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Posti sottratti a senologia per l’influenza, donne in sciopero della fame. S. Martino: “Nessun ritardo”

<I 16 posti letto riservati reparto di Chirurgia Senologica Plastico Ricostruttiva per far fronte al possibile picco influenzale non impediscono al San Martino di garantire i letti dedicati alla patologia oncologica>. Questa la risposta della Direzione Sanitaria del San Martino all’associazione Donne del Levante (pazienti in attesa dell’intervento chirurgico al seno post diagnosi tumorale) che ha scritto una lettera aperta all’assessore regionale alla Sanità Sonia Viale annunciando di avere intenzione di iniziare lo sciopero della fame in segno di protesta contro gli asseriti ritardi degli interventi sia di rimozione di tumore sia di plastica ricostruttiva.
<In riferimento all’attivazione effettuata a carattere preventivo dei 16 posti letto presso il reparto di Chirurgia Senologica Plastico Ricostruttiva per far fronte al possibile picco influenzale e al conseguente iper afflusso di pazienti presso il Policlinico, la Direzione Sanitaria dell’Ospedale Policlinico San Martino sottolinea che il provvedimento adottato ha carattere meramente temporaneo e l’attività sarà costantemente monitorata per verificare le eventuali conseguenze sulla programmazione – dicono all’ospedale. I letti dedicati alla patologia oncologica sono garantiti. Sono ridotte invece le degenze per gli interventi che possono essere temporaneamente differiti trattandosi di patologia che non pregiudica la salute del paziente. I tempi di attesa per la chirurgia senologica post diagnosi tumorale si attestano su 40 giorni, indipendentemente dalla misura adottata>.
<Il Pd è al fianco dalla protesta guidata dall’associazione Donne del Levante, che rappresenta le pazienti in attesa dell’intervento chirurgico al seno post diagnosi tumorale, che, a partire da martedì prossimo, ha indetto con uno sciopero della fame contro i forti ritardi agli interventi – aveva detto ieri il consigliere Pd Pippo Rossetti -. Parliamo di 57 giorni di attesa, per un intervento che, da protocollo, deve avvenire entro 30 giorni dalla diagnosi. Quasi il doppio del tempo, quindi, tanto che molte pazienti sono costrette a rivolgersi a strutture fuori Regione. Secondo l’associazione Donne del Levante questi ritardi sono dovuti al taglio dei posti letto avviato dall’assessore Viale in Chirurgia del Seno e Chirurgia Plastica Ricostruttiva, per far fronte all’emergenza influenza. Insomma, per evitare le polemiche sui mezzi di informazione che l’anno scorso hanno giustamente evidenziato le carenze organizzative della Giunta ligure in merito al picco influenzale (ampiamente previsto), la vicepresidente ha pensato di aumentare i posti letto, togliendoli ad altri malati. Ma la chirurgia al seno post diagnosi tumorale è importantissima, anche dal punto di vista morale e psicologico e riguarda persone che soffrono e che hanno lottato contro una terribile malattia. Pazienti che, contro questa decisione ingiusta, hanno deciso di portare avanti una battaglia estrema e non violenta come lo sciopero della fame. Viale torni sui propri passi e garantisca i diritti a queste persone>.
<Mi sembra evidente che per il consigliere Rossetti la programmazione del piano per far fronte al picco influenzale non vada mai bene, a prescindere – ha risposto Viale -. Per l’esponente Dem c’è sempre un motivo buono per sollevare polemiche, tanto non è mai contento di nessuna iniziativa. Appurato questo, ciò che mi preme sottolineare che il piano viene messo in atto senza che vi siano ricadute sugli interventi cosiddetti ‘urgenti’, compresi quelli delle Breast Unit. Quindi non c’è alcun rischio per le pazienti: la riprogrammazione riguarda esclusivamente gli interventi non urgenti e viene effettuata con l’opportuno preavviso in modo che le pazienti possano organizzarsi. In vista del picco influenzale viene chiesto a tutti i reparti di avere comprensione per eventuali slittamenti, che sono legati alla necessità di evitare l’assunzione di provvedimenti in emergenza, a picco influenzale in corso”. In merito ai centri senologici, la vicepresidente sottolinea infine che “a dimostrazione della elevatissima sensibilità sul tema del tumore al seno, proprio oggi è emerso che la Liguria è tra le cinque regioni italiane ad avere le Breast Unit, centri multidisciplinari in cui la paziente viene presa in carico a 360 gradi in ogni fase della malattia. Di questo dovremmo tutti essere orgogliosi>.

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