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Il procuratore Cozzi: “L’inchiesta non fermerà i cantieri. Temiamo che i lavori della galleria di Cravasco non siano a regola d’arte”

<L’indagine non fermerà i lavori> lo ha detto stamattina il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi nel corso di una conferenza stampa nel corso della quale è stata illustrata l’operazione che riguarda gli appalti per la costruzione linea ferroviaria terzo valico da parte del consorzio Coviv. <Abbiamo motivo di dubitare che per la Galleria di Cravasco l’opera non sia stata effettuata nel migliore dei modi possibili> ha detto il procuratore

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<Si trattati un’opera importante per Genova – ha spiegato ancora Cozzi -. Le indagini sono andate avanti  per oltre un anno e mezzo che hanno permesso di accertare attraverso anche intercettazione ambientale, telefonica e visiva la turbativa d’asta con riguardo ad appalti connessi ad alcuni tronconi dell’opera. Sono stati accertati alcuni episodi correttivi che riguardano funzionari del Cociv ed episodi di concussione della fame successiva consistiti nell’imporre una rete di imprese agli appaltatori principali che dovevano scalzare altre imprese non gradite. L’aspetto più inquietante delle indagini anche attraverso episodi di intimidazione tipici della criminalità organizzata e mafiosa. Due sono gli indagati per concussione, oggi imputati. È stato usato un metodo fotocopia usato in altre grandi opere, come la Salerno-Reggio Calabria>.

(Il procuratore capo della Repubblica Francesco Cozzi durante la conferenza stampa)

Tredici le custodie cautelari eseguite e una in corso di esecuzione, tutte ai domiciliari.


<Sottolineo la grande sinergia con la procura della repubblica – ha detto il generale Renzo Nisi, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Genova – e il lavoro puntuale del nucleo tributario della guardia di finanza. Importante il link collegamento diretto con un’indagine che stanno effettuando i carabinieri a Roma che prende in considerazione aspetti di criminalità organizzata>.

<Le indagini riguardano cinque lotti – ha detto il colonnello Maurizio Cintura, comandante del nucleo di polizia tributaria della Gdf (nella foto sotto) -. Si trovavano anomalie per escludere alcune imprese oppure soggetti che avevano anomalie venivano fatti passare per regolari
Venivano invitate società disinteressate e si faceva vincere l’unica che lo era. Inoltre ad alcuni venivano fornite notizie preferenziali per “suggerire” un ribasso successivo rifinanziato con contratti già assicurati>.
Sono 55 perquisizioni le perquisizioni effettuate in tutta italia. 250 militari della gdf  impegnati solo per l’inchiesta “genovese”, a cui si aggiungono i carabinieri di Roma. Il valore delle operazioni è pari a 324 milioni di euro.

 

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