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Jurassic park

Sembrerebbero viaggiare in perfetta sintonia il professor Francesco Gastaldi, opinionista sulla sua bacheca Facebook e professore associato di urbanistica alla università Iuav di Venezia e Simone Regazzoni, professore a contratto di estetica alla facoltà di filosofia di Pavia e candidato alle primarie del Pd – se ci saranno – per esprimere il candidato sindaco per le amministrative del comune di Genova del 2017.
Gastaldi aveva fatto registrare un suo intervento su Liguriaeconomy in cui ammoniva “Genova deve dimenticare il Novecento, il secolo breve è finito da un pezzo, siamo nel 2016 e occorre guardare in avanti. “Molti esponenti politici genovesi hanno in mente una città che non c’è più, il passato non torna più” prosegue il docente, autore di molte pubblicazioni sulle trasformazioni sociali e urbane della città. Le città prigioniere del proprio passato, o che cercano di stimolare lo sviluppo con vecchie ricette, rimangono ferme. Genova deve tornare ad essere una città che abbia idee di futuro, che sappia intercettare nuovi scenari (e nuova popolazione), che non guardi sempre indietro e ad un passato che non tornerà più. Mancano strategie chiare e prioritarie, manca una nuova “vision” per la città dei prossimi 10-15 anni.”
Così, prendendo spunto dalle parole di lunedi del collega, docente universitario, ieri Regazzoni ha ripreso a battere sulla gran cassa che scuote da qualche mese puntando
il dito contro i salotti-caminetti in cui si riunirebbero le gerontocrazie del suo partito per partorire il topolino di un candidato sindaco in grado di non sconvolgere le tessere di domino collocate con pazienza, in vista delle amministrative. Ma, soprattutto, per il rinnovo delle cariche in vista delle politiche del 2018, alle prese con riconferme di personaggi giunti alla soglia del terzo e del quarto mandato e con new entry di cui, negli ambienti Dem da tempo si parla. Dal ministro Roberta Pinotti a Mario Tullo, da Lorenzo Basso a Sergio Rossetti, detto Pippo, ex assessore al bilancio della giunta Burlando, e attualmente consigliere regionale.
E il candidato alle primarie, unico al momento a metterci la faccia, nonostante l’ibernazione in attesa del risultato del referendum che ha finalmente una data – il 4 dicembre – di cui la classe dirigente avrebbe preteso stretta osservanza, lo ha fatto nel suo solito modo provocatorio e irridente. Con un comunicato stampa che deve aver fatto sobbalzare sulla sedia molti protagonisti della classe dirigente del Pd. Nel tentativo di eliminare quello che negli ultimi giorni è stato indicato, nonostante la sua smentita, come il possibile principale antagonista alle primarie: il presidente della fondazione Palazzo Ducale Luca Borzani. Già il titolo del comunicato stampa, che porta la doppia firma di Simone Regazzoni e Giovan Battista Raggi, è tutto un programma “Il ritorno dei dinosauri. Il vecchio apparato Pd candida Borzani”. E, a seguire, in maniera ancor più aspra tutte le vecchie contumelie con cui Regazzoni, che si atteggia a Clint Eastwood della politica locale, ha ricoperto i vari Mario Margini, Claudio Burlando e Mario Tullo. “Eppur si muove, il vecchio apparato Pd. Benché con i riflessi di un dinosauro per l’età, le sconfitte e preoccupato per quell’aria da fine impero che annusa in città. A quanto dicono i giornali, l’apparato del Pd locale in gran spolvero, con alla guida gli intramontabili Margini, Burlando e Tullo, ha deciso di usare Luca Borzani come scialuppa di salvataggio per le prossime comunali. Sarà lui il candidato che dovrà incollare i cocci del centrosinistra in frantumi e renderlo presentabile.
Facciamo gli auguri a Luca Borzani e ai suoi sodali Margini, Tullo, Burlando, al lavoro per elaborare un piano quinquennale per una nuova politica economica a Genova. Sarebbe stato interessante che questo piano fosse stato realizzato durante i 5 anni della Giunta Doria. Ma questi sono i tempi dell’apparato, a quanto pare.
E pensare che il povero Morettini ancora ieri sera, a Primocanale, si affannava a spiegare che il Partito non si vuole occupare di uomini e programmi, se prima non ha individuato le alleanze! Con l’aggravante di Piazza che spiegava, sugli stessi schermi, come una stagione politica fosse ormai finita e come i volti che l’avevano incarnata non
fossero più affidabili per un cambio di passo verso il futuro”. Ribadendo che Regazzoni è l’ala indigesta del Pd che si è riunita attorno a lui e a Raggi non farà sconti a nessuno e che ” le primarie con Luca Borzani saranno sicuramente una grande occasione per discutere con la città di temi concreti e idee che riguardano il futuro di tutti”. Con la chiosa finale “Di una cosa siamo sicuri i dinosauri sono belli ed interessanti nei libri o nei film, ma nel mondo reale si sono già estinti”. Una durissima presa di posizione alla quale si è peritato di rispondere, con un lungo commento sulla pagina facebook del professore di filosofia soltanto il povero Mario Tullo, già opposto al candidato alle primarie nel salotto televisivo di PrimoCanale, come possibile avversario alle primarie e poi ritiratosi in buon ordine. “Francamente non so come riesci a vedere, a pensare, a rappresentare certi scenari, ho avuto modo di confrontarmi con te in maniera costruttiva recentemente a PrimoCanale , ho considerato ovviamente legittima la tua volontà a candidarti, se ci saranno le primarie ci saranno altri che come te ci metteranno la faccia, rispettando le regole che la coalizione si darà per lo svolgimento di eventuali primarie. La mia storia politica é datata non vi sono dubbi, negli anni in cui ho guidato i DS e poi il PD é anche segnata da tante vittorie, ma questo é irrilevante. Ho, come te, l’abitudine di dire ciò che penso senza fingere, direttamente e schiettamente, lo farò quando deciderò che sia utile e sicuramente quando gli organismi dirigenti del PD genovese saranno convocati e chiamati a discuterne.
PS. I dinosauri sono vissuti per oltre 160 milioni di anni, non so che accadrà al quadro politico in questo periodo, ma ho la certezza che per un calcolo delle probabilità potrò vedere il Genoa vincere il decimo scudetto”. Fatto salvo l’augurio di Tullo alla squadra rossoblu’, per la quale auspichiamo ogni fortuna è appena il caso di sottolineare come nemmeno Il parlamentare del Pd dia per certo lo svolgimento delle primarie, nonostante la promessa in merito del segretario provinciale Alessandro Terrile, grande assente in questa contesa, gia’ strattonato più volte per la giacca dal gruppo che fa riferimento all’auto candidato.
Perché il problema dello svolgimento o meno delle primarie in questa querelle-soap opera, che data l’inizio dai primi mesi estivi, parebbe aver assunto importanza basilare. Tanto che mentre Regazzoni ironizzava sull’ultima partecipazione televisiva di Massimiliano Morettini, in corsa per la segreteria regionale, con successione al commissario David Ermini – “Ti voglio bene Massimiliano Morettini ma in tv sei disastroso… Ma il Pd genovese riesce a mandare in tv qualcuno che sia minimamente comunicativo”- Afra Serini, dirigente regionale, schieratasi fra i supporter dell’auto candidato, annotava diligentemente su facebook ” Beh, Morettini una cosa l’ha detta con certezza. Primarie senz’altro, anche se il Sindaco Doria dovesse decidere di ricandidarsi. No? O ho capito male?”. Già le primarie, dopo la promessa di Terrile, che il segretario provinciale, con ogni probabilità, sarà costretto a rimangiarsi, hanno assunto un’importanza strategica. Lo stesso Borzani nella sua smentita diceva si non essere interessato a candidarsi per le primarie. Lasciando aperta, faceva notare maliziosamente un supporter del filosofo, la porta ad una candidatura unitaria. Ipotesi alla quale, dicono i rumors, starebbero lavorando Burlando e soci dopo che l’ex presidente della giunta regionale è uscito prepotentemente dal suo letargo per cercare di prendere in mano la situazione. Poi, altra condizione dettata da Borzani, alla quale pare che lo stesso non sia disposto a rinunciare, consiste nel fatto che l’attuale sindaco Marco Doria dichiari pubblicamente la sua volontà di non ricandidarsi. E di qui il lavorio ai fianchi nei confronti del primo cittadino. Tanto che su “La Repubblica” si dava per certa una visita del premier e segretario del Pd Matteo Renzi nella nostra città, cogliendo i classici sue piccioni della visita ufficiale per firmare il patto per Genova e di far fare un passo indietro a Doria “«Di Genova mi occupo personalmente», avrebbe detto Renzi ai suoi, che chiedevano di dettare la linea da tenere in avvicinamento alle Amministrative. Perché, insieme a Palermo, Genova sarà una delle città più grandi che andrà al voto tra circa nove mesi e l’esito delle urne in città sarà molto in evidenza sul piano nazionale”. Anche su “La Repubblica” torna in auge il nome di Borzani come candidato unitario “E sarebbe proprio una candidatura forte e richiesta da un vasto fronte del centrosinistra a poter Marco Doria, cui all’interno degli stessi vertici nazionali del Pd viene riconosciuto un rigorosissimo senso etico, a fare un passo di lato. Anche di fronte a probabili riconoscimenti di tipo culturale ed intellettuale che si profilano per il sindaco in carica”. Anche perché Borzani nei confronti dell’attuale sindaco ha un debito da onorare per averlo nominato presidente della Fondazione del Palazzo Ducale. Intanto David Ermini, insieme ai consiglieri regionali, ad alcuni consiglieri comunali, al vicesindaco Dtefano Bernini e all’assessore Emanuele Piazza pare stia lavorando a un documento sul futuro economico della città che sarà condiviso con una platea più allargata del Pd. Insomma il cuore del programma elettorale di una costituenda coalizione di centrosinistra comincia dal futuro economico di Genova.
Alla situazione già di per se’ abbastanza intricata e’ ancora il caso di aggiungere la possibile nascita di una lista di pressione, in grado di trasformarsi in breve tempo in una lista civica se, dopo il risultato del referendum, quello delle primarie non esprimesse il candidato unitario. Il professor Gastaldi annotava sulla sua bacheca social “Da leggere oggi su Il Secolo XIX (pag. 28) le attività dell’associazione “Pane e rose”, associazione genovese dell’area sinistra del PD, fra i promotori Ubaldo Benvenuti, Claudio Montaldo, Michele Casissa, Graziano Mazzarello, Camillo Bassi; i primi 4 hanno inziato a far politica a metà anni 70, il quinto a metà anni 60 …” Una sorta di replica del gruppo dei duecento con in testa quel Camillo Bassi, già presidente di Italia-URSS, che aveva fatto votare, a suo tempo, un documento contro Raffaella Paita coinvolta nel caso del sindaco di Lavagna Giuseppe Sanguineti e della richiesta di voti alla ‘ndrangheta. Pare che Bassi e i suoi accoliti, non abbiano ancora perdonato a Regazzoni il fatto di essere stato lo spin doctor della candidata del Pd alla presidenza della giunta Regionale. Come un serpente, o un dinosauro, fate un po’ voi, condannato a mordersi eternamente la coda, sebbene da quell’insuccesso elettorale sia passato oltre un anno. Dando la sensazione che per il jurassic park genovese, come già accaduto per il film con il Mondo perduto – Jurassic Park, vedremo a breve un sanguinoso sequel.

Il Max Turbatore

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