Commercio Quartieri 

La “storia al contrario” del mercato della Foce conquista il quartiere

Folla a quasi 6 mesi dall’inaugurazione alla festa organizzata dal consorio dei futuri operatori della struttura

mercato foce festa cantieri

Una storia al contrario nella città delle saracinesche che chiudono, della gente che mugugna, delle istituzioni che litigano con i cittadini e le categoria, dei commercianti che tirano i remi in barca e quando l’economia è un mare in tempesta invece di vogare più forte che si può si lasciano andare a fondo, travoli dallo tsunami della grande distribuzione. È la storia inconsueta di un mercato che rinasce, di un quartiere che rivive, di un imprenditore che rema per sè e per gli altri, di vicini che invece che lamentarsi (non sarebbe inconsueto) per la “puzza di fritto” scendono a gustare cuculli e panisse, di un supermercatino che diventa il motore di una struttura commerciale tradizionale.
Succede alla Foce dove ieri il cantiere del vecchio mercato, ormai abbandonato da anni, è diventato luogo di festa, dalle 18 alle 20,30, con trecento tra autorità, cittadini e curiosi che sono andati a vedere cosa accadesse tra i palazzi. Incredibile! Mica per mugugnare, ma per capire. <La serata è riuscita molto bene> racconta soddisfatto Mario Enrico, meglio noto ai consumatori genovesi come “Quello della Casa del Parmigiano”, fortunato banco dell’Orientale, che, è il patron di questa iniziativa che, udite udite, nasce grazie a un auto finanziamento di piccoli imprenditori privati genovesi pari 1 milione e 600 mila euro. Tanto servirà per realizzare le strutture progettate dall’architetto Andrea Ferrando, quello della miriade di chioschi che punteggiano la città, quello del mercato di Romagnosi.

mercato foce progetto rendering

La struttura della Foce è molto più piccola, a misura di quartiere. Fino a pochi giorni fa era un buco nero mel quale i topi razzolavano beati. Oggi le ruspe stanno facendo il loro lavoro per terminare entro dicembre, al massimo entro l’8, festa dell’Immacolata. Perché un mercato mica puà perdere l’appuntamento con gli acquisti di Natale. Ci saranno un banco di formaggi e salumi, uno di carne e pollame, uno di pasta fresca, uno che venderà il pane anche molto particolare, poi un bar-tavola fredda e calda che potrà rimanere aperto anche la sera, sfuttando i posteggi della struttura che, di volta in volta, potranno essere utilizzati anche come area per feste e iniziative e degustazioni di eccellenze enogastronomiche, preferibilmente di piccoli produttori liguri. Ci sarà, come si è detto, anche un minuscolo supermercato (250 metri quadrati di superficie di vendita) che venderà solo alimenti confezionati per non fare concorrenza alle botteghe e integrare l’offerta. Mario Enrico ha già inventato lo slogan: <Prodotti di qualità medio-alta a prezzi medio-bassi>. Per vedere come andrà a finire occorre ancora qualche mese. Gli operatori, però, erano ansiosi di mostrare l’idea ai “vicini di casa” e hanno organizzato una festa in piena regola arredando, tra una ruspa e una transenna, l’area con 200 piantine fiorite che sono state poi donate alle signore.
mercato foce cantiere rendering

L’idea era quella di sfatare le leggende metropolitane nate attorno ai cantieri, di vincere la naturale diffidenza dei genovesi che guardavano dall’alto o sbirciavano dal cancello e soddisfare la loro curiosità. Sì, la struttura sarà un po’ più alta di quella vecchia, ma c’è una ragione. <Purtroppo questa zona, come altre, deve fare i conti con il rischio alluvione – spiega Enrico -. Così, come richiede la nuova normativa regionale, il mercato poggerà su una struttura che, in caso di inondazione lascerà scorrere l’acqua al di sotto e nella malaugurata ipotesi che l’onda scura salga le serrante idrauliche si chiuderanno dal basso col crescere della piena fino a sigillare l’entrata del mercato. È ovviamente prevista un’entrata dedicata ai disabili e la parte che ospita i motori, in alto, sarà completamente insonorizzata>. Perché il commerciante in zona ci abita da 40 anni e non ha alcuna intenzione di avere a che fare con eventuali lamentele per il rumore. Il problema, quindi, è stato prevenuto già in fase di progettazione. E poi <Sì, un albero è stato stagliato – prosegue Enrico -. Se n’è occupata Aster, perché era pericolante. Sarà sempre Ater a sincerarsi della sicurezza delle altre piante. Sarà rimpiazzato, magari con arbusti. Il verde lo manteniamo>.
Per raccontare il nuoco mercato alla cittadinanza, i commercianti hanno allestito una festa vera e propria, con le fritture del Camugin, lo street food di casa nostra; cuculli, panissa, fiori di zucchini fritti, innaffiati da vino bianco. Ad allietare il tardo pomeriggio del cantiere sono state le canzoni dei Trilli, cantate in coro dagli ospiti. In trecento hanno curiosato, sgranocchiato, capito, bevuto e ascoltato il futuro dell’area.

mercato foce mario enrico

Ad assistere al primo incontro tra il nuovo mercato e il quartiere sono arrivati anche il sindaco Marco Doria, l’assessore al Commercio Emanuele Piazza, il presidente del Municipio Alessandro Morgante.

mercato foce Doria

mercato foce piazza<Questo è solo l’antipasto delle iniziative che vogliamo creare per il quartiere – ha spiefato Mario Enrico -. Vorrei ringraziare le istituzioni, ricordando, però, che il primo assessore a seguire e a credere al progetto è stato Gianni Vassallo, seguito da Francesco Oddone. Il consorzio degli operatori prevede anche, all’interno, arredi armonizzati, un marchio comune e iniziative di marketing del tutto simili a quelle dei supermercati>.

Ci sono novità anche per il Mercato Orientale, il cui consorzio (anche quello presieduto da Mario Enrico) ha dato il via ieri alla realizzazione delle saracinesche che consentano di chiudere veramente l’area mercatale mentre le antiche porte saranno restaurate e utilizzate come abbellimento. <Poi cominceranno i lavori del tetto – conclude il commerciante -. Speriamo che sia assegnato presto il piano superiore. Ci vorremmo un punto di ristorazione, una gelateria, un bar, in modo da trasformare la struttura in un richiamo per tutto il quartiere anche quandi i banchi sono chiusi>. C’è poi da affrontare il tema dell’estetica: È stato approvato un regolamento che imporrà stutture tutte uguali e i capitelli dell’antico chiostro torneranno ” a vista”. I lavori sono finanziati col 50 per cento dei canoni di locazione che vengono restituiti al consorio>.

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