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Regazzoni come lo “SpecialOne”

max mur

Ha incassato la proposta dell’altro candidato sindaco Stefano Balleari che lo invitava, vista la convergenza dei programmi, a costruire un fronte comune, senza fiatare. Immobile e imperscrutabile come un giocatore di poker. Magari in cuor suo stimolato nel profondo dell’ego – ego grande – ma ben attento a non fornire armi agli avversari, veri o solo potenziali, lasciandosi circuire dalle blandizie. Perché la presunta apertura di Balleari, nascondeva due rischi per il filosofo, esponente del Pd renziano, Simone Regazzoni, quello di appiattirsi, anche formalmente, su una campagna elettorale, per quanto giustificata dalla inconsistenza del sindaco Marco Doria e della sua giunta, di destra. E, peggio ancora l’effetto collaterale. Pur guardando con simpatia il suo avversario, Regazzoni sa benissimo che l’arma dell’etichettamento come alleato di un candidato di destra, sarebbe stata immediatamente brandita dai suoi avversari del Pd che lo guardano come il rompiscatole di turno, neo rottamatore di una classe dirigente che resiste al farsi da parte e lasciare spazio alle nuove generazioni. E poi in cuor loro, tanto Regazzoni che Balleari sapevano che l’endorsement altro non era che un tentativo di aver maggior legittimazione l’uno nei confronti dell’altro. Con Balleari inorgoglito e motivato dal suo avversario che a lui si ispira, utilizzando nella campagna elettorale gli stessi temi. Questione di copyright, insomma ma poco altro. Rispondere, anche con un cenno, sarebbe stato un doppio autogol. Letale, insomma. E Regazzoni, ha preferito ignorare, tirare dritto e lasciar perdere per non mostrare il fianco a chi gli ha già fatto capire che ci cresce.
Metafora abusata, comunque, quella delle autoreti. Tanto per introdurre un nuovo tema caro a quel filosofo che nei suoi post su faceboook alterna il pop e il rock, la materia che insegna all’Università di Pavia, l’estetica, una dichiarazione d’amore per il suo maestro francese Jacques Deridda, ringraziamenti a nuovi estimatori ed un elogio sperticato per Jose Mourinho, indimenticato allenatore del triplete nerazzurro, il fustigatore della Juventus a “Zero tituli”, portoghese trasferitosi nell’Inghilterra della Brexit, alla corte del Manchester United. Endorsement per lo “SpecialOne” che non ti aspetteresti da un personaggio che confessa, senza vergognarsene, di non amare il calcio e i suoi protagonisti, fatta eccezione, appunto per Jose’. “Da quando ho annunciato la mia candidatura in diversi mi hanno chiesto “per che squadra tifi?”. Mi dispiace deludervi: non seguo il calcio e non sono tifoso. Benché mi piaccia lo sport. C’è però un’eccezione calcistica, che è giusto confessare. Come ho dichiarato una volta durante un’intervista, penso che Josè Mourinho sia uno dei maggiori filosofi contemporanei, che utilizza il calcio per esprimere la sua visione del mondo. Poi la citazione di una frase del tecnico portoghese
“Look at my haircut. I am ready for the war. The objective is to win the Premiershp. I don’t want to dominate, to finish without defeat, record points or goals or consecutive wins. The Premiership is so difficult you cannot be focused on that. I just think about winning”. Che nella nostra lingua vorrebbe dire, più o meno, “guarda il mio taglio di capelli. Io sono pronto per la guerra. L’ obiettivo è quello di vincere la premiership. Lo voglio per dominare, per finire senza sconfitta, con record punti o obiettivi o vittorie consecutive. La premiership è così difficile che non puoi essere che concentrato su quello. Penso solo a vincere”. Insomma la personalità che maggiormente deve attrarre Regazzoni non è quella di Mourinho filosofo, ma quella di un uomo che ha una sola esigenza, quella di vincere sempre. Un filosofo warrior, quindi. Ma questo lo aveva già fatto intendere. E con un riferimento così egoreferenziale per uno dei maggiori filosofi contemporanei che utilizza il calcio per esprimere la sua visione del mondo, probabilmente Regazzoni sarebbe poco incline ad una pedalata in tandem. Ama il rischio e vuole combattere sino in fondo la sua battaglia, esaltandosi nel “solo contro tutti” che riassume almeno un po’ anche le gesta del Mourinho italiano, talmente schietto ed aggressivo, sempre al limite della provocazione, da dividere i tifosi in due categorie, chi lo amava profondamente e chi lo detestava cordialmente. Un uomo dai rapporti difficili con giornalisti e colleghi. E sui suoi trascorsi in Italia si potrebbero ricercare molte analogie con la vicenda dell’auto candidatura di Regazzoni. Che per ora intende andare avanti da solo, pur sapendo, comunque, che l’ipotesi di una lista civica potrebbe più in là diventare, a giochi fatti dai partiti, l’extrema ratio. Ma al momento una strada simile, oltre che rischiosa sembrerebbe prematura. Anche perché dopo aver incassato l’endorsement del compagno di liceo Lorenzo Cuocolo, il cui nome era comparso varie volte nelle liste dei papabili per il dopo Doria, sempre ieri Regazzoni ha ricevuto il plauso di Paolo Gozzi, avvocato nell’ufficio legale della Carige, consigliere comunale del ponente eletto nelle liste del Pd, dopo un passato nella Margherita. Nel luglio scorso era uscito dal Pd aderendo al gruppo misto e poi a “percorso comune” insieme a Gianni Vassallo e Salvatore Caratozzolo. Gozzi, già un anno fa, aveva spiegato di avere lasciato il Pd perché non credeva che il ciclo amministrativo della giunta Doria potesse dare la decisiva svolta che tutti invocavano ma che nessuno perseguiva. Da quel momento si è molto defilato per uscire proprio ieri con un pubblico plauso a Regazzoni “Non conosco per nulla Simone Regazzoni, e così – a sensazione – mi sta pure un po’sulle palle. Ma che trovi molto sensati i suoi ultimi interventi vorrei dirlo e sottolinearlo”. Un post a cui ha fatto seguito una risposta altrettanto sintetica dell’auto candidato del Pd “Io non conosco Paolo Gozzi, ma amo le persone schiette e dirette. Quindi grazie, ci conosceremo e confronteremo presto”. Francesco Gastaldi che ha esperienza degli ambienti e bazzica fra le quinte delle segreterie del Pd genovese di via Maragliano, commenta, felice che qualche cosa finalmente sembri muoversi, con questa simpatia sbocciata, oltretutto, fra coetanei quarantenni, quasi si trattasse di un nuovo corso. E osserva sulla sua bacheca facebook “Pd Genova, la notizia di oggi è un endorsement del consigliere comunale ex Pd Paolo Gozzi (secondo più votato nella lista Pd dopo Bernini alle scorse comunali con circa 1.600 preferenze, radicato a Pegli e nell’estremo Ponente Genovese, molto amato dalle signore di ogni età) a Simone Regazzonipossibile candidato sindaco di Genova, l’establishment PD di via Maragliano si farà un infarto …”. Magari se non proprio collassi, almeno qualche mal di pancia. Regazzoni finge disinteresse e assiste al moltiplicarsi dei post intervenendo con parsimonia, poi mette il suggello “io e Paolo non ci siamo mai incontrati né scritti. Ma se, sulla base di condivisione di idee, si riesce a smuovere qualcosa in questa città in stato comatoso e in un partito imbalsamato, credo che a nessuno possa venire un infarto. Al massimo saranno contenti. O almeno in una città normale sarebbe così”. E pare che su un asse di potenziali quarantenni il Pd, come dice Francesco Gastaldi, inizi a dare qualche segnale di logoramento. Ma Regazzoni incassa e riprende a tessere la sua rete fra calcio, filosofia e politica, attendendo il prossimo riscontro.
Comunque, tanto per fare intendere quanto fosse peregrina la mia idea di una lista civica trasversale e’ appena il caso di annotare la proposta dell’ex segretario provinciale del Psi, ed ex assessore al traffico della giunta di Beppe Pericu, Arcangelo Merella postata sulla sua pagina facebook, forse solo per fornire un contributo al dibattito, o per lanciare l’ennesimo grido di dolore. Anche se Merella, politico esperto, penso abbia un piano preciso. Intanto lancia una sorta di sondaggio utilizzando i social, un po’ come hanno sempre fatto i Cinquestelle nel momento della fidelizzazione. Ed ecco il testo del messaggio di Arcangelo Merella che sa tanto di programma elettorale.”UNA LISTA CIVICA DELLA “GENOVA DEL FARE” PER ARRESTARE IL DECLINO DELLA CITTA’
Una lista civica non contro qualcuno ma a favore e per: 1) definire una chiara visione strategica della città 2) riportare al centro dell’attività amministrativa un poderoso piano di manutenzioni per migliorare la qualità urbana, il verde pubblico, il decoro 3) dotare i Municipi di poteri veri e risorse certe per gestire in autonomia e responsabilità manutenzione marciapiedi, aiuole, verde pubblico, cultura locale 4) assicurare lo sviluppo dell’economia cittadina lungo i tre assi di forza: economia del mare, turismo, high tech 5) completare Erzelli, nuovo assetto ferroviario a Ponente, connessione con aeroporto e polo scientifico tecnologico di Erzelli 6) lavorare su tutte le periferie: è periferia tutto ciò cha ha scarsa qualità urbana, scarsi servizi, debole sicurezza 7) assumere il tema e le azioni proprie della mobilità sostenibile come modello per la gestione della domanda di mobilità delle persone e delle merci 8) completare entro il ciclo amministrativo tutte le opere già programmate per rompere l’isolamento della città e rendere il sistema portuale, industriale e turistico competitivo 9) far fare a tutti un passo in avanti: nessuno indietro e nessuna discriminazione tra quartieri e cittadini 10) creare un evento o più eventi che leghino con la visione della città green e attraente: Alcuni esempi: tunnel sub portuale e conseguente riuso della sopraelevata come grande green way cittadina, festival permanente dell’economia del mare: dalla logistica alla pesca, dal salone nautico al mercato permanente dell’usato, gran premio di formula e ( gran premio automobilistico come quello di Montecarlo ma con macchine di Formula 1 elettriche); festival annuale cantautori; favorire con forti incentivi bistrot musicali su barche al porto antico ( molo a fianco dell’acquario) 11) completare con piano straordinari di manutenzioni, piccole demolizioni, bonifiche tutta la parte di centro storico compresa tra la Commenda e San Lorenzo, tra Cairoli e Caricamento( modello Barcellona) 12) sostenere la specializzazione dell’Aeroporto di Genova come low cost per Spagna e Africa 13) innovare il sistema di trasporto per la Val Bisagno come strumento per la completa riabilitazione urbanistica del territorio. SE condividi questa impostazione e questi temi e/o se ne hai altri da aggiungere commenta qui sotto”.
Ecco, al di là degli amori più o meno intensi per allenatori che prediligono calcare solitari la ribalta, pare che qualche cosa si stia muovendo scavalcando le rigidità dei partiti, intenti a rimirarsi nello specchio nel tentativo di cancellare rughe vecchie che ormai hanno assunto le dimensioni di crepe. La politica non da’ risposte e, come scrive chiaramente Merella esalta il maniman, e i cittadini si organizzano scavalcandola. È una storia vecchia, ma pare che, dopo il fenomeno della Lega di Bossi e quello dei CinqueStelle di Grillo e Casaleggio, e nonostante il rischio di crescente astensionismo nessuno sia stato ancora in grado di farne tesoro.

Il Max Turbatore

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