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La minaccia di Calenda: “Accordo tra Ucina e Nautica Italiana o il Salone non avrà un euro”

Lo ha detto, ripetuto, sottolineato in molte occasioni. Ora arriva l’aut aut. <Accordo tra Ucina e Nautica Italiana o il Salone Nautico il prossimo anno non avrà un euro>. Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, è convinto che il comportamento delle due associazioni che si prendono a sportelliste a ogni più sospinto sia tra i motivi della perdita di prestigio della kermesse genovese. Insomma, i due gruppi, quello rimasto nell’associazione di Confindustria e quello (composto principalmente dalla maggioranza delle imprese che costruiscono grandi yacht)  transumato in Nautica Italiana per scontri interni (dettati anche dalle esigenze differenti delle diverse delle tipologie di aziende, ma anche da pure e semplici antipatie personali) starebbero “ballando sul Titanic” mentre il Salone Nautico affonda, a tutto scapito sia della città di Genova sia dello stesso settore della nautica. Allora Calenda, come un padre di famiglia spazientito, prende misure drastiche e avverte che sospenderà la “paghetta”. La misura, però, rischia di andare a tutto svantaggio della nostra città, oltre che di Ucina, mentre le aziende di Nautica Italiana sono sufficientemente ricche da organizzare iniziative “tailor made” per se stesse e per il gruppo dove desiderano.
Il ministro, ad ogni modo, è stato molto chiaro: <Vogliamo investire sulle cose che funzionano. Quelle che non funzionano, prima funzionano e poi diamo loro i soldi>.

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