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La vittima dell’incendio in scalinata Montaldo è Michele Pesetti, di 48 anni

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Era Michele Pesetti (e non Posetti come precedentemente scritto), 48 anni, l’uomo morto stasera nell’incendio della sua casa in scalinata Montaldo, a Marassi e trovato carbonizzato dai vigili del fuoco dopo lo spegnimento del rogo. L’incendio sarebbe scoppiato in cucina. Il cadavere è stato, però, trovato vicino all’ingresso dell’appartamento.
Il pauroso incendio, il cui odore si sente anche a San Fruttuoso, a Castelletto e alla Foce, si è sviluppato verso le 20. Il palazzo è sito al civico 7 della strada e l’incendio è divampato al primo piano, all’interno 3a. Per le operazioni di spegnimento si è reso necessario chiudere in parte via Bobbio al traffico per permettere l’arrivo degli otto mezzi con tre squadre dei vigili del fuoco. Sul posto anche la polizia di Stato e la polizia municipale oltre a due ambulanze e a un’auto medica che, però, non sono state necessarie. Per tutti gli altri abitanti solo molta paura. L’intero stabile e quelli adiacenti sono stati comunque evacuati. Gli abitanti dello stabile in cui è avvenuto l’incendio sono tutti ospitati per la notte da parenti o amici meno 6 persone (e 2 cani) che hanno trovato posto in hotel. Alla sistemazione delle persone che non sono potute rientrare in casa hanno provveduto assistenti sociali, uomini della protezione civile e agenti del IV distretto di polizia municipale. I vigili del fuoco stanno lavorando adesso per escludere che ci siano focolai che covano e che possano riattizzarsi.

Per gli uomini dei vigili del fuoco è stato un intervento difficile a causa del denso fumo che sì è sviluppato mentre mobili e tessuti della casa stavano bruciando. L’intero palazzo se ne è riempito e i pompieri hanno avuto difficoltà ad accedere ai piani superiori per portare in salvo i condomini del palazzo. Lingue di fuoco uscivano dalle finestre e il bagliore si poteva vedere distintamente dalle case dall’altro versante del fiume.
Sulla vicenda indaga la polizia. Le perizie e le indagini saranno effettuate dalla Pg dei vigili del fuoco.
Della vittima si sa che era un transessuale ed è quindi probabile che i più, in zona, non lo conoscessero col nome registrato all’anagrafe. Si sentiva donna e come tale si presentava.

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