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Turismo, i dati: quasi 15 mila meno presenze a Genova. Effetto ponte? No, promozione che non funziona

L’analisi dei dati mette in luce che il problema non è tanto il crollo (non è stato un disincentivo alle visite: gli arrivi aumentano di più di 8mila unità), ma lo scarso appeal della promozione e degli eventi messi in campo che non convincono i turisti a rimanere più giorni. Le notti di permanenza calano di 14.782 unità
A cosa sono serviti 2 milioni e mezzo di tassa di soggiorno? Dov’è finita la promozione? Dove sono finite le grandi mostre capaci di attrarre visitatori e aggiungersi all’offerta “di base” rappresentata sostanzialmente dall’Acquario che si visita in un pomeriggio?

In attesa dei dati ufficiali di dicembre, che non si annunciano entusiasmanti, e dopo quelli gennaio-novembre di tutta la Regione, ecco i numeri del turismo a Genova e provincia tra gennaio e novembre. Dopo tanti anni si registra un calo delle presenze che non è ascrivibile al crollo di ponte Morandi perché riguarda anche i mesi di gennaio, aprile, giugno In sostanziale pareggio luglio. In crescita consistente maggio (12,3% per l’effetto Euroflora, a testimonianza che quando gli eventi ci sono i visitatori rispondono). Agosto (il crollo del ponte è avvenuto esattamente a metà, con le prenotazioni già effettuate per la restante parte) decresce del 2,52%. Settembre, che pure è subito dopo il crollo, limita le perdite all’1,76% grazie al Salone Nautico. Ma è ottobre, mese tradizionalmente propizio, il vero disastro. -9,87 percento e 30.588 persone in meno dello scorso anno. Novembre è stato letteralmente salvato dal congresso di radiologia con le sue migliaia di partecipanti.
In totale, le giornate-letto in hotel e altre strutture sono state 14.782 in meno. E manca ancora dicembre che alcuni albergatori hanno definito disastroso, soprattutto sotto le feste. Ragioniamo in termini di presenze perché, più delle persone che arrivano, conta quanto queste restano. È evidente che, al netto del ponte, la promozione della città ha meno appeal sui potenziali visitatori e, soprattutto, gli eventi organizzati e le occasioni di divertimento e cultura sono meno allettanti di prima. Sarebbe davvero il caso di farci un ragionamento e di ripartire con una promozione più efficace, capace di allungare il periodo di soggiorno in riviera e, reciprocamente quello in città. Non si fa sistema tra Comune e resto del territorio, questo appare evidente.

Ecco i dati della città metropolitana


A salvare Genova-città, che se la cava sul fronte delle presenze con uno stiracchiato +2,88% di presenze è il dato di maggio (Euroflora) +9,82, quello di novembre (congresso di radiologia) +9,94. Ottobre segna un -5,53%.

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