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Figlio di trollo

Devio un po’ dal mio normale giro di osservazione. I pellegrinaggi voyeuristici social politici, in questi giorni che introducono al ferragosto, sono deludenti. A meno di non rinfocolare la polemica politica Regazzoni-Terrile sulla linea del Pd. Come se si trattasse di una linea di demarcazione, di confine, per decidere chi sta fuori e chi sta dentro. Persino Regazzoni ha perso il suo naturale appeal polemico per rintanarsi su una personale e introspettiva riflessione. Naturalmente donata alla bacheca facebook
“Se la felicità è un certo stato di soddisfazione, la gioia è l’intensità – la potenza – di un’esistenza. Credo di non essermi mai curato della felicità: ma di essere una persona gioiosa”. Argomentate un po’ voi, se ve la sentite, sulla differenza filosofica fra felicità e gioia, che, a casa mia sarebbero sinonimi, ma, potere della filosofia, scopro essere cose diverse. Beh, da rimarcare sui nostri soliti personaggi, onanisti da bacheca, una foto del presidente del consiglio regionale Francesco Bruzzone, finalmente sorridente, assiso non sullo scranno più alto dell’aula del consiglio regionale, ma, pensate un po’, su un escavatore nella sua tenuta di campagna. Intento ai lavori del contadino con tanto di bandana in testa. Proprio come il Berlusca reduce dal trapianto tricotomico. Uomo di ruspa, comunque il Bruzzone, in una immagine che piacerebbe chissàquanto al suo capataz Matteo Salvini. Alla quale – leggasi foto – aggiungerei, a vostro uso e consumo, un’ immagine della spiaggia, con tanto di ombrelloni, della Sora Lella Paita. Potere della politica, anche loro che se la sudano, hanno diritto a un po’ di vacanze. Ah per raggiungere il trittico , come tre, il numero perfetto, aggiungo anche il consigliere regionale Matteo Rosso e la foto sua e della sua famiglia – gioiosa o felice? – chiedetelo a Regazzoni – in vacanza montanara a Cervinia.
Ecco esaurito il capitolo ceti sotto l’ombrellone, vi voglio raccontare che, da neofita della chat, sono incappato nel verbo trollare, cosa che ha messo in crisi tutto il sistema delle mie conoscenze. In generale, non del gergo social. Il post galeotto è da attribuirsi a tal Davide Consoli che ha inserito sulla mia bacheca la sua proposta di dibattito ”
Volevo parlare di un argomento particolarmente in auge in questi giorni, da due punti diametralmente opposti. Parlo della dieta Vegana. La notizia di qualche giorno fa è che la Giunta torinese, capitanata dalla pentastellata Appendino, vuole inserire nelle mense degli asili, la dieta vegana, mentre qualche giorno fa Forza Italia discute di elaborare una proposta di legge per proibire la dieta vegana ai ragazzi e bambini sotto i 16 anni. Ora, non sono medico non sono un nutrizionista e nemmeno un saccente onnisciente, ma semplicemente una persona che ragiona. Credo che il proibire e l’imporre siano la stessa cosa e per questi errati, ma sono ugualmente e fermamente convinto dell’idea che il ‪#‎Movimento5stelle‬ stia cavalcando l’onda emotiva di una fetta di elettori che, evidentemente, ritiene molto “succoso”. Questo è il tipico caso di quando l’ideologia sovrasta un azione di governo e quando questo avviene si fanno danni inenarrabili. Qui non si tratta di dire questo è giusto o questo è sbagliato, io sono contrario, ma questo non centra, quello che vorrei dire che non esiste che un movimento faccia sua una causa che prevede tra l’altro l’assunzione di integratori, anche chimici, e nello stesso tempo si dichiara naturalista salutista. Mi piace ricordare che viviamo nella patria della dieta mediterranea, considerata la più equilibrata, sana e completa ed è pertanto un abominio che un movimento ne scoraggi il suo consumo e soprattutto che cavalchi l’onda emotiva su chi crede ad una scelta etica (almeno lo dovrebbe essere) strumentalizzandola a proprio piacimento per un pugno di voti”. Devo dire che conoscendo la caparbietà e permalosità dei vegani io mi sono scostato immediatamente di lato limitandomi a un ironico “Allora, Davide Consoli, sono d’accordo, anche se per la verità l’argomento non mi appassiona, come tutti gli estremismi, trovo che una dieta equilibrata con quello che mamma natura ci offre sia la migliore delle scelte. Comunque, visto che in democrazia ogni cosa si potrebbe fare purché non nuoccia ad altre libere manifestazioni di pensiero o di religione, visto che anche il veganesimo ormai è un assoluto atto di fede, ben venga anche la dieta vegana. Quello che non va bene sono le esagerazioni. Ma non si può dire, a rischio di farsi saltare alla giugulare da un branco di vegani incalliti che nell’occasione si scoprono metaforicamente cannibali. Ah, glisso volutamente sulle contraddizioni di cinque stelle per lo stesso motivo di cui sopra attinente alla mia giugulare”. Eppero’ si è scatenata una battaglia all’ultimo post. Che mi ossessiona da ben tre giorni. E ancora si va avanti, con interventi di vegani assatanati che di volta in volta spernacchiavano gli interlocutori al grido di “Non sapete di che state parlando”‘, eludendo poi di fatto la domanda principale del Consoli sulla opportunità di una dieta vegana per le mense della scuola. Insomma uno scontro sanguinolento, mi scusino i vegani per questo aggettivo, ma è l’unico, al momento in mio possesso, che renda l’idea, su vegan si o vegan no, nel duello tra carnivori e vegani. Ed è in questo caso che ho appreso ‘sto vocabolo che sa tanto di figlio di trollo. Così sono andato a consultare internet e, finalmente ho compreso qualcosa di più sulla personalità di chi trolla.”(Internet) in un newsgroup, un forum, una chat ecc., comportarsi da troll, partecipare soltanto per disturbare, creare confusione e provocare litigi”. Perché. alla fine alcuni di quelli lì, in chat, si sono divertiti a provocare i vegani e a sbertucciarli come portatori sani di fede. Eppero’, anche loro in quanto a setta… mica scherzano. Alla fine il trollato mi sa che ero io, che, curioso come una scimmia, commento dopo commento, mi sono dovuto sorbire tutto il dibattito, da cui avrei desiderato tanto eclissarmi. E in quanto a truculenze, in punta di polpastrello, per carità, ne ho viste di ogni. Dalla citazione del piccolo saggio di Carlo M. Cipolla, professore emerito di storie economiche all’università di Berkeley dal titolo “Le leggi fondamentali della stupidità umana”, al “bar Mario” di Ligabue, fotografia in musica dell’ambiente, fauna compresa, di un bar di provincia. E in mezzo ci sta tutto, colpa o merito di un mio amico fb, che sciorinando tutte le sue conoscenze a base di citazioni. più o meno alte – lui si davvero onnisciente – ha tenuto botta per tre giorni, istigando, provocando, spennacchiando, sbeffeggiando. Un figlio di trollo, insomma, che risponde al nome di Antonio Sava’, a cui in questa afosa stagione mi rivolgo apostrofandolo con Anto’facaldo. Così, girovagando con l’occhio lungo del voyeur, mi sono imbattuto anche sul post di un’altra amica, Susy, che discetta sulle virtù miracolose di certe creme prodotte in sud America, contrapposte naturalmente insieme a quelle egiziane, entrambe tutte naturali, ai prodotti di bellezza tradizionali. Ecco il prossimo tormentone potrebbe essere questo, e sono sicuro di andare ad incappare in un’altra agguerrita setta al pari dei vegani. Anzi, visto che il mio amico parrebbe aver deposto le armi, ora lo risolletico un po’ provocandolo. Anto’facaldo occupati un po’ dei prodotti di bellezza naturali. Perché i nostri politici, o presunti tali, alla fine sono talmente noiosi, e nella pausa estiva, sotto l’ombrellone o fra la frescura dei monti, ancora di più. Dunque Anto’facaldo fatti sotto. Vecchio figlio di un trollo.

Il Max Turbatore

. trollo

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