pm perché l’uomo sarebbe stato spinto, si legge nella sentenza <da un misto di rabbia e di disperazione, profonda delusione e risentimento>. L’assassino geloso è stato condannato solo a 16 anni di reclusione, ma secondo il giudice non si trattarebbe di uno sconto per la gelosia, ma per la delusione del mancato rispetto della promessa fatta. L’assassino è Javier Napoleon Pareja Gamboa, 52 anni, che ha ammazzato Jenny Angela Coello Reyes, 46 anni nell’aprile del 2018. Poi era scappato, ma in capo a pochi giorni era stato catturato.

La sentenza non è piaciuta al ministro dell’Interno Matteo Salvini: <Non ho parole. Non c’è delusione o gelosia che possa giustificare un omicidio. Chi ammazza in questo modo deve marcire in galera>.

In diritto, il delitto d’onore è un tipo di reato caratterizzato dalla motivazione soggettiva di chi lo commette, volta a salvaguardare (nella sua intenzione) una particolare forma di onore, o, comunque, di reputazione, con particolare riferimento a taluni ambiti relazionali come ad esempio i rapporti sessuali, matrimoniali o comunque di famiglia.
Superato dopo molte battaglie perché, faticosamente e finalmente, si era arrivati ad affermare che non c’è movente o attenuante che possa giustificare un omicidio. Torna in auge quello che un tempo veniva chiamato “divorzio all’italiana”, oggetto di scherno e censura di tutti i paesi civili. Oggi le donne, più spesso degli uomini vittime di delitti passionali, hanno perso a Genova, come nei giorni scorsi a Bologna, un consistente pezzo del loro diritto alla sicurezza. E l’Italia ha lasciato per strada una conquista di civiltà

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