Un sindaco al forno
A Lavagna De Paoli si candiderebbe a Sindaco per la Lega Nord. Siamo messi bene. Dalla padella alla brace.
È di nuovo sulla graticola. Un sito che, visti i precedenti, finirà per suonargli abbastanza congeniale. A rischiare di bruciarsi e’ il consigliere regionale della Lega Nord Giovanni De Paoli, tristemente noto, e per questo salito agli onori della ribalta, in pieno periodo di battage sulle unioni civili, per una presunta frase omofoba in cui avrebbe confidato che “se avesse avuto un figlio omosessuale (non) lo avrebbe messo in una caldaia”. Caldaia che poi l’immaginario collettivo ha rispolverato come un forno. Ora pare che, dopo gli sconquassi del comune di Lavagna, proprio a Lavagna intenda candidarsi come sindaco. A darne notizia, in uno stringato post sulla sua pagina facebook, è il collega, esponente del Pd in consiglio regionale, Luca Garibaldi , con battuta, finale forse involontaria. “A Lavagna De Paoli si candiderebbe a Sindaco per la Lega Nord. Siamo messi bene. Dalla padella alla brace”. È appena il caso di rispondere a Garibaldi mantenendo il suo stesso stile: sarà il sacro fuoco della politica. Ma così rischia di scottarsi definitivamente. E suggerisco a De Paoli, che maestro di giustificazioni tipo “peso il tacon del buso”, aveva asserito, cercando di discolparsi in consiglio regionale: ” Ho anche amici fra gli omosessuali” di rileggersi attentamente la morale di qui sotto. Valida anche se Sallusti ha recentemente sdoganato il Mein Kampf.
Morale: “Quando qualcuno mi dice a me piace la musica contemporanea mi fa un po’ l’effetto di chi dice “ho degli amici ebrei o dei negri” affermazione che implica sempre la possibilità di un forno crematorio o dell’impiccagione”


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