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Polizia locale, dalla Uil lettera aperta di accuse: “Lavoratori privati della dignità dal Sindaco-manager”

Una lettera aperta al Sindaco e, per conoscenza, al Comandante e ai cittadini genovesi. È quella scritta dai delegati Uil Fpl della polizia locale dopo le recenti vicende. Racconta di lavoratori privati della loro dignità, amaramente consci del fatto che le “nuove regole” imposte dal Primo cittadino mettono a rischio anche la loro sicurezza, disposti a lottare a oltranza anche privandosi di parte di quel reddito che non aumenta dal 2009, nonostante l’aumento dei carichi di lavoro. Ma sempre aperti al dialogo che, in fondo, non sarebbe poi così difficile, a patto di ragionare di loro non come numeri, non come robot, ma come lavoratori e, soprattutto, come essere umani. Comandante compreso.

Caro Sig. Sindaco,
è davvero una situazione mai vista quella che sta vivendo il Comune di Genova in questo periodo, grazie alle sue straordinarie capacità da manager: sta riuscendo a far girare la macchina comunale ad una velocità mai vista. Siamo davvero stupiti nel vedere dirigenti di ogni livello, disperarsi, piangere, correre presi da stati di ansia per poter esaudire qualsiasi ordine anche se palesemente inattuabile, se non illegittimo, pena licenziamento o trasferimento repentino ad altro incarico. Direttori che non fanno in tempo a capire cosa fare in una struttura che si trovano a dirigerne un’altra, altri, come il Comandante della Polizia Locale, che vengono rimproverati davanti ai loro sottoposti e quasi derisi mentre spiegano la difficoltà oggettiva a rispettare certi diktat di chi di Polizia Locale non sa nulla, con buona pace dell’autorevolezza di cui necessitano per svolgere il loro lavoro.
A parte qualche caso particolare, anche gli assessori non se la passano tanto meglio, solo che da bravi politici piuttosto che esporsi preferiscono diventare “trasparenti”, invisibili, finendo per essere inesistenti… sotto l’ingombrante autoritarismo del loro capo.
Grazie quindi per averci fatto vedere cose che mai avremmo immaginato… e di sicuro ne saremmo anche compiaciuti se i servizi resi ai cittadini fossero migliorati, ma ciò non è avvenuto, anzi, direzioni che non funzionavano continuano a non funzionare, mentre altre cominciano ora ad essere in sofferenza.
La tragedia che ci ha colpiti Le ha dato una visibilità inaspettata, ed ha potuto godere dell’impegno responsabile del personale del Comune di Genova ed in particolare di quello della Polizia Locale che, per fortuna, ha e continua ad avere la gratitudine dei propri concittadini, certamente più importante di quella inesistente dei propri amministratori.
Il premio per gli operatori di Polizia Locale di Genova consisterà nel vedersi lo stipendio sempre fermo al 2009, grazie ad amministratori che hanno promesso tanto ma non hanno mantenuto nulla, anzi, sobbarcano gli Agenti di incombenze sempre più onerose ai limiti della sicurezza e della tollerabilità, in un’organizzazione che vede una catena di comando allo sbando totale, costretta ad obbedire ai suoi ordini, e finendo per generare altre cose mai viste: postazioni coperte in servizio notturno da un solo operatore, Agenti neo assunti comandati in servizio di pattuglia con altri operatori di poco più anziani, in abiti borghesi con una “pettorina” dell’unica taglia disponibile, ancora disarmati e senza alcuna formazione.
Certamente avrà potuto governare, da manager, Società private in circostanze diverse o in paesi con leggi e regolamenti diversi dal nostro, ma qui, a Genova, serve un Amministratore pubblico e fino ad ora non riusciamo ancora a vedere il cambiamento tanto prospettato in campagna elettorale, anzi, per ora vediamo solo la lenta e progressiva demolizione dei servizi comunali e i dipendenti sempre più demotivati.
Facciamo una facile previsione se diciamo che l’entusiasmo degli operatori della Polizia Locale subirà un nuovo tracollo, e non importa se le azioni legittime di protesta vengano impedite da norme e disposizioni che vanno a scapito dei diritti dei lavoratori. La protesta più efficace verrà dalle azioni e dai comportamenti di tutti i lavoratori vessati e spogliati della loro dignità che finiranno per lavorare sempre peggio, che pur nelle difficoltà economiche rinunceranno alle prestazioni straordinarie, questo ai lavoratori non potrà mai toglierlo nessuno.
Concludiamo con gli auguri di Buone Feste sperando di avere, in futuro, il dialogo costruttivo necessario all’Amministrazione per erogare i servizi che i cittadini meritano.

I Delegati UIL FPL della Polizia Locale

 

Veleni, voci che girano (e talvolta sembrano essere messe in giro ad arte, come il fatto che il comandante Giurato abbia sbattuto la porta dopo la riunione col Sindaco, cosa che non è vera ed è facile da smentire per i numerosi testimoni: erano presenti anche tutti i capi di distretti e reparti), la demolizione sistematica di una categoria facile da offrire in sacrificio all’opinione pubblica incarognita per l’ultimo divieto di sosta, che non l’ha mai amata perché (facendo rispettare la legge e vegliando sulla sicurezza degli stessi cittadini) a volte tira fuori il blocchetto delle multe, quelle multe che tutte le amministrazioni, compresa quella di Marco Bucci, hanno messo e mettono a bilancio preventivo come se fossero un incasso sicuro e spesso sollecitano per rimpinguare le magre casse di Tursi.
La stessa categoria che è corsa in soccorso della città dopo il crollo di ponte Morandi. Molti uomini del corpo sono rientrati dalle ferie spontaneamente, quasi tutti si sono offerti per mesi di straordinari massacranti, altri, dopo il lavoro, hanno continuato il loro impegno come volontari nella protezione civile e nelle pubbliche assistenze. Quella categoria che ora sembra nel mirino del Sindaco il quale non accetta che l’astensione dallo straordinario sia un diritto sancito dal contratto (che ha valore di legge) e che vorrebbe botte piena e moglie ubriaca. Cioè: corpo fortemente sotto organico anche senza considerare le esigenze legate ponte (non a causa sua, ma delle precedenti amministrazioni e soprattutto del lungo blocco delle assunzioni nazionale), centinaia di agenti impegnati sulla viabilità di crisi, contratto rinnovato penalizzante (con firma di Cgil e Cisl) con un ribasso nello stipendio fermo da 9 anni e, contemporaneamente, un cantuné (che non c’è) ad ogni angolo per rincorrere quelle mille emergenze che spesso emergenze non sono, soprattutto in un momento di emergenza vera come questo. Ogni segnalazione di ogni singolo cittadino o comitato o attivista viene aggiunta acriticamente come fondamentale alla mole di lavoro da fare subito e spesso bisogna inseguire il mugugno (con basi reali, ma anche no) quanto il fatto grave. L’ansia di soddisfare il cittadino-elettore porta a smontare servizi organici e mirati per rincorrere immediatamente la quisquilia (a volte nemmeno reale, ma solo percepita), a pretendere una quantità i servizi più o meno importanti tirando troppo spesso una coperta che ha le dimensioni di un centrino verso impegni d’immagine e meno verso quelli di sostanza, a pretendere soluzioni che giuridicamente non reggono perché “volere e potere” (ma la legge è un’altra cosa). La reattività al populismo dei politici sarebbe bene se ne stesse relegata nel mesetto di campagna elettorale antecedente alle elezioni, come da sempre è stato. Perché per rincorrere la pancia di 600 mila cittadini ci vorrebbero almeno 2.000 agenti e qui ce ne sono a malapena 850, compresi quelli a servizio condizionato (che non possono fare servizio con la pistola perché malati o soggetti a cure che inibiscono guida e maneggio dell’arma) e quelli delle segreterie e degli uffici (come l’ufficio studi che prepara le ordinanze, l’ufficio acquisti, l’ufficio contravvenzioni con lo sportello per il pubblico e molti altri). Il corpo ha un’età media di 54 anni. Quella dei commissari è addirittura di 58. Il che vuole dire che dal 14 agosto ci sono tante persone molto più vecchie di Bucci che sono state più volte 7 ore sotto al sole nello smog in mezzo al traffico infernale per poi magari sobbarcarsi un turno notturno in straordinario sotto il ponte. E la patente di fancazzista la rifiutano a ragion veduta.

Cos’è successo alla riunione tra Bucci, Giurato, l’assessore Garassino e i responsabili di distretti e reparti

Quello che sarebbe successo davvero alla riunione in cui Bucci ha convocato Giurato (il secondo comandante che rischia di essere bruciato in 12 mesi) è che alle accuse del Sindaco il Comandante avrebbe risposto, semplicemente, con i numeri del lavoro svolto. Il primo cittadino lo avrebbe strapazzato davanti ai suoi sottoposti con un’aggressività che forse puntava a mettere in difficoltà Giurato davanti ai commissari, ma che invece ha sortito com’era prevedibile l’effetto opposto: la categoria, che ha sta abbandonando i sindacati firmatari del contratto e si è compattata attorno a Diccap Sulpl e Uil Fpl, si è coagulata e ora fa quadrato attorno a Giurato che in passato, per la sua rigidità (evidentemente non sufficiente per Bucci), era stato criticato dai suoi sottoposti abituati a un regime più “rilassato”.
La categoria è profondamente delusa da un’Amministrazione che è arrivata cavalcando promesse di cui ora il Diccap Sulpl, sindacato di omologa area politica, chiede conto a Roma, da una giunta che si aspettava più vicina rispetto a quelle precedenti, di sinistra, e, invece, l’ha spremuta con gli straordinari per il ponte, ma quando si è trattato di riconoscere anche economicamente l’impegno concedendo quell’aumento che avvicinasse il salario a quello dei colleghi delle altre città metropolitane, ha volta le spalle. Unica amministrazione di centro destra in Italia ad arrivare ai ferri corti con la polizia locale. Per molto meno, da giorni gli agenti di Milano chiamati dal sindaco Sala a timbrare il cartellino (cosa che i genovesi fanno da tempo) stanno inscenando un quarantotto davanti a Palazzo Marino con pistole giocattolo e gilet gialli.

Falsi particolari rilevati a arte

Poi c’è il capitolo veleni, le bugie o le mezze verità rivelate sottobanco alla stampa, pare, da certi uffici di Tursi vicini al Sindaco. Che sembrano fatte apposta per far passare la questione come uno scontro Bucci-Giurato tra cattivi caratteri. Come la supposta reazione violenta del Comandante, che mai, invece, ha sbattuto la porta. Oppure come la notizia che Bucci avrebbe individuato in Varno Maccari, capo della struttura anti rapina della polizia locale di Milano (una trentina di persone in tutto), il nuovo comandante. Forse gli uffici del Sindaco un rimpiazzo lo stanno cercando (chissà se per ordine di Bucci o solo per mettersi avanti), ma non sarà Maccari, che non ha i titoli, e arriverà come come ufficiale di comando (è funzionario, non dirigente), come era progettato da tempo. Perché far capire all’opinione pubblica che il sostituto è già pronto quando non è così? Non è facile. Un comandante deve avere titoli ed esperienza in comuni mediograndi, non deve essere inquisito (come alcuni nomi che erano girati mesi fa), deve essere in linea con l’amministrazione e non deve essere incompatibile per la contemporaneità con altri incarichi. E, comunque, nessun comandante potrebbe negare i diritti sindacali, o imporre al personale turni non previsti dal contratto. Nessun comandante e nessun ufficiale può comandare di fare quello che la legge non prevede.

Le questioni legali

Una sostituzione del vertice del corpo (oltre che con un corpo che ora si sente bistrattato, umiliato e preso in giro) dovrebbe fare poi i conti con un’eventuale azione legale di Giurato. Se succedesse, il Comune dovrebbe provare che non ha fatto il lavoro richiesto, provando anche di aver fornito gli strumenti necessari, cosa che non gli sarà facile visto che per i servizi attuali il sotto organico è di almeno 300 uomini a tenersi bassi. C’è anche da ricordare che a Giurato l’Amministrazione aveva promesso in organico il secondo vice comandante, che invece non è mai arrivato. Eppure i numeri dei risultati del corpo sono aumentati. Che piaccia o non piaccia, le regole esistono e il Tribunale del lavoro esiste, a sua volta, per farle applicare. Alla fine ci perderebbero tutti: Giurato usato come un kleenex (a casa, ma con lo stipendio assicurato e il Comune a dover pagare due comandanti), i lavoratori del corpo che chiedono un adeguamento di stipendio dopo anni e condizioni di lavoro “in sicurezza” usando lo strumento dell’astensione dallo straordinario, Bucci che ci fa la figura di quello che pretende senza mettere in condizioni di fare e brucia comandanti e dirigenti come cerini per le sue ripetute sfuriate: un comandante che se ne va ci sta, può non esserci identità di vedute. Ma due comandanti e un vice comandante (fuggito alla Motorizzazione) in un anno fanno statistica e non a onore e merito del Sindaco.
Tutto per cosa? Forse per due o tre euro l’ora di indennità di strada che i cantunè hanno dimostrato di sapersi guadagnare nel traffico dell’emergenza. Magari per le trame di certi inossidabili burattinai che mestano nel torbido. Buone ultime, per certe prese di posizione che non si coniugano con le responsabilità dell’amministrazione di un ente pubblico. A perderci più di tutti, in questo gioco al massacro, è la città. Davvero ne vale la pena?

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