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Terrorismo, dopo l’arresto del giovane siriano ci sono sei indagati: cinque a Genova

Una rete di contatti sufficientemente ampia da iscrivere nel registro degli indagati sei persone, delle quali cinque a Genova. L’allarme terrorismo si incrementa nel capoluogo ligure, dove sono stati perquisiti luoghi di preghiera islamici tra cui quello di vico Amandorla, oltre che a quelli di Rapallo. Un giovane siriano arrestato che aveva contatti a Genova e che stava per partire alla volta della Siria, in teatri di guerra dove sarebbe già stato. Questi i contenuti di un’indagine congiunta delle forze dell’ordine che ha portato all’arresto del 23enne, fermato a Varese dalla polizia di Genovaterrorismo

Mahmoud Jirad stava per partire. Molto presto sarebbe tornato in Siria per arruolarsi nel gruppo legato ad Al Qaeda Jabat al Nusra, nonostante il parere contrario dei genitori che dall’inizio della vicenda hanno cercato di dissuadere il ragazzo dai suoi propositi. Eppure quel giovane arrivato a Genova alla fine del 2012, non ha voluto saperne ed è andato avanti per la sua strada. Fino ad oggi. Con l’arresto di Mahmoud Jirad sono emersi abbastanza particolari da indagare sei persone, di cui tre Imam e il fratello del siriano che, probabilmente sarebbe partito con lui. Proprio nel capoluogo ligure, Jirad aveva stretto contatti con alcuni imam, radicalizzando la sua posizione. Il 23enne è cresciuto in una famiglia praticante, ma contraria all’azione jihadista. Ne è convinta la polizia che ipotizza sia proprio quello il motivo per cui Jirad si è legato a gruppi più estremi. Intanto Angelino Alfano, ministro dell’Interno, esprime la sua soddisfazione per l’esito dell’indagine e per l’azione di prevenzione: <Il nostro lavoro di prevenzione contro la minaccia terroristica si basa anche su una forte attività investigativa ed è proprio a seguito di un lungo e articolato lavoro di indagini (portate avanti dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, con il concorso della Digos e della Polizia Postale e delle Telecomunicazioni di Genova e Milano, in sinergia con le Agenzie di Intelligence e con il coordinamento della Procura Distrettuale Antiterrorismo di Genova) che oggi abbiamo raggiunto un altro importante risultato> dice Alfano, che prosegue: <Si tratta di un successo investigativo di alto livello, che ha consentito il fermo di un giovane siriano per reato di partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale. È significativo specificare – aggiunge Alfano – che il fermo del siriano è stato possibile grazie alle nuove norme antiterrorismo, da me fortemente volute, in particolare la fattispecie che configura l’auto arruolamento. Le nostre leggi, quindi, funzionano e la sicurezza dei cittadini, in questo particolare momento in cui nessun Paese è rischio zero, è e continuerà ad essere una priorità di questo Governo>. Mahmoud Jirad farebbe parte di quei 110 foreign fighters che hanno avuto a che fare in qualche modo con l’Italia, ma la sua volontà di tornare a combattere sui fronti di guerra è emersa chiaramente nei giorni scorsi, tanto da far scattare il provvedimento di fermo per evitare che riuscisse a fuggire. Le indagini sono destinate a proseguire, infatti, tutti gli indagati si sono visti sequestrare computer e telefonini, alla ricerca di altri particolari che possano chiarire ulteriormente la situazione.

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