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Ambulanti, Zattini (Anva) accusa: “Per migliorare i mercati il Comune non reinveste un euro dei canoni che paghiamo”

<Troppe iniziative straordinarie per fare cassa, così si uccidono i mercati di quariere>
Richieste anche alla Regione: <Serve un fondo di rotazione per le imprese che vogliono regolarizzarsi>

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«I canoni di occupazione suolo sono troppo elevati e non un euro di quanto incassato dalle amministrazioni viene speso per la manutenzione delle aree mercatali. Il risultato è che spesso ci tocca lavorare tra buche, pozzanghere e quant’altro, per non parlare del fatto che in tutta la Liguria non esiste un’area mercatale attrezzata con punti luce e servizi igienici per gli operatori. Perché non estendere anche ai mercati di merci varie quanto previsto dal Comune di Genova per i mercati coperti, ovvero l’utilizzo di una parte dell’occupazione suolo per la manutenzione?> questa la proposta di Roberto Zattini, presidente di Anva Confesercenti per la provincia di Genova che elenca una serie di misure a suo parere necessarie per rilanciare i mercati. «Vanno poi limitate le manifestazioni straordinarie di carattere mercatale: ci sono troppi mercatini, molto spesso giustificati solo dal lucro degli organizzatori. Un far west a cui va opposta una programmazione compatibile con le esigenze del territorio – continua Zattini – Possiamo pensare a sperimentare su qualche mercato orari diversi dagli attuali. Ha senso iniziare alle 7 e finire alle 13 quando è chiaro che la stragrande maggioranza dei lavoratori non può frequentare il mercato e si costringono i residenti a non parcheggiare sulle aree mercatali? Vale la pena capire se invece iniziando un po’ più tardi, e finendo dopo, non si riesca ad intercettare altre fasce di clientela>.
Richieste anche alla Regione: <Serve la creazione di un fondo di rotazione regionale per le imprese che vogliono regolarizzarsi. Perché chi non paga i contributi difficilmente è “bancabile” e, anche davanti alla garanzia dei confidi, non ci sono istituti di credito che abbiano messo un plafond a disposizione. Serve poi una ristrutturazione della rete dei mercati, a cominciare da quelli di periferia che sono ormai alla canna del gas e sarebbe meglio accorpare o, in alternativa, spostare in collocazioni commercialmente più appetibili nelle zone limitrofe. Altrimenti, condanneremo questi mercati ad un’agonia lenta ma inesorabile>.
«Più che un tavolo di monitoraggio – conclude il presidente Anva – , serve una cabina di regia a livello di ciascuna provincia con comuni, regione e associazioni di categoria per affrontare i problemi di applicazione delle procedure. Affermare che le amministrazioni locali non possono rinnovare le concessioni per il blocco del turn-over è inaccettabile perché, tolta Genova, ci sono da rinnovare solo alcune decine di concessioni in ciascun comune. Il capoluogo ha certamente un problema specifico rispetto al resto della regione ma se, si vuole affrontarlo seriamente, occorrono misure concrete. Speriamo davvero che ci sia la volontà da parte di tutti, anche degli operatori, di collaborare e di uscire da questo pantano, altrimenti il risultato sarà solo un immenso danno per una categoria già fortemente in difficoltà e per la quale troppo spesso il concetto di impresa in difficoltà si confonde con quello di abusivo, realtà che è ben distante da chi è titolare di una concessione ed è tracciabile in qualsiasi momento, nonché vessato da tasse e burocrazia».

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