Rebus primarie, il Pd vacilla

Prima c’era in ballo la riconferma di Doria, candidato sindaco del Pd, senza se e senza ma. Veramente un se un ma c’erano. Perché tutto sarebbe dipeso, e ancora dipende dalla volontà del nobile genovese, professore universitario prestato alla politica, visto che il prossimo anno dovrebbe anche scattare la sua promozione in ambito universitario. Nel mezzo, durante le prime polemiche, si era anche parlato di Luca Borzani, presidente della fondazione palazzo Ducale, che pur senza tessera avrebbe potuto garantire, una possibile unità Dem su un unico candidato, e senza la roulette delle primarie. Poi c’è stata la boutade di Luca Parodi, funzionario regionale alla cultura, provenienza Margherita, confluito nel gruppo di Cuperlo. Ma è durata lo spazio di poche ore. E nei ritagli si è parlato di Mario Tullo, che in verità avrebbe ambizioni nel 2018 di ripetere per la terza volta il suo mandato in parlamento. Ancora si è parlato di un possibile Claudio Burlando, da qualche anno fresco pensionato a godersi il vitalizio, pronto a ridiscendere in campo. Sino ad arrivare al parlamentare Lorenzo Basso, eclissatosi, però, perché la contesa del 2017 appare troppo rischiosa, e intenzionato, almeno stando ai rumors, a un altro mandato in parlamento e a rimandare un eventuale impegno del genere sino al 2022, data in cui avrebbe qualche chance in più in onore delle leggi dell’alternanza che pronosticano per il prossimo anno il primo cittadino appannaggio dei pentestellati o del centro destra.
Eppero’ a calcare in lungo e in largo la scena, nella completa, presunta, indifferenza dei vertici dell’establishement Pd, è stato, ad onor del vero, un altro personaggio. Quel Simone Regazzoni, professore a contratto della facoltà di Filosofia dell’Università di Pavia, autore di libri sulla pop filosofia e già spin doctor della capogruppo regionale del Pd Raffaella Paita, che da parecchie settimane si è calato nella parte di castigatore del sindaco Doria e di candidato sindaco del Pd attraverso le primarie. Il Pd, da parte sua, almeno la dirigenza, ha da subito cercato di congelare l’esuberanza del filosofo, rinunciando ai commenti. Poi di fronte al clamore mediatico ha deciso prima di ignorarlo e poi di contrastarlo, rimettendo in discussione quelle primarie su cui favorevolmente si era espresso il segretario provinciale Alessandro Terrile suffragato dal parere del Commissario ligure David Ermini.
Una saga, ormai si può definire tale, che ha dato qualche scossa alle sonnacchiose giornate esitive locali, quella di Regazzoni alle prese con coloro i quali lui ha definito salotti-caminetti-barbecue del Pd, impegnati a smussare gli angoli e a mettere ben in ordine le tessere di un domino che si snoda attraverso la candidatura per il 2017 e arriva sino alla ridistribuzione di cariche in vista delle politiche del 2018, passando per la nomina del segretario regionale che dovrà andare a sostituire quel David Ermini, ormai esausto per le beghe di un Pd ligure frammentato in correnti e pronto a sfoderare i lunghi coltelli di una notte che non arriva mai.
E tra colpi e contraccolpi si è andati avanti sino a ieri, giornata cruciale, in cui suffragato anche dalla sinistra esterna, con le parole del consigliere regionale di rete a sinistra Gianni Pastorino, le primarie, annunciate, ahiloro da Terrile ed Ermini, sono state sdoganate come una prassi a cui rinunciare in nome di una nuova unità che dopo le scorse elezioni regionali, anche grazie alle denunce di Sergio Cofferati, appaiono improvvisamente oggi un rito democratico rinunciabile. Il tutto in nome di una futuribile nuova estesa alleanza con la sinistra. Alleanza ancora più probabile, visto che a Genova e in Liguria i risultati del referendum costituzionale dovrebbero sorridere al fronte antirenziano del no.
Ragazzoni, che si fa forte del promessa dell’abbinata Terrile-Ermini, è subito corso ai ripari con un post in cui si fa piccolo piccolo, un Davide che sfida l’apparato brutocratico-poltronifico in cui riconosce il gigante Golia, attribuendo all’esterno Pastorino la responsabilità di dettare addirittura la linea del Pd, ormai in crisi di identità. “Pastorino detta la linea al Pd… E’ arrivato il primo sondaggio “politico” sulla mia candidatura. E’ di Gianni Pastorino, consigliere regionale, “Rete a Sinistra” (quelli che alle regionali hanno dato una mano a Toti) che dichiara al “Secolo XIX”: “Le primarie servono solo a Regazzoni che così guadagna il suo 15% e diventa l’ennesimo leader del Pd genovese”. Non ho ben chiaro perché Pastorino si preoccupi di me a tal punto di doverlo dire a mezzo stampa. Sento crescere paure, timori, allarmi: “rischia di diventare il nuovo leader del Pd”, “rischia di vincere le primarie”, “rischia di prendere i voti anche a destra”…Keep calm compagni! Sono solo un semplice iscritto con qualche modesta idea. Un piccolo Davide contro un apparato Golia… state assolutamente tranquilli”.
Del resto già qualche ora prima il politologo professor Francesco Gastaldi aveva avvertito ” Genova, cresce il fronte del NO alle primarie, da leggere su Il Secolo XIX. Come ho scritto da tempo (e in epoca non sospetta) le possibilità che le primarie si facciano sono deboli, o il candidato sarà Doria o, in alternativa (ma allo stesso tempo in continuità), è ipotizzabile la discesa in campo di un noto “intellettuale” genovese … Il fatto che ieri Repubbica ed. Genova dedicasse una intera pagina elogiativa (o meglio celebrativa) di Doria mi fa attualmente propendere per la prima ipotesi, soprattutto in caso di vittoria del NO al referendum (molto probabile a Genova città e forse anche a livello regionale)”. E Afra Serini, dirigente Regionale, avvicinatasi negli ultimi tempi al gruppo del filosofo scardinatore osservava la contraddizione del Pd ” Un tempo si parlava di primarie di coalizione. Adesso di coalizione senza primarie. Importante sarebbe capire la natura di questa scelta. Voglio che vinca la sinistra ma non qualsiasi sinistra, la sinistra del non fare. Ma la mia e’ una voce che non vale molto”. E, continuando l’analisi sulla situazione politica genovese è’ intervenuto anche Antonello Barbieri, segretario provinciale del Centro Democratico “La posizione di Terrile coincide con la nostra, Oggi il Pd non ha più il vento in poppa delle Europee e spiace che Regazzoni non se ne sia ancora accorto. I suoi tentativi continui di dividere anziché unire, accompagnati dagli infiniti attacchi al sindaco Doria, probabilmente perché Regazzoni ha più a cuore il suo futuro politico personale che quello della città, sono masochistici. Le divisioni all’interno del Pd sono talmente profonde che forse è proprio Doria l’unico che può tenere insieme le varie anime del partito alle prossime comunali. Ma per vincerle non basterebbe neppure un Pd unito. Serve una coalizione, mi auguro che si possa lavorare insieme per costruirla”. Tanto che di fronte a una probabile ricandidatura di Doria, o alla scelta unitaria di puntare su altri candidati già noti, anche Gastaldi esprimeva la sua personale delusione “Circolano nomi per le prossime comunali Genova 2017, a me le cose sembrano molto semplici. Sono auspicabili figure fresche, non logorate da altre campagne elettorali, che suscitino emozioni e idee di futuro, che abbiano realizzato qualcosa nella loro vita (non professionisti politici) e abbiano un certo grado di preparazione e credibiilità; se donne, possibilmente non presuntuose, se uomini, possibilmente che non vestiti da “intellettuale anni 70″. Detto questo, alcuni nomi circolanti (in tutti gli schieramenti) direi che si potrebbero escludere, ma invece pare non sia così …”.
Da segnalare ancora il personale endorsement per Regazzoni di Gaia De Pascale, scrittrice ” Conosco Simone Regazzoni dal 1989 quando ci siamo trovati nella stessa classe al liceo D’Oria. Da allora siamo sempre stati amici. Un’amicizia di quelle importanti, che resistitono al passare degli anni, ai cambiamenti inevitabili, al divergere – talvolta – delle reciproche strade. Un’amicizia basata su un profondo affetto, certo, ma anche su una grande stima. Perché Simone è un combattente, uno che non molla. Uno che non si riesce a definire sconfitto nemmeno quando perde. Uno che porta avanti le sue idee anche quando non sarebbe il caso secondo il (buon)senso comune, che scrive libri sul porno mentre insegna in Cattolica, che si dedica alla pop filosofia quando l’Accademia vorrebbe tutt’altro, che elogia l’abito (rigorosamente Armani) quando tutti si aspettano il monaco. Soprattutto Simone, per citare una citazione che cita spesso, scusate il gioco di parole, è uno che fa quello che dice e dice quello che pensa. E questo non è poco. Mi ha permesso, in tutti questi anni, di potermi fidare ciecamente di lui , anche quando non eravamo d’accordo (ed è successo spesso, anche per ‘faccende’ politiche), anche quando leggeva qualcosa di mio e magari gli faceva schifo: me lo ha sempre detto, e se ho continuato a scrivere è anche perché c’è sempre stato lui a dire la verità. Ora io non so come finirà questa sua avventura, so che ho sempre amato Genova, anche quando non avrei dovuto, anche quando andarmene sarebbe stata la scelta più logica, e pensare che Regazzoni possa avere un ruolo in questa città mi riempie di gioia. Già, non so come finirà, ma so che a questo ‘piccolo Davide’ affiderei senza problemi i miei figli, la mia casa, la mia macchina e dunque, naturalmente, anche la mia città. Avrà sempre il mio appoggio incondizionato e anche quando non potrò dargli il merito della ragione gli darò sempre quello della volontà – quella volontà su cui si costruiscono gli ottimismi migliori”.
Eppero’ nonostante le speranze della De Pascale, pare che il Pd sia seriamente intenzionato a rimangiarsi tutte le promesse, anche se Regazzoni appare ben deciso a farle rispettare e a pretendere da parte del Pd che venga verbalizzata una dichiarazione in cui si spiega alla cittadinanza perché si preferiscono abolire le primarie. Intanto Regazzoni, continua ostinatamente i suoi incontri nelle delegazioni e nelle periferie per affrontare temi che costituiscono, al momento, i cavalli di battaglia su cui ha iniziato ad improntare la sua solitaria campagna elettorale: la lotta alla criminalità e il programma per l’accoglienza degli immigrati. Temi che hanno fatto storcere il naso ai suoi compagni di partito perché sino ad oggi esclusivo appannaggio del centro destra. Tanto che di fronte al grido d’allarme di Avvenente nel ponente ha puntualizzato con un altro post “Abbiamo ignorato per troppo come Pd, a Genova, Alessandro Terrile, il problema sicurezza. Ignorato ed esorcizzato. Per ottusità ideologica. Quando ho cominciato a parlare di sicurezza sono stato tacciato di essere di destra. Quando ho usato la formula “emergenza sicurezza” apriticielo. La Giunta Doria non si è occupata di sicurezza. Vediamo se siamo in grado di svegliarci”. Intanto ieri sera lo stesso Regazzoni ha annunciato un suo intervento a tutela degli esercenti del centro storico alle prese con l’ordinanza sulla movida del sindaco Marco Doria “L’ordinanza contro la movida voluta dal Sindaco Doria ha rappresentato un grave danno per Genova, per la sua economia, per la vivibilità del Centro storico e per i commercianti seri che rappresentano un presidio essenziale per la sicurezza della nostra città. Domani dirò al Sindaco Doria, al segratario del Pd genovese Alessandro Terrile e all’assessore Emanuele Piazza cosa credo sia assolutamente doveroso fare, se non vogliamo continuare a danneggiare Genova. Oggi ci tengo a ringraziare, tra le altre persone con cui mi sono confrontato in questi giorni, Marina Porotto, portavoce consulta Civ, portavoce dei Civ del Centro storico e proprietaria del “Biggie”, Francesca di “Sfizio Misto”, Mario Rivaro proprietario della gelateria di Piazza delle Erbe e l’avvocato Francesco Brignola. Per me la buona politica ha come necessaria precondizione l’umiltà di ascoltare chi i problemi veri li vive quotidianamente e li conosce. Come avevo detto: io riparto dai problemi reali della città”. Insomma una ricerca di consensi, mentre apparato e sindaco tacciono, pur incalzati su questi problemi.
Come se non bastasse Francesco Gastaldi ha aperto un altro fronte sull’operazione Erzelli. Un tema della massima importanza per Genova. Sul quale, forse, non sarebbe stato male organizzare un dibattito alla festa dell’Unita’ in corso. Operazione sulla quale, recentemente anche i parlamentare del Pd Lorenzo Basso, effettuando un clamoroso dietro front, ha espresso qualche scetticismo. Spiega Gastaldi “Nei primi anni 2000 l’area di centrosinistra genovese ha compiuto 2 errori storici che la città pagherà molto cari per anni e decenni: l’Accordo di programma di Cornigliano (un accordo vecchio, superato dai tempi, orientato ad una concezione del lavoro di tipo operaistico) e il progetto Erzelli. Sono errori che pagheranno anche le prossime generazioni, in entrambi i casi hanno prevalso scarsa lungimiranza, difesa di apparati di potere locali (variamente articolati nelle diverse situazioni) e poca conoscenza delle dinamiche dei mercati (del lavoro e della produzione) internazionali e delle tendenze urbane, almeno a livello europeo. Sull’AdP per Cornigliano e sulla storia delle occasioni perse derivanti dal caso ILVA, oltre all’enorme quantità di risorse pubbliche impiegate, litigo da anni con varie persone qui su FB (ricordo anche con l’allora segretario regionale PD che lo difendeva a spada tratta)”.
Un dibattito dimenticato che si è svolto comunque sulla pagina Facebook di Gastaldi tanto che lo stesso professore, ieri pomeriggio, ha voluto ringraziare tutti i partecipanti
“La vicenda Erzelli in sintesi, la storia e il mio attacco all’onorevole Lorenzo Basso del PD, ringrazio tutto quelli che ieri sono intervenuti (Raffaele Maurici; Andrea Pera; Federico Garaventa; Christian Caniggia; Arcangelo Merella; Antonio Oppicelli; Andrea Cambiaso; Stefano Camisasso e altri) nell’articolata discussione sul mio wall, un dibattito ricco di spunti non banali”. Tutto finito? Neanche per sogno. Perché lo scomodo professor Gastaldi ancora annotava tra l’ironico, lo stupito e il preoccupato ” E poi c’è l’amica che ti scrive in privato: “hai fatto tanta fatica per diventare una delle menti illuminate di questa città … lo so che non ti piace, ma prova a non farti troppo male … lui è un uomo potente … nel 2022 farà il sindaco, non attaccarlo sempre …” Consiglio spassionato da mettere in connessione con un altro avvertimento ricevuto dal prof. Qualche tempo fa ad opera di un portaborse di un parlamentare che gli suggeriva di darsi una regolata. Tanto che Gastaldi- Cassandra conclude “io sento molta aria politica da 1992”. Come se si trattasse di una guerra in arrivo. E senza esclusione di colpi. Fantapolitica? Forse.

Il Max Turbatore

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: