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La giornata della movida, cento in corteo, solidarietà della politica. Minima apertura di Doria

Marina Porotto (Fepag Ascom): <Pronti a portare in consiglio comunale anche gli abitanti per far capire al Sindaco che non è vero che sono tutti orientati contro la movida>
La vera novità della manifestazione è che tutti gli esercenti della zona ora sono uniti e compatti. Con loro diversi esponenti politici di maggioranza e opposizione
Fiepet Confesercenti chiede sconti sui dehors pagati per l’orario pieno, ma chiusi d’imperio dal Comune

 

La manifestazione dei pubblici esercizi e dei circoli del centro storico è partita da piazza De Ferrari e ha raggiunto Palazzo Tursi. Un centinaio i titolari, i dipendenti, i fornitori dei locali, i presidenti di diversi Civ genovesi legato ad Ascom e alcuni dei cittadini che hanno aderito alla nuova associazione dei residenti che chiede la convivenza tra le funzioni abitative del centro storico. Nel video sopra le interviste ad alcuni degli organizzatori, a diversi gestori e a un fornitore. Nel video sotto le interviste al presidente Fepag e vice presidente vicario Ascom Alessandro Cavo, al gestore di una gelateria (che non vende alcol) , al presidente dell’associazione degli abitanti Francesco Carbognin, al segretario di Fiepet Confesercenti Cesare Groppi.

Molti i politici presenti che hanno sostenuto la protesta dei titolari dei locali: Stefano Balleari di Fratelli d’Italia, Stefano Garassino segretario provinciale della Lega, Cristina Lodi e Claudio Villa, consiglieri comunali Pd, Alessio Piana, consigliere comunale della Lega, Simone Ragazzoni, candidato sindaco Pd.

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(Garassino, Ragazzoni e Lodi)

 

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Il presidente del consiglio comunale Giorgio Guerello (foto sopra, insieme al vice presidente Stefano Balleari davanti a Palazzo Tursi) è sceso a ricevere i manifestanti. Una delegazione di una ventina di persone è potuta salire in consiglio comunale in attesa di essere ricevuta dal Sindaco, in quel momento impegnato coi lavoratori Iren.

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Al termine del lungo incontro, al quale ha partecipato anche l’assessore alla legalità Elena Fiorini, il sindaco Marco Doria è sceso a parlare con i giornalisti. Nessun cambiamento di rotta, ma uno spiraglio, seppure strettissimo. <Le ordinanze non sono le tavole della legge e quindi possono essere modificate> ha detto Doria, sottolineando che le istanze di chi vuole dormire (1.200 firme raccolte da Assest, in realtà a sostegno di una proposta molto più vasta e articolata) e quelle dei gestori dei pubblici esercizi e dei cittadini che li appoggiano (quasi 5 mila firme) sono richieste legittime. È parso che quel che il Sindaco potrebbe essere disposto a modificare potrebbe essere la parte dell’ordinanza che fissa l’orario di chiusura mutandolo in orario di termine della somministrazione. Gli operatori hanno esposto al primo cittadino una serie di problemi dei quali l’ordinanza non tiene contro e continuano a chiedere la distinzione tra locali virtuosi e mala movida. Ecco l’intera conferenza stampa del Sindaco.

Non convinti i commercianti che il primo cittadino abbia capito appieno la situazione e le problematiche della zona, legate a fruitori del territorio che non sempre sono anche clienti dei locali, spaccio e microcriminalità. per cui sia i gestori dei locali e gli abitanti pro movida sia i residenti “anti movida” chiedono un maggiore controllo di polizia. Ad ogni modo, dice Marina Porotto, vice presidente Fepag e vice presidente della consulta Civ Ascom, il prossimo passo di coloro che non vogliono che il centro storico si spenga sarà quello di portare gli abitanti a Tursi per far capire al Primo Cittadino che non è vero che tutti i residenti vogliono il silenzio, come peraltro documentano almeno 2.500 delle quasi 5 mila firme che chiedono a Doria di tornare sui propri passi. Ecco l’intervista realizzata in serata a Marina Porotto che commenta l’incontro con Doria e dice chiaramente che la delegazione è rimasta <scioccata dalla non conoscenza del problema da parte del Sindaco>. In effetti, Doria ha lamentato, tra le altre cose, la chiusura dei pubblici esercizi la domenica pomeriggio per l’accoglienza dei turisti, ma i giornalisti gli hanno ricordato come gran parte dei locali delle Erbe e di tutta la movida (nonostante nel resto della città e persino in centro davvero bar e ristoranti siano inspiegabilmente chiusi) siano, in realtà aperti.

 

«Inizialmente il Sindaco è apparso fermo sulle sue posizioni e risoluto, in particolare, al mantenimento degli attuali orari di chiusura anticipati per tutti i locali – dice Paolo Barbieri, responsabile di Fiepet Confesercenti Genova -. Tuttavia, essendosi reso conto dei problemi interpretativi su cosa l’ordinanza consenta o meno di fare oltre tale orario, Doria e l’assessore Fiorini si sono presi un lasso di tempo, che ci auguriamo di non più di una ventina di giorni, per valutare alcuni correttivi al provvedimento, pensando soprattutto ai problemi incontrati dalle attività più strutturate che, oltre alla semplice somministrazione di alcolici, effettuano anche un servizio di cucina o dispongono di un dehors. Ci auguriamo che i correttivi annunciati da sindaco e assessore si rivelino sostanziali e non di dettaglio, essendo necessarie, ma comunque non ancora sufficienti, una maggiore elasticità sull’orario di chiusura – tale, almeno, da consentire di sistemare sedie e tavolini senza dover allontanare con ulteriore anticipo i clienti – e una contropartita sull’entità dei canoni di occupazione suolo per déhor, per i quali gli esercenti non possono continuare a pagare le tariffe previste dalla zona 1 se, poi, l’ordinanza impedisce loro di trarne la prestazione massima derivante dall’essere in pieno centro. Rimane, comunque, la madre di tutti i problemi, vale a dire la sussistenza di un orario di chiusura anticipato per tutti: continuiamo ad attendere una modifica dell’ordinanza da parte dell’amministrazione e che siano prese iniziative concrete a garanzia della competitività delle imprese interessate dall’ordinanza».
A una precisa domanda di GenovaQuotidiana a proposito della necessità di “liberare” i locali virtuosi dai vincoli imposti a tutti (si possono facilmente individuare analizzando i risultati dei controlli della polizia municipale del reparto Commercio) il Sindaco si è trincerato dietro la decisione del Tar a proposito della sospensiva a seguito del ricorso delle associazioni e ha di fatto rifiutato di rispondere direttamente anche se il fatto di aver riconosciuto che <Le ordinanze non sono le tavole della legge> lascia sperare che il provvedimento diventi meritocratico e salvi i locali virtuosi e i posti di lavoro dei dipendenti molti dei quali oggi erano in corteo coi loro datori di lavoro.

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