Progressioni nella polizia locale, Uil presenta due ricorsi
Lo scontento per le progressioni orizzontali nella polizia locale serpeggia da quando sono state attuate. Ora vengono alla luce attraverso i ricorsi presentati dall’avvocato Paolo Sivori per due iscritti Uil. Si tratta di quelli presentati a nome di due agenti.
Il contratto nazionale dice che l’amministrazione <può valorizzare l’esperienza>, cioè l’anzianità di servizio e questo chiedono i ricorsi. L’amministrazione ha invece privilegiato la meritocrazia. Scelte legittime entrambe. Nel caso di quella attuata da Tursi, peraltro avallata da Cgil e Cisl con la firma del contratto integrativo, le progressioni sono state, però, viziate da una serie di problemi a monte dell’attuale ciclo amministrativo, cioè sono state basate su criteri di valutazione soggettivi e totalmente discrezionali emessi tra il 2015 e il 2017 dai capi di distretti, uffici e reparti. Giudizi non armonizzati tra di loro che concorrono a un’unica graduatoria. Tanto che ci sono, ad esempio, distretti dove le progressioni sono state numerose ed altre dove sono state scarse.
In più sono stati usati entrambi i voti delle pagelline di fine anno, quelli destinati specificamente alle progressioni (che mancavano da anni) e quelli destinati invece alla valutazione annuale per il “premio di produzione”. Il risultato, secondo la gran parte del corpo, non è stato equo. I ricorsi dei due agenti potrebbero aprire la strada a una più ampia richiesta di revisione.


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