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Raffica di rapine in pieno giorno tra Sarzano e Turati. Abitanti in ostaggio

La gente ha paura ad uscire di casa anche a mezzogiorno. Non esiste più il controllo del territorio. Gruppi di residenti si stanno organizzando. Tensione altissima, la rivolta è dietro l’angolo 


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di Monica Di Carlo

Non bastavano lo spaccio, il chiasso, i vandalismi, i ragazzini ubriachi che orinano ovunque, i duelli rusticani tra gruppi di stranieri pluripregiudicati (quello in vico dei Biscotti è finito in omicidio) e ricercati che invece scorrazzano sul territorio da anni come uno dei tre della rissa in Canneto il Curto. Lo scontro a colpi di coltello e cocci di bottiglia è avvenuto due o tre ore dopo la rissa in stradone Sant’Agostino, dove la polizia è intervenuta per calmare gli animi. Non bastava un quartiere dove le saracinesche dei negozi tradizionali chiudono e aprono mini market in alcuni dei quali le regole igienico sanitarie sono letteralmente sconosciute (vedi l’articolo di ieri sull’addetto del market che divide i polli congelati sbattendoli per terra in vico dei Luxoro). Ora non c’è da avere paura solo di notte o solo in certi posti. Ora, nella cosiddetta “rive gauche” del centro storico, a est di San Lorenzo, tra Sarzano e via Turati, le rapine violente accadono anche in pieno giorno. Una ieri a mezzogiorno in piazza Embriaci, una stamattina alle 8,30 in via Ravecca. Ma gli abitanti garantiscono che nella zona di Sarzano questa è solo l’ultima delle aggressioni alla luce del sole, sfrontate, fatte da chi pare certo di passarla liscia. È chiaro che il territorio è sfuggito di mano alle forze di polizia. Stamattina, esattamente all’ora in cui una signora veniva rapinata, certamente via San Lorenzo era ben presidiata. Queste sono alcune delle foto scattate nel giro di 10 minuti poco più in su dell’incrocio con Canneto. Abbiamo contato 4 auto dei carabinieri, 3 della polizia, 2 della finanza posteggiate: 9 pattuglie in tutto.

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 A 150 metri in linea d’aria dalla “promenade della cattedrale”, dalla strada dello “struscio turistico”, una donna veniva brutalmente aggredita in un luogo che si considerava recuperato grazie all’innesto dell’Università, al recupero delle case che fino a 5 anni fa costavano quanto quelle di Carignano, all’apertura di tanti locali, principalmente ristoranti, e del mercato. Chi andrà più in quei locali e in quel mercato se la gente ha paura di essere aggredita? Intanto le case in vendita in zona si moltiplicano di giorno in giorno perché il quartiere è diventato invivibile. E il loro valore scende a picco.
La gente del quartiere è stanca di sentirsi ripetere, quando telefona al 112 e al 113, che mancano le forze di polizia, che tutte le pattuglie sono occupate, magari di chiamare la polizia municipale che, sia chiaro, invece non ha compiti di ordine pubblico. È stanca di vedere una quantità impressionante di auto nei luoghi-vetrina e di ottenere nei posti dove si verificano gli episodi di criminalità più grave un presidio di due o tre giorni prima che torni tutto come prima. Le forze di polizia hanno carenza di uomini e mezzi, è vero. Con l’allarme terrorismo si vedono ingenti spiegamenti in zone ritenute obiettivo sensibile (ne è l’esempio la quantità di uomini e mezzi che stazionano in piazza Matteotti) e nel frattempo la sicurezza dei cittadini è andata a ramengo. Certo non si può imputarle la colpa di quello che succede agli uomini in divisa che stanno sulla strada (fermando criminali di cui raramente viene convalidato l’arresto se non in casi gravissimi, perché le carceri scoppiano), ma fatto sta che il centro storico è abbandonato alla criminalità e in questo ci sono responsabilità non solo cittadine, ma principalmente statali: la gestione dell’ordine pubblico è in capo al Questore e al Tavolo per l’Ordine e la Sicurezza in Prefettura dove partecipano, oltre alla Prefetto e al Comune, tutti i vertici delle forze di sicurezza che in quella sede si devono coordinare. La scarsezza di personale che gli addetti ai centralini dei numeri di emergenza viene rappresentata anche a Roma?
A lanciare apertamente l’allerta “scarsità di forze sul territorio” dalle istituzioni, per ora, solo il presidente del municipio Centro Est Simone Leoncini. Il Sindaco, a seguito del sangue che ha macchiato piazza Stella, ha chiesto la convocazione del Tavolo e staremo a vedere se riuscirà a battere i pugni e, soprattutto, a ottenere qualcosa.
Il controllo del territorio, è evidente, è perduto. Non solo gli abitanti hanno paura di uscire la sera, ma anche di portare fuori il cane al mattino, di andare a comperare il giornale, di fare la spesa a mezzogiorno, di portare la spazzatura nei bidoni e nei magazzini la sera. Il fatto che una persona che doveva scontare sei anni di reclusione razzolasse beatamente indisturbata in Canneto fino a quando non è finita al San Martino per le coltellate (quando da mesi abitanti e commercianti segnalavano la situazione di forte insicurezza) la dice lunga su come stia realmente la situazione. A furia di minimizzare il degrado dell’ordine pubblico, tutto è andato troppo “oltre” e adesso riprendere il controllo del territorio e riportare la legalità sarà difficilissimo.
Le ultime rapine sono la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Da tempo la gente di varie aree della “rive gauche” da tempo minacciano di scendere in strada. Stasera i cittadini di Sarzano si incontreranno per le 20,30 nella piazza, all’angolo con via Ravasco. I comitati e le associazioni stanno nascendo come funghi, alcuni alimentati, oltre che dalla situazione reale, anche dall’urgenza dei partiti di cavalcare la tigre in vista della campagna elettorale per le comunali. Ma la paura e la rabbia degli abitanti sono verissime.
Vale la pena ricordare che fu in una situazione simile a questa che, nel 1993, maturò la rivolta due residenti contro gli spacciatori stranieri e a tutta l’insicurezza che la loro presenza portava con sé. Alcune centinaia di abitanti del centro storico scesero in piazza contro il mancato intervento delle autorità su una situazione, come si diceva, molto simile a quella che attualmente investe la stessa parte della città vecchia. Nei giorni precedenti c’erano stati scontri tra spacciatori e abitanti (qualcuno all’epoca diceva tra spacciatori italiani e stranieri). Oggi la situazione è un po’ diversa. Nel frattempo questa parte di città è stata in parte recuperata. Non ci sono più i ruderi dei bombardamenti della seconda guerra mondiale e iniziative (come quella dei Giardini Luzzati o come la presenza dei locali meglio gestiti che fanno da contraltare a quelli che spacciano alcol a basso costo, ai mini market che vendono principalmente birra e superalcolici e a certi artigiani alimentari) hanno rivitalizzato un’area che sembrava perduta. Ora tutto questo terreno guadagnato rischia di perdersi in soli due anni di disimpegno di fatto sul controllo della sicurezza nel centro storico, fatta eccezione per i luoghi turistici, con gli operatori di polizia ampiamente sottodimensionati a lottare contro un esercito infinito di spacciatori e criminali, di continua minimizzazione dei problemi esposti da commercianti e abitanti, non di rado accusati di essere visionari e di scambiare la percezione di sicurezza per la sicurezza reale.
Luca Borzani, presidente della Fondazione per la Cultura – Palazzo Ducale, ha scritto sulla sua bacheca qualche giorno fa: <Quando il potere si trasforma in oligarchia la reazione é la rivolta plebea. Lezione non felice e non imparata della storia>. Lui certamente pensava a un discorso politico più ampio e nazionale, ma la frase ben si attaglia anche alla situazione genovese del centro storico. Quando la fiducia nelle forze di polizia e nelle istituzioni crolla c’è il rischio concreto che qualcuno decida di difendersi da sé e che qualcun altro ne approfitti. Anche politicamente.

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One thought on “Raffica di rapine in pieno giorno tra Sarzano e Turati. Abitanti in ostaggio”

  1. Luca Borzani, presidente della Fondazione per la Cultura – Palazzo Ducale, ha scritto sulla sua bacheca qualche giorno fa: . Lui certamente pensava a un discorso politico più ampio e nazionale, ma la frase ben si attaglia anche alla situazione genovese del centro storico.
    ma si ascolta Luca Borzani quando parla?
    Preferiamo pensare ad un incidente di percorso, perche definire “PLEBEI” con tutto il rispetto che compete a noi tutti Plebei e non è certamente del tutto gratuito.

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