Le ultime notizie

I misteri di Genova Peaks

Confido che sulle prime l’argomento principale della mia odierna prova di scrittura , ancorché il prof. Francesco Gastaldi continui indefessamente a chiamarla articolessa – verrebbe da dire poco articolo e molto lessa – avrebbe dovuto essere un altro. Perché, a dire il vero, il possibile ripensamento del professor Lorenzo Cuocolo, improvvisamente permeabile alle preci di Claudio Burlando dopo essersi fatto da parte già qualche mese fa, circa tre per l’esattezza, in favore di Simone Regazzoni, pop filosofo e compagno di liceo, il d’Oria, ironia del destino, mi sembrava degno di nota. A maggior ragione nel clima, odierno, imperante nel Pd genovese, degno di qualche seduta terapeutica sul lettino dello psicanalista. Ambiente in cui, a parte l’auoconvocato autocandidato alle primarie, ogni potenziale designazione dura lo spazio di qualche ora. Da Mario Tullo a Borzani e poi di nuovo a Tullo. Per arrivare a una rosa di nomi di esponenti della società civile. Da Alessandro Cavo, a Sara Armella, a Enrico Montolivo sino, appunto, a Lorenzo Cuocolo.
Poi, scorrendo i post su facebook mi sono lasciato attrarre dall’ennesimo manifesto elettorale dell’altro candidato ufficialmente in pista, almeno fino a quando non lo costringeranno a limare le proprie ambizioni con una designazione ufficiale della coalizione del centro destra che, almeno al momento, stenta a manifestarsi. Stefano Balleari, vicepresidente del consiglio comunale, esponente e candidato sindaco di Fratelli d’Italia, da prima che Simone Regazzoni si materializzasse come unico contendente in campo è in campagna elettorale. Deciso, forse, a dimostrare nei fatti che l’opposizione costante ad un sindaco altezzoso, che solo in rare occasioni si scuote dal suo torpore letargico, potrebbe essere la chiave vincente per lui e per la coalizione. Il manifesto, l’ultimo della serie, si rifà alla recente visita congiunta del nuovo questore Sergio Bracco e del vecchio sindaco Marco Doria al centro storico. Sopralluogo da cui i due sono tornati con opinioni non perfettamente collimanti. Consapevole della difficoltà della situazione il primo, troppo ottimista per la situazione il secondo. Tanto da ribadire in toto l’ordinanza sulla Movida. Ma non è nemmeno questo che mi ha colpito. Bensì il fatto che nei manifesti compaia Giovanna, accanto al solito Mario, genovese medio, che per ironia del destino, porta lo stesso nome dei due massimi sostenitori di Doria, Tullo e Margini. E Giovanna, prototipo della genovese media, in realtà non è una new entry. Era comparsa nel maggio scorso accanto ad una bambina, in un manifesto in cui si parlava di uno sventato rapimento, almeno così titolarono i giornali, all’Acquasola. Tentativo di sequestro di tre bambine, poi rivelatosi una bufala. Di Giovanna e della bambina, nei manifesti a seguire non comparve più traccia. Tanto che fui portato a pensare che in realtà, in quella brutta storia che in molti cavalcarono sulle bacheche social, rifacendosi alla mancanza di sicurezza nella nostra città, le uniche scomparse veramente fossero loro. E vedendo comparire poi Mario, solo soletto nei manifesti successivi, avevo addirittura pensato di scrivere un libro su quel mistero degno della sceneggiatura di David Lynch e dei segreti di Twin Peaks e di Laura Palmer. Solo che pochi giorni fa Giovanna, stesso fisico filiforme di Mario, con la sola aggiunta di una folta capigliatura giallo-biondo, è ricomparsa a sorpresa nella campagna elettorale del candidato sindaco Stefano Balleari. Mentre permane ancora e unicamente il mistero della bimbetta. Per la quale ho persino immaginato che i solerti funzionari della locale squadra mobile evessero aperto un’inchiesta per sparizione di minore. Solo che, facendo le mie doverose ricerche, mi è stato riferito che nessuno al momento, aveva sporto denuncia. Ne’ Mario, ne’ tantomeno Giovanna. Dei quali peraltro conosco soltanto i nominativi. Non contento ho cercato di risolvere il caso e mi è stato risposto che i due personaggi non sono reali. Esistono solo nei manifesti, come è’ accaduto per quei gruppi comparsi per le buone e cattive compagnie nei manifesti improponibili della sfortunata campagna per la prevenzione della infertilità su cui è’ incappata il ministro della salute Beatrice Lorenzin.
Nella mia mente permangono ancora molti interrogativi. Del tipo: Mario e Giovanna, sono solo amici, sono una regolare famiglia sposata in chiesa, sono una coppia di fatto? E la bambina, della quale sconoscesi generalità, che prima o poi ricomparirà – ne sono sicuro – visto che nel frattempo sono ricominciate le scuole, era solo in vacanza con i nonni? Resto in attesa, spasmodica, del prossimo manifesto di Balleari che nell’occasione ha già dovuto inchinarsi alle ferree regole delle pari opportunità. Anche le donne in fondo votano. E dovrà prendere atto persino dei diritti dei minori, pena una campagna dell’Unicef perorata, magari, dalla sempre presente Margherita Mereto Bosso, della segreteria Dem. Perché anche i minori, ancorché non elettori, in fondo hanno la facoltà di dire la loro sui cinque anni di amministrazione del nostro sindaco uscente.

ballearin

Il Max Turbatore

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: