Sicurezza 

“Sicurezza e legalità” al Carlo Felice il fratello di Borsellino parla ai ragazzi della strage di via D’Amelio

Il procuratore Francesco Cozzi parla anche del mancato rispetto delle regole in edilizia che pregiudicano <la sicurezza di scuole, case e ponti>, alludendo al crollo del Ponte Morandi

Al Carlo Felice, questa mattina, il convegno “Sicurezza e legalità” organizzato del movimento Agende Rosse. Presente Salvatore Borsellino, fratello di Paolo. Presente sul palco anche il procuratore di Genova Francesco Cozzi. Il convegno è trasmesso in diretta streaming. L’emozionante testimonianza del fratello del magistrato <Sono qui per non fare morire il sogno di Paolo>, poi <Per amore Paolo ha sacrificato la sua vita>.
<Paolo lo hanno fatto a pezzi, ma i pezzi di Paolo sono entrati dentro di noi e ci hanno dato quel coraggio e quella forza che non avevamo. Se ognuno di noi facesse il poco che può fare quello che è successo non succederebbe>
<Paolo è andato in guerra contro nemico la mafia, le mafie, ma non solo fuoco nemico andato a combattere non solo contro il nemico, ma anche un fuoco che gli arriva alle spalle, da chi doveva combattere insieme a lui. Ci sono ferite aperte da 25 anni che non si chiudono. Continuerò a combattere per verità e giustizia fino all’ultimo giorno della mia vita, ma ho bisogno della vostra forza>. Lo ha detto ai tanti studenti che hanno riempito il teatro.

Il procuratore Cozzi ha spiegato ai 2mila ragazzi presenti ragazzi il significato delle regole toccando esempi vicini alla loro età: bullismo, violenza contro le donne, guida in strada di ebbrezza. Ha parlato anche del mancato rispetto delle regole in edilizia che pregiudicano <la sicurezza di scuole, case e ponti>, alludendo al crollo del Ponte Morandi. Cozzi ha detto ai ragazzi che <la violazione regole nn opprime libertà, ma protegge la libertà di tutti> perché il nesso non è solo tra regole e sicurezza, ma anche tra queste due e la libertà.

Il Movimento Agende Rosse è costituito da cittadini che agiscono affinché sia fatta piena luce sulla strage di Via D’Amelio a Palermo del 19 luglio 1992 nella quale furono uccisi il Magistrato Paolo Borsellino e gli agenti di Polizia Emanuela Loi, Agostino Catalano, Claudio Traina, Eddie Walter Cosina e Vincenzo Li Muli.
Il Movimento nasce su impulso di Salvatore Borsellino il quale il 15 luglio 2007 scrive la lettera intitolata “19 luglio 1992: una strage di Stato” nella quale afferma che la ragione principale della morte del fratello Paolo è da ricercarsi nell’accordo di non belligeranza stabilito tra pezzi dello Stato e Cosa Nostra in seguito ad una trattativa fondata sul tritolo delle stragi in Sicilia del 1992 ed in continente del 1993. Salvatore Borsellino chiede di avere delle risposte sulle omissioni delle più elementari misure di sicurezza in via D’Amelio il giorno della strage e di sforzare la memoria ad alcuni rappresentanti delle Istituzioni che incontrarono Paolo Borsellino nelle sue ultime settimane di vita e che pertanto conoscono elementi fondamentali per ricostruire lo scenario in cui maturò l’accelerazione della fase esecutiva dell’eccidio.

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