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Giungla in città. Erbacce ovunque e le antiche mattonate rischiano di demolirsi a causa della radici

Pericolo per la tradizionale pavimentazione di sassi di Campopisano. Cartelli coperti dalla vegetazione. Erba anche a Palazzo San Giorgio e Palazzo Ducale

erbacce in centro Palazzo Ducale

di Monica Di Carlo

Giungla in centro. È quella di erbacce e qualche volta rampicanti che stanno ricoprendo tutto, un po’ come in quei film postcatastrofisti in cui il genere fantasy si mischia alla denuncia sociale: se l’uomo non ha cura delle città, magari dopo un tragico evento, la vegetazione se la riprende.
Senza necessariamente scivolare su cult-movie come “Il pianeta delle scimmie”, basta darsi un’occhiata in giro a Genova, in centro, dove erbacce, paritaria e rampicanti si stanno riprendendo le piazza, le strade, i muri. Purtroppo anche le antiche pavimentazioni di lastre di lucerna, le mattonate (questo succede anche in collina, in tutta la città), le mura del Cinquecento della Marina (che si stanno sgretolando), persino il pregiatissimo manufatto realizzato con ciottoli a Campopisano, nel centro storico, dove si sassi vengono scalzati dalle radici delle piante. L’incuria, in tutti questi posti, crea un danno che va ben al di là dell’estetica del momento. Se non si mette mano alle erbacce qui si rischia di buttare via migliaia e migliaia di euro, quelli necessari a rifare tutto, in un momento in cui i fondi pubblici che sarebbero necessari a rifare ogni mattonata e acciottolato certo non sono a disposizione della collettività, oggi. In qualche caso, ad esempio quello dell’acciottolato di Campopisano, si farebbe persino fatica a trovare chi sa ancora usare quella tecnica e, comunque, i costi sarebbero stellari.

erbacce in centro campopisano

Abbiamo girato il centro storico per documentare quanto sta accadendo e abbiamo fotografato anche arbusti alti un metro, radici che entrano nelle mura rinascimentali e le devastano, piantine che crescono rigogliose persino davanti a luoghi importantissimi della città: Palazzo Ducale e Palazzo San Giorgio.

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Tutto nasce dalla decisione (crediamo giusta) dell’assessore all’Ambiente Italo Porcile di smettere di utilizzare un diserbante potenzialmente tossico, a tutela della popolazione, ma soprattutto dei lavoratori che dovevano spargerlo, che lo inalavano non un solo giorno, ma più giorni, in tutte le zone della città dove si spostavano. Più volte è stato chiesto conto all’assessore delle erbacce che crescono rigogliose in città da consiglieri di maggioranza e opposizione e lui ha sempre spiegato che lo sfalcio è indietro a causa della carenza di personale, che certo non ce la fa a fare con un tosaerba quello che si otteneva spargendo il diserbante all’inizio della primavera. È normale che sia così e per fare tutto ci vorrebbe il personale di cui il Comune disponeva direttamente negli anni Settanta e Ottanta e che ora Aster non ha.

Tuttavia ora la situazione sta diventando drammatica: rischiamo di veder sgretolare le mura, di perdere gli antichi acciottolati artistici, di assistere al dissesto di tutte le mattonate. Rimettere tutto a posto costerebbe una cifra astronomica. Bisogna che il Comune intervenga in fretta, soprattutto dove i danni potrebbero essere irreversibili, come a Campopisano, dove, senza diserbante, i ciuffi d’erba vanno tolti a mano e con delicatezza, uno per uno. Magari spargendo poi del sale per evitare una veloce ricrescita.

Nella zona della Marina (non ora ma a nella stagione opportuna) ci sarebbe anche da potare questo bellissimo ed enorme fico che oggi sparge i suoi frutti per terra. Ora si potrebbe, invece, ripulire (sia nella strada sopra le mura sia in quella sottostante) perché i passanti rischiano di scivolare.

il fico di mura della Marina
i fichi caduti della Marina
Un altro fico sta crescendo poco più avanti. Nella foto si vendono anche le erbacce che stanno deteriorando con le loro radici le mura che danno su corso Quadrio e che, come si può vedere, sono già coperte da una mantovana perché alcune pietre si sono già distaccate. Con le prime piogge che si infiltreranno dove la radici hanno aperto varchi rischiamo cedimenti più importanti di quelli attuali.

Mura della Marina
Mura della Marina

Tra i problemi causati dalla fitta vegetazione c’è anche la copertura dei cartelli stradali. Alcuni ancora al loro posto, ma coperti. Altri addirittura divelti e gettati nel verde.

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Da segnalare anche la situazione di piazza Vittime di tutte le Mafie, tra via Pre’ e via Balbi, Due degli alberi posizionati di recente non hanno attecchito e sono morti mentre le erbacce crescono rigogliose.

Piazza vittime di tutte le mafie

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3 thoughts on “Giungla in città. Erbacce ovunque e le antiche mattonate rischiano di demolirsi a causa della radici

  1. Che l’assessore Porcile si chieda come fanno nei comuni virtuosi del vicino Piemonte, probabilmente una buona soluzione da copiare c’è, tipo l’utilizzo di un prodotto meno tossico per l’uomo. Comunque con la potatura degli alberi il diserbante ha poco a che fare: ci vuole la manodopera necessaria.

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