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La sfiga ci vede benissimo

Non vorrei essere accusato di bieco cinismo, proprio all’antivigilia di ferragosto. Ma la notizia è quella per la quale, leggendola, uno si strofina gli occhi e poi non crede alle proprie pupille. Perché di contrappasso si tratta. Specie per chi come me ama proporre analogie con il contrappasso, legge del destino su cui Dante Alighieri ha costruito la Divina Commedia, sempre che nell’aldilà si possa parlare di destino e non di scelta divina. Nel senso che la pena non deve puntare per forza alla rieducazione come nel nostro sistema. Li’ i dannati vengono puniti attraverso il contrario della loro colpa o per analogia con la loro colpa.
Parlavo di bieco cinismo, perché per questa pagina della rubrica di oggi mi devo per forza rifare ad una notizia incresciosa. Per carità una di quelle che ti ritrovi ogni santo giorno, almeno un paio di volte in pagina nella cronaca locale di giornali, cartacei e on line, ma nel caso specifico va a colpire persona nota. Anzi, un parente di una persona nota.
Questa in soldoni la notizia comparsa ieri nella prima mattina, rilanciata in rete da quel Francesco Gastaldi, professore genovese, che da qualche tempo ha assunto il ruolo di grillo parlante, fustigatore delle malefatte, o meglio di quelle che secondo lui sono le malefatte del Pd genovese. Ecco il testo dell’articolo
” Un uomo con un coltello ha minacciato e rapinato la sorella del deputato del Pd Mario Tullo. È successo alle 7,30 di stamane sulle alture di Genova, in via Bologna. La donna è stata sorpresa alle spalle da un uomo che le ha puntato un coltello alla gola e le ha strappato la borsa in cui c’erano fra gli altri il portafoglio con 100 euro in contanti. Il rapinatore è poi fuggito a piedi. L’allarme è stato lanciato dalla donna con unatelefonata al 113. Sul posto sono giunti i poliziotti delle volanti che hanno ascoltato dalla donna la prima sommaria descrizione del bandito, definito «uno straniero giovane ed esile, forse un immigrato dell’est». Sotto choc per l’aggressione subita, la donna è stata poi accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale villa Scassi. Il deputato Mario Tullo in serata ha commentato: «sono molto dispiaciuto e colpito. Ma non cambio idea sugli stranieri: ce ne sono di onesti e ce ne sono che delinquono. Per questo è bene non generalizzare»”.
E dico subito che se non ci fosse stata la dichiarazione “un tanto al chilo” del (molto) onorevole Mario Tullo, probabilmente non avrei affrontato il discorso. Eppero’, nessuno, nel suo partito e nemmeno il candidato sindaco Stefano Balleari, che è targato centro destra, ha mai sostenuto, mi pare che gli stranieri sono tutti uomini neri adusi a delinquere. E il (molto) onorevole Mario Tullo credo che meglio avrebbe fatto a dirsi dispiaciuto e non affrontare, anche se di striscio, la questione della sicurezza. Tema sul quale, ad opera dell’altro autocandidato Simone Regazzoni, si dibatte da parecchi mesi ma senza risultati, all’interno del partito di Tullo, ma non solo.
Con posizioni fra Regazzoni ed establishment piddino, in verità molto diverse. È vero che a suo tempo, proprio Tullo sulla sua pagina fb aveva commentato rispetto al tema della legalità nel centro storico ricordando il periodo in cui il suo partito era sceso in campo per evitare che la rabbia si trasformasse in ronde organizzate che avrebbero finito per farsi giustizia da se’. Ma il nostro molto onorevole parlamentare aveva avuto anche la buona creanza di avvertire che si trattava di molti anni fa. In epoca in cui lui era ancora consigliere comunale se non assessore a Tursi.
L’altra impressione è che una nuovoletta nera si sia abbattuta sul Pd. E che alcuni dei suoi esponenti siano sottoposti a quel curioso fenomeno che qualcuno ha definito, contrapponendolo alla fortuna cieca, sfiga con occhio d’aquila. Insomma la sfiga ci vede benissimo. Almeno a giudicare da qualche episodio apparso sulle pagine fb dei nostri protagonisti. L’haker che fingendosi il presidente dell’ordine ligure dei giornalisti interviene sulla pagina Fb di Regazzoni, lo stesso Regazzoni che nell’effettuare un tuffo scivola sugli scogli e si infortuna ad una mano, per finire con questa rapina che colpisce un consanguineo di Mario Tullo. Qualcuno osserva che, forse, la recente discesa in campo di due pezzi da novanta come il guardasigilli Andrea Orlando dalla Spezia e il Claudio Burlando, ex vicesindaco, sindaco, ministro e presidente della giunta regionale, intervistato nel suo buen retiro dove passa il tempo alla ricerca di funghi, abbiano potuto in qualche modo permettere alla sfiga ad orientare il tiro. Del resto i rumors dicono che i due non siano propriamente paragonabili a dei portafortuna, uno con quell’aria gelida che ricorda un po Jonas Giona di Cuccciolo e Bombarda e l’altro che aveva nomea analoga quando calcava le scene della politica alta. E me lo vedo Burlando con impermeabilone nero, come il Gargamella dei Puffi, aggirarsi nei boschi attorno a Rovegno a caccia di funghi. Perché, come si dice, un indizio è’ un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova. E allora, sfiga per sfiga, attendiamoci una festa dell’Unita’ bagnata, come è tradizione. Augurandoci – incrociamo le dita – che non esondi il Bisagno.
A tutti buon ferragosto.

Il Max Turbatore

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