Tav e infrastrutture, a Palazzo San Giorgio un coro per il “sì”
Appello al buonsenso del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, Giovanni Mondini, presidente genovese dell’associazione degli industriali, parla di <Occasione storica>. Il presidente della Regione Giovanni Toti lancia un referendum nelle regioni del Nord Italia
Tutti per la Tav e le infrastrutture a Palazzo San Giorgio, in occasione del Convegno “Sostenibilità del sistema infrastrutturale”. In attesa del consiglio dei ministri che dirà l’ultima parola sulla ferrovia Torino–Lione. <È una grande opera. Lunedì è una data importante per i bandi di gara, lasciamoli lavorare> ha detto Vincenzo Boccia, auspicando lo stesso <buonsenso> applicato, <al di là delle parole> alle questioni Tap ed Ilva. <Incrocio le dita e confido nelle capacità di confronto di Salvini, Di Maio e del premier Conte nell’interesse del Paese> ha detto il presidente Nazionale di Confindustria a cui ha fatto eco il presidente genovese degli industriali Giovanni Mondini, spostando l’obiettivo sulle infrastrutture per il nostro territorio: <Continuiamo a riferirci alle infrastrutture di cui Genova ha bisogno con il termine “grandi opere”, cosa che però spaventa sempre qualcuno – ha spiegato -. Forse dovremmo iniziare a chiamarle “opere necessarie”, perché è questo che sono. Sono in programma investimenti per 10 miliardi sul nostro territorio, e grazie al decreto Emergenze ci saranno deroghe speciali per facilitare gli interventi. È un’occasione storica che non può prescindere dal tema della sostenibilità di infrastrutture come la Gronda o l’ultimo miglio ferroviario. Dobbiamo dimostrare che questi interventi si possono fare senza creare problemi>.
Anche il presidente della Regione Giovanni Toti ha detto di auspicare che si trovi <un accordo ragionevole (tra le diverse anime del Governo, Lega e M5S n. d. r.) sulla Tav per il bene del Paese> e ha proposto un referendum nel Nord Italia per capire cosa davvero vogliono i cittadini. <Mi auguro – ha specificato – che non sia necessario spendere tanti soldi dei cittadini italiani per una decisione presa da tanto tempo su cui abbiamo già investito tanto e che è diventata il simbolo della necessità di modernizzare il Paese, se qualcuno volesse fermare l’opera sarebbe antistorico anche nei confronti dei propri elettori>.
In apertura del convegno è stato ricordato l’armatore Paolo Messina, scomparso domenica scorsa.


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