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Rifugiati in Santa Maria di Castello, falso allarme dei comitati con endorsement al centro destra

Tutto è partito dal (falso) allarme dell’associazione Assest che, vedendo passare uomini che portavano materassi verso alcuni appartamenti di Santa Maria di Castello, si sono allarmati, temendo nuovi arrivi di rifugiati in una zona fragile. Ora è sempre l’associazione, insieme all’Osservatorio di Pre’-Gramsci, e ai comitati di Sarzano (uno dei due) e del Molo, a dichiarare il “cessato allerta”

salita santa maria di castello
Negli scorsi giorni sia il Comune sia la Prefettura avevano smentito questa possibilità: in quegli alloggi (di proprietà del convento di Santa Maria di Castello, ma affittati ad Arsel (ex Ersu), probabilmente e destinati agli studenti, probabilmente, è stato effettuato solo un cambio del materiale tra un anno scolastico e l’altro. <Abbiamo incontri o colloqui con gli enti preposti riguardante l’uso degli immobili numero 29 e 33 di via Santa Maria di Castello e di aver ottenuto le garanzie che non verranno utilizzati come nuove strutture per nuovi arrivi di immigrati> dicono i portavoce dei comitati, che non si lasciano sfuggire l’occasione per un endorsement al centrodestra, malgrado la competenza sull’accoglienza dei rifugiati vada completamente in capo alla Prefettura che in città rappresenta lo Stato. Cioè: né il Comune né la Regione possono decidere.
<Le associazioni – si legge nel comunicato – ringraziano per l’interessamento personale e l’impegno profuso per ottenere tale importantissimo risultato, gli assessori regionali Marco Scajola (Forza Italia), per aver bloccato sul nascere il progetto con una decisione tanto convinta quanta rapida e Sonia Viale (Lega, assessore alla Sicurezza della Regione n. d. r.)>. A Prefettura e Comune non è mai risultato alcun progetto, ma in effetti Arsel è un ente di emanazione regionale e se mai un progetto c’è stato, non poteva essere che suo, in quanto gestore degli appartamenti.
Le associazioni dei cittadini ringraziano anche il consigliere comunale leghista Alessio Piana <per aver preso parte ai dialoghi e aver portato a conoscenza di tale progetto l’assessore>.
Secondo le associazioni, nel corso dei colloqui, Scajola ha preso l’impegno di <non gravare per quanto è in potere (nessuno, visto che tutta la partita è in capo al Governo tramite la Prefettura n. d. r.) del suo assessorato e ufficio, che tali fenomeni non si verifichino nel centro storico neanche in futuro, riconoscendo così al quartiere già pesantemente in difficoltà tutte le problematiche che ulteriore immigrazione potrebbe aggravare>. Peraltro, già nelle ultime due riunioni del Comitato per l’Ordine e la sicurezza la Prefettura (quella che decide) aveva detto che il territorio genovese e quello del centro storico in particolare, era già “in sovraccarico” per quanto riguarda l’accoglienza di rifugiati e che non avrebbe autorizzato nuovi arrivi.
C’è infine da segnalare malumori all’interno di alcuni comitati di cittadini, ad esempio quello del Molo, per l’utilizzo mediatico-politico di tutta la questione, nata da un falso allarme di uno dei gruppi di cittadini. Ma che siamo in campagna elettorale da tempo è cosa nota. Otello Parodi, anima storica proprio del comitato del Molo, fa sapere di essersi interessato in prima persona per capire dai gestori degli appartamenti come stavano le cose. <Mi hanno detto subito che erano destinati a studenti e non a rifugiati – spiega -. Inoltre della questione si era immediatamente occupata anche l’assessore ai servizi sociali del Comune Emanuela Fracassi, che anche lei aveva escluso l’ipotesi. Anche Michela Fasce, segretario del circolo Pd del centro storico, si era immediatamente spesa per segnalare una situazione di sovraccarico del centro storico per quanto riguarda i rifugiati, anche alla luce delle difficoltà preesistenti sul territorio>.

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