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Rogo a Ortiz causato da carica auto elettrica. In scala ridotta, lo stesso fenomeno del disastro di Seveso

I vigili del fuoco confermano: a causare l’incendio nel garage della polizia locale è stato il processo di carica di uno dei mezzi elettrici in dotazione al corpo. Nessuna azione dolosa, dunque. I pompieri, questa notte alle 3.50, sono intervenuti al secondo piano interrato dell’autorimessa di piazza Ortiz, dove ci sono il I distretto e alcuni reparti speciali della polizia locale, ma anche la Dia. Le vetture elettriche, in forza al corpo di polizia locale e posteggiate in quella che viene chiamata “la gabbia”, erano sotto carica. Le cause del rogo sono di causa elettrica dovuta al processo chimico chiamato thermal runaway, che porta la batterie ad una reazione a catena esotermica e successiva combustione. L’intervento è durato circa 2 ore, le fiamme sono state abbattute in fretta ma si è poi dovuto ventilare al lungo per allontanare i fumi della combustione.
Il comandante della polizia locale Gianluca Giurato ha già disposto il fermo di tutti le mini auto elettriche della stessa partita, acquistate durante la giunta Vincenzi con fondi europei.

 

In chimica, con il termine runaway (o run-away) ci si riferisce ad una situazione in cui un incremento di temperatura crea delle condizioni che determinano un ulteriore aumento di temperatura, per cui si genera uno scostamento incontrollato dalle condizioni di equilibrio del sistema. È un particolare caso di feedback positivo. Nei casi gravi una situazione di runaway può determinare un’esplosione, che viene detta esplosione termica.
Il fenomeno chimico, in scala molto ridotta, è lo stesso che ha causato il disastro di Texas City (1947), dovuto al surriscaldamento di un carico di nitrato d’ammonio trasportato dalla nave coinvolta nell’incidente, quello idi Bhopal (1984), che portò al rilascio di grandi quantità di isocianato di metile; quello di Seveso del 10 luglio 1976 nell’azienda ICMESA di Meda, che causò la fuoriuscita e la dispersione di una nube della diossina TCDD, una sostanza chimica fra le più tossiche. Il veleno investì una vasta area di terreni dei comuni limitrofi della bassa Brianza, particolarmente, appunto, quello di Seveso.

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