Goletta Verde parte da Genova e dallo sversamento nel Polcevera per difendere il mare dal greggio
Sversamenti di petrolio, abusi edilizi e una generale scarsa cura delle coste italiane. Il dossier “Mare Monstrum” parla di 2,4 infrazioni ogni chilometro di costa e di tanti grandi e piccoli disastri annunciati. La storica Goletta Verde di Legambiente parte con l’incidente dell’Iplom di due mesi fa. In Liguria sono 32 gli impianti a rischio, metà dei quali interessati da stoccaggio e deposito di oli minerali
di Michela Serra
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La partenza della Goletta verde di Legambiente non poteva avere che lo sversamento di petrolio nel Polcevera di due mesi fa come tema portante. L’incidente dell’oleodotto Iplom infatti ha portato all’attenzione tutte le aziende petrolifere per le quali ora si chiede al Governo una verifica nazionale sugli impianti presenti lungo la penisola, oltre che ai relativi piani anti inquinamento. Ma c’è di più. Bisogna scavare più a fondo e arrivare fino alle energie pulite. Questo sarebbe il vero impegno che Legambiente chiede: <Rispetto allo sversamento nel Polcevera noi stiamo chiedendo una bonifica – spiega Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria – sappiamo che è partita una fase preliminare di caratterizzazione perché bisogna comprendere a quale profondità è il livello di inquinamento che i torrenti interessanti hanno subito. Noi chiediamo che venga quantificato presto il danno ambientale>. Lo sversamento di petrolio ha spazzato via un intero sistema ecologico e il timore è che ci siano rallentamenti su tutte le operazioni necessarie. <Le notizie che ci giungono da quei luoghi sono preoccupanti – dice Grammatico – quando piove e quando la terra viene rimossa, il petrolio riemerge e questo porta a evidenti disagi anche per la salute della popolazione>. Secondo i dati in possesso di Legambiente gli stabilimenti a rischio in Liguria sono 32, metà dei quali sono interessati dallo stoccaggio e dal deposito di oli minerali. <Molte infrastrutture passando dentro ai torrenti – spiega ancora Santo Grammatico – pensiamo al Verenna>. Proprio quest’ultimo torrente nel 2012 ha subito uno sversamento a causa di una bomba d’acqua, successivamente controllato e messo in sicurezza, ma resta un elemento di preoccupazione. <Il mar Mediterraneo ricambia l’acqua con molta difficoltà – continua Grammatico – dobbiamo anche tener presente che le nostre coste si affacciano sul santuario degli animali marini>. Ecco perché l’ultima fase di questa riflessione dev’essere fatta sulle fonti fossili in generale. Fonti che hanno evidenziato limiti e che sono state responsabili dei cambiamenti climatici di cui abbiamo iniziato a vederne gli effetti devastanti. Da qui la richiesta di una conversione delle energie. <Continuiamo a considerare le fonti fossili privilegiate rispetto a quelle rinnovabili – dice Francesca Ottaviani, portavoce Goletta verde – ci sembrava importante, ricordando cosa è successo qui a Genova due mesi fa, ribadire l’urgenza di rispondere al grido d’allarme. Il 18 per cento del traffico mondiale di idrocarburi transita nel Mediterraneo. Per la sicurezza dei traffici marittimi molti passi avanti sono stati fatti, ma dobbiamo considerare l’intensità di questi traffici e la presenza sulle nostre coste di siti e di impianti di trattamento per la lavorazione di questi prodotti. Il pericolo di incidenti e malfunzionamenti è sempre alto>. 
Mare Monstrum: il dossier che racconta in numeri i reati contro il mare
La situazione del mar Ligure sul profilo delle infrazioni non è rosea, nonostante si sia registrata una diminuzione rispetto al 2014. Secondo il dossier di Legambiente i reati ai danni del mare intercettati dalla Capitaneria di porto e dalle forze dell’ordine nel corso del 2015 si attestano al 2,4 per cento ogni chilometro di costa per un totale di 852 infrazioni accertate, 992 persone denunciate e 149 sequestri effettuati. La parte del leone la fa la pesca illegale con 291 reati accertati, seguita dalle infrazioni relative al cemento: nel 2015 ne sono state accertate 208, 307 le persone denunciate e 49 i sequestri. Proprio la Liguria è costellata di piccoli e grandi abusi edilizi lungo la costa. Uno su tutti, quello della collina delle mimose a Pieve Ligure. Nel novembre del 2015 la Polizia Municipale ha scoperto alcuni lavori realizzati abusivamente all’interno e all’esterno di un’abitazione, alla faccia di tutte le regole edilizie, al paesaggio e alla qualità dei manufatti. <Nell’illegalità in molti hanno guadagnato troppo sulle spalle dell’ambiente – dice Santo Grammatico – abbiamo finalmente questo impianto normativo molto serio che è la legge sugli eco reati approvata poco più di un anno fa, una grande vittoria per noi. Purtroppo però sul territorio ligure abbiamo visto venire meno i controlli. La polizia provinciale che ha visto scossoni dopo il passaggio a Città metropolitana ha disperso competenze. Solo se l’aspetto normativo e quello dei controlli andranno di pari passo vedremo i numeri diminuire>. Un elemento grave, secondo Legambiente. Oltre a questo, non sono buoni neppure i dati relativi alla cattiva depurazione e agli scarichi selvaggi: 195 infrazioni accertate, 237 persone denunciate e 43 sequestri. L’appello di Legambiente è rivolto anche ai cittadini: segnalare situazioni anomale e di inquinamento come chiazze sospette e tubi che scaricano in mare. 
Il viaggio di Goletta Verde
Tempo di spiegare le vele e prendere il mare. Si parte dal Porto Antico di Genova per arrivare a Ferragosto in Friuli Venezia Giulia. <Ripercorreremo in un mese e mezzo tutte le coste – dice Francesca Ottaviani – sottolineeremo ogni aspetto del nostro preziosissimo mare. Vogliamo puntare e ribadire costantemente la difesa di uno dei nostri beni più preziosi e salvare questa risorsa è fondamentale, così come lo è mantenere alta l’attenzione sull’illegalità nelle acque>. E così, oggi come trent’anni fa, la Goletta Verde spiega le vele e prende il mare. Il prossimo approdo sarà Portovenere.


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