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Grandi manovre

Rasserenatevi, non vi voglio parlare di evoluzioni dei nostri militari, ne’ di parate, anche se, nel corso del mio scrivere, non potrò fare a meno di menzionare il ministro della difesa, la Roberta Pinotti, ex capo scout di Sampierdarena. E non me ne voglia nemmeno il mio amico molto onorevole Mario Tullo, che mi onora della sua amicizia dichiarandola in un post in cui mi rassicura sulla sua attività di operaista indefesso tesa ad assistere i lavoratori di Piaggio e di Ericsson, da tempo, purtroppo, alle prese con guai occupazionali. Un impegno che, a quanto asserisce, gli avrebbe impedito, ove ve ne fossero, di partecipare a grandi manovre. Quelle che l’autocandidato-autoconvocato Simone Regazzoni, filosofo che ambisce alle primarie sminuisce, da settimane, etichettandole come salotti, o meglio caminetti. In omaggio alla ritualità di certe pratiche vintage della politica degne di un robivecchi.
Eppero’ mi soccorre, come accade spesso in questo periodo, a dire il vero, l’illuminante professor Francesco Gastaldi, conoscitore sopraffino del sottobosco del Pd, uomo gossip della politica genovese, che è solito ammantarsi di modestia di fronte alle attenzioni dei suoi numerosi contatti facebook, con una frase che è ormai ritornello. “Che non si sappia in giro”.
Che non si sappia in giro, per esempio che lo stesso Gastaldi ha lanciato un post-sondaggio pieno di retorica ironia “Votereste un sedicente intellettuale che gira a maggio con la giacca di velluto acquistata nel 1977? ‪#‎tutticonParodisindaco‬“. Messaggio in cui, monello di un Gastaldi, ha cercato di sviare l’attenzione  per indirizzarla su Luca Parodi-Parodescu, candidato sindaco da toccata e fuga, già eclissatosi, qualche giorno fa, nello spazio di qualche ora dalla fumata bianca a cui era seguita una sorta di standing ovation via social. Insomma, il look tipico dell’intellettuale di sinistra non si addice punto a Luca Parodescu, più incline al grigiore del completo da funzionario regionale. Tanto che qualcuno, probabilmente messo sulla buona strada, getta li una domanda ” Fuma il toscano?”. E il contatto che avrebbe dimostrato doti da mentalista deve aver pensato, con scarsa possibilità di errore, al presidente della fondazione palazzo Ducale Luca Borzani, omaggiato sulla pagina fb del prof. di notevole attenzione per la sua intervista sull’immigrazione comparsa su La Repubblica, a cui sarebbe stata data da parecchi osservatori la portata di una sortita pre candidatura. Anche se, è noto, Borzani scendera’, eventualmente,  in campo solo quando e se Doria annuncerà che un mandato a palazzo Tursi basta e avanza.
Intervista, quella di Borzani, in riferimento alla questione degli immigrati di via Venti Settembre, problema che comunque elude in nome di principi generici di inclusione, che ha ricevuto encomi solenni da parte di quel Simone Leoncini presidente del municipio Centro est che qualche ora dopo voterà a favore, insieme all’organismo di cui è presidente, dell’insediamento dei 25 migranti in via Venti Settembre.
“L’analisi di Luca Borzani centra l’obiettivo. E’ necessario criticare l’inadeguatezza e l’ingiustizia di questo sistema “emergenziale” che non da risposte ai migranti e crea conflittualità sui territori, senza rinunciare nemmeno per un secondo al valore dell’accoglienza”. E Massimiliano Morettini, si dice in corsa, insieme al pinottiano consigliere comunale Alberto Pandolfo, per succedere al commissario David Ermini, nel ruolo di segretario regionale, fa addirittura di più. Lui non analizza, si appiattisce e non spreca parole  condivide “Dalla A alla Z come si dice”.  Tanto che di fronte al diluvio di likes l’autocandidato-autoconvocato Regazzoni, gratificato a suo tempo dell’epiteto di fascista per l’attenzione a temi politici spesso esaltati dalla destra, pur in vacanza, si scuote “Bisognerebbe un giorno scrivere la storia dell’uso dello spauracchio dell’essere “di destra” utilizzato nell’ambito delle lotte politiche interne alla sinistra (cosa che non accade a destra). Quest’uso trova la sua forma più pura nell’epiteto “fascista” utilizzato all’interno della discussione politica a sinistra. In attesa di questo si può dire una cosa ampiamente condivisibile. Qualsiasi trasformazione storica – salutare e necessaria – del paradigma della sinistra, qualsiasi vitale innovazione viene immancabilmente tacciata di essere “fascista” dai dinosauri della vecchia sinistra, che in questo modo provano a esorcizzare lo spettro di una trasformazione vissuta come traumatica (e al contempo confessano la loro fascinazione per il fascismo che cercano ovunque e disperatamente). In questo senso si può ben dire che quando qualcuno a sinistra viene tacciato di “fascismo” solo allora si può essere sicuri che stia provando a innovare davvero le cose”.
Polemica politica feroce, in epoca di grandi manovre, appunto. E non solo per il ruolo scomodo di sindaco, ma anche come dicevo poc’anzi per la poltronissima di segretario regionale. Ruolo, a quanto si dice, che avrà, comunque, la sua importanza per i destini di tanti parlamentari che nel 2018 intenderanno ricandidarsi. Sempre che Renzi, deluso dal risultato del referendum, non ci ripensi e decida di far le valigie prima di quel termine.
E, come dicevo, a questo punto illuminante risulta ancora il prof. Gastaldi, che risponde al nome di Francesco. Santo subito, come quello di Assisi. ” In vista delle politiche 2018 in casa del PD ligure si avvertono le prime manovre, in attesa di capire il destino della ministro Pinotti (4 legislature sul groppone), potrebbero scaldare i motori l’ex assessore regionale Sergio (detto Pippo) Rossetti a Genova, la vicesindaco di Cogoleto Marina Costa (compagna del consigliere regionale Ferrando e attualmente prima dei non eletti alla Camera dei Deputati), a Savona Cristina Battaglia (sconfitta nella corsa a Sindaco), a Spezia Raffaella Paita e Alessio Cavarra (sindaco di Sarzana). Tutte queste probabili candidature sono di area renziana e sarebbero tutte new entry complicate dai nuovi collegi dell’Italicum dove per esempio il collegio 3 Liguria è già in overbooking di uscenti (Orlando, Vattuone, Caleo)”. Omissis Lorenzo Basso- estrazione Ppi, come Parodescu – che punta al secondo mandato e appunto Tullo Mario, il molto onorevole, che è indeciso, almeno così parrebbe, fra la carica di sindaco e quella di parlamentare. E, ancora quanto ai desiderata, Gastaldi-santo subito, con un post risulta nuovamente rivelatore “Secondo voci sempre più ricorrenti la ministro ed esponente PD ligure Roberta Pinotti ambirebbe a candidarsi a presidente della Regione Liguria nel 2020 (o 2018 se Toti dovesse dirigersi verso Roma), in alternativa potrebbe scegliere le europee 2019. Ma Pinotti e Orlando (ministri uscenti) potrebbero essere anche capolista in altre regioni alle prossime politiche, risolvendo un po’ di problemi al PD ligure …”. Ed ecco che il ruolo del segretario regionale, insieme a quello del segretario provinciale Alessandro Terrile, finisce per assumere una importanza strategica. Perché le candidature passeranno anche attraverso il loro vaglio, e per parecchi molto onorevoli giunti se non al terzo, addirittura al quarto mandato, come accade per il ministro della difesa Roberta Pinotti, si prospetta la richiesta di una deroga, perche’ gia’ dopo il secondo giro di giostra avrebbero dovuto tornare fra noi comuni mortali. Come era accaduto, in passato e fra mille polemiche per lo spezzino ex senatore Lorenzo Forcieri. Ed ecco allora l’importanza dei salotti, o caminetti, sui quali a giorni alterni spara Regazzoni. Comprese le grandi manovre di cui solo Mario Tullo, pur essendo diretto interessato, parrebbe non essersi accorto. Persino Gastaldi, uomo onnisciente, ma portatore sano di modestia getta la spugna. O fa semplicemente finta “Seguo il PD genovese, ma da un po’ di mesi non ci capisco più niente, se il livello della tattica per le prossime comunali è questo, credo possa succedere qualsiasi cosa …” Che non si sappia in giro.
Di più, perché giovedì inizia la Festa dell’unità, appuntamento atteso dal popolo post comunista e cattocomunista, perché la retorica del partito le ha sempre attribuito il significato di prologo alla nuova stagione. E sottolineo nuova. Evento, quello della settembrat,  per cui il candidato sindaco Parodescu si spende in un post sulla sua pagina facebook “Giovedì 25 inizia nella splendida cornice del Porto Antico la Festa Provinciale del PD genovese: appuntamento alle ore 18 con la Filarmonica Sestrese. Come gli anni passati, sarò al bar-gelateria, insieme con gli amici e compagni dei Circoli di San Fruttuoso, Albaro e Staglieno. Un partito è prima di tutto una comunità di persone, e la festa è per gli uomini e le donne del PD un luogo di divertimento, di discussione, di incontro, ma anche di lavoro: centinaia saranno i volontari che si alterneranno per garantire l’apertura degli stand, i servizi, l’accoglienza.Vienici a trovare, ti aspettiamo!!!”
In attesa di qualche altro endorsement, più sostanzioso ed efficace, si accontenterà di servire il gelato ai tavoli.  Banane e lamponi. Rossi e sbiaditi come questo Pd che, al di là del volontariato, flirta con il potere. Banane e lamponi, un gelato in attesa della campagna di Russia. Che non si sappia in giro (cit.)

 

Il Max Turbatore
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