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Così La fondazione Hruby difende i musei di Strada Nuova e il cannone di Paganini

A meno di due mesi dall’annuncio della collaborazione pluriennale che vede impegnata la Fondazione Enzo Hruby di Milano insieme al Comune di Genova per l’aggiornamento dei sistemi di sicurezza dei Musei di Strada Nuova, è stata portata a termine la prima fase del progetto, destinata alla protezione di Palazzo Tursi e di Sala Paganini, che custodisce al suo interno il celebre violino “Cannone”.
cannone paganini

L’intervento, interamente sostenuto dalla Fondazione Enzo Hruby – che da anni è impegnata per la protezione del patrimonio culturale italiano contro furti, sottrazioni e vandalismi e che è già intervenuta a Genova per la messa in sicurezza della Lanterna – si è concretizzato nella completa sostituzione dell’impianto di videosorveglianza ormai obsoleto esistente a Palazzo Tursi con un sistema Over IP all’avanguardia e con nuove strutture di rete.

L’utilizzo di telecamere IP ad alta definizione dotate di illuminatori a raggi infrarossi permette di ottenere immagini estremamente nitide in qualsiasi condizione di luminosità all’interno delle sale. Nella Sala Paganini le telecamere installate sono anche dotate di ottica varifocale motorizzata con gestione da remoto della messa a fuoco. Questo permette di ottenere una gestione ottimale e veloce anche in caso di manutenzione del sistema. La tecnologia Over IP di ultima generazione utilizzata offre la possibilità di implementare nel sistema algoritmi di analisi video evoluti, atti a controllare sia attività anomale, come intrusioni ed effrazioni, sia a dotare il complesso museale di strumenti utili per la gestione dei flussi dei visitatori e per il controllo della loro sicurezza. Il nuovo sistema è inoltre predisposto per rendere possibile, a completamento dell’intero progetto destinato ai Musei di Strada Nuova, la centralizzazione di tutti gli impianti in un unico punto di controllo, rendendo estremamente semplice e pratica la loro gestione. Per la realizzazione dell’intervento la Fondazione Enzo Hruby ha incaricato la società Umbra Control di Perugia, azienda Amica della Fondazione.

Un progetto di grande rilievo, che viene inaugurato oggi con la conferenza stampa a Palazzo Tursi da Marco Doria, Sindaco di Genova, Carla Sibilla, Assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Genova, Guido Gandino, Direttore Direzione Cultura del Comune di Genova, e Carlo Hruby, Vice Presidente della Fondazione Enzo Hruby.

La forte crescita turistica della Città e, in particolare, il successo di pubblico italiano e straniero in occasione dei Rolli Days – dice il sindaco Marco Doria – stanno confermando l’attrattività del nostro patrimonio artistico e culturale. I Musei di Strada Nuova sono un tassello importantissimo di questo patrimonio che stiamo valorizzando sempre di più e ricordo, a questo proposito, la recente inaugurazione del nuovo percorso tra Palazzo Bianco e Palazzo Tursi. L’Amministrazione comunale è impegnata a tutelare i tesori che abbiamo l’onore e l’onere di conservare. Ringrazio la Fondazione Enzo Hruby che ci affianca in questo compito”.

Con questo progetto dichiara l’assessore alla cultura e al turismo del Comune di Genova, Carla Sibilla si consolida il rapporto tra Amministrazione comunale e Fondazione Enzo Hruby che ha già dato ottimi risultati per la messa in sicurezza della Lanterna, uno dei simboli della nostra Città. Ora, con la decisione di avvalerci di questa preziosa collaborazione, vigileremo con un occhio ancor più attento sui tanti tesori conservati all’interno dei Musei di Strada Nuova. Nel ringraziare la Fondazione mi piace sottolineare – conclude Sibilla – quanto la sinergia tra pubblico e privato, che stiamo sperimentando anche in questa occasione, costituisca un sicuro elemento di sviluppo per la cultura nella nostra Città”.

Il nostro obiettivo aggiunge Carlo Hruby, vice presidente della Fondazione Enzo Hrubyè offrire adeguata sicurezza e piena accessibilità ai Musei di Strada Nuova e al tempo stesso realizzare un modello di riferimento per la protezione in ambito museale. A meno di due mesi dall’annuncio del progetto, abbiamo la soddisfazione di vedere compiuto il primo intervento, destinato a Palazzo Tursi e a Sala Paganini. Un progetto eccellente, che si caratterizza per l’impiego delle più avanzate tecnologie di videosorveglianza oggi disponibili a livello mondiale e come esempio di collaborazione virtuosa tra pubblico e privato. Ci auguriamo che questo intervento possa servire come modello per altre realtà analoghe presenti in Italia e a sensibilizzare altre pubbliche amministrazioni verso il tema della sicurezza del nostro inestimabile patrimonio culturale”.

La Fondazione Enzo Hruby, realtà unica nel suo genere in Italia e in Europa, sostiene la protezione del patrimonio storico e artistico del nostro Paese contro furti, sottrazioni e vandalismi. Tra le diverse iniziative, offre un contributo concreto assumendosi gli oneri per la messa in sicurezza di edifici, beni e opere di particolare valore culturale attraverso sistemi antintrusione, di videosorveglianza e antincendio. Tra i quasi 60 progetti sostenuti dal 2008 fino a oggi vi sono la protezione dell’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, sede della Fondazione Giorgio Cini, dei manoscritti della Biblioteca Apostolica Vaticana durante la loro digitalizzazione, dell’Ostensione della Sacra Sindone nel Duomo di Torino, della Basilica Palladiana di Vicenza e della Torre degli Asinelli di Bologna. Oggetto di intervento anche la Basilica di Sant’Ambrogio a Milano, la Biblioteca di Casa Leopardi a Recanati, il Padiglione del Vaticano a EXPO 2015, la Biblioteca e Pinacoteca Ambrosiana di Milano e alcune mostre di grande rilievo a Roma, ai Musei Capitolini e a Castel Sant’Angelo, e in altre città d’Italia. Tra gli interventi più recentemente sostenuti si evidenzia quello per la protezione del Teatro Niccolini di Firenze, mentre sono attualmente in corso i progetti destinati alla protezione del Duomo di Brescia, dell’Accademia Carrara di Bergamo, della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e del Museo del Violino di Cremona.

La Sala Paganini e il “Cannone” di Niccolò Paganini

La Sala Paganini fa parte del percorso espositivo dei Musei di Strada Nuova e ospita – a Palazzo Tursi – i cimeli paganiniani e il celebre violino Guarneri del Gesù.

Niccolò Paganini lasciò in eredità a Genova uno dei suoi strumenti preferiti, che chiamava affettuosamente “il mio cannone” a causa del suo suono robusto. Lo strumento è uno dei più grandi capolavori della liuteria cremonese e, per ragioni di conservazione, non viene suonato frequentemente. Tornerà a suonare al Teatro Carlo Felice di Genova il prossimo 27 ottobre, in occasione del concerto organizzato dalla Fondazione Enzo Hruby insieme al Comune di Genova. Il concerto è inserito nella stagione sinfonica dello storico teatro genovese e verrà eseguito dalla violinista Anastasiya Petryshak accompagnata dall’Orchestra del Teatro Carlo Felice diretta dal Maestro Andrea Battistoni.

Sullo stato di salute del “Cannone” vigila il Comune di Genova con una commissione di esperti, tra cui Bruce A. Carlson, liutaio conservatore. Lo stesso Carlson ha eseguito recentemente un intervento di restauro. Il “Cannone” ha un’importanza storica straordinaria: Paganini probabilmente lo ricevette in dono nel 1802 a Livorno e lo predilesse tra tutti i violini che possedeva. Secondo una sua precisa disposizione testamentaria, lo lasciò alla sua città natale, Genova, “onde sia perpetuamente conservato”.

 

 

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