Gli sdraiati
Certo, Angelo Vaccarezza, re di Loano, marito felice e padre di due figli, un maschio sedicenne e una femmina di 13 anni, il libro di Michele Serra “Gli sdraiati” non deve averlo mai incrociato. Né deve averne sentito parlare, tutto preso dai suoi furori iconoclasti e dalle battaglie per ballottaggi e crocifisso. Altrimenti dal momento che pare dotato di bonaria ironia non avrebbe postato un’ immagine del genere. Semplicistica e crudele nello stesso tempo. E ancora di più, visto il messaggio che rivolge ai suoi simpatizzanti. <Buona domenica amici. A mettere a confronto queste due foto viene il dubbio di aver sbagliato qualche cosa>.
Eppure cento anni di distanza e una situazione politica completamente diversa, con due guerre in mezzo, per il capogruppo di Forza Italia, probabilmente significano poco o nulla. Ma la pancia dei suoi supporter vellicata reagisce come Angelo si attende.
Tanto per elevare il dibattito provo a contribuire inserendo, appunto, la recensione del libro di Serra. Anche lui padre di ragazzi di generazione 2.0.
“Alzi la mano chi è “eretto”!
Quanti di noi siamo eretti? Certi e sicuri di non sbagliare mai? Di fare sempre le cose giuste e di dire sempre le cose perfette e condivisibili con il resto del mondo nei secoli dei secoli?
E gli “sdraiati”? Chi sono li sdraiati di Serra?
Sono quelli che sbagliano, che urlano, che ciabattano, sono i disordinati, i disubbidienti, i maleducati, i nevrotici, gli insolenti, gli apatici, i fancazzisti, gli stanchi, insomma i giovani odierni!
I giovani adolescenti non hanno le ombre che si adagiano al suolo ma è tutta la loro persona e il loro essere che si sdraia, sono “divanizzati”, sono gli appollaiati che si connettono col mondo solo se sdraiati, con le dita impegnate su una tastiera alla ricerca di domande e risposte nel web, mentre altre dita contemporaneamente sfogliano un testo scolastico e altre ancora fanno zepping tra un reality e un altro, masticano merendine e spargono cenere di sigarette ovunque stando sempre sdraiati, connessi con le cuffie di un ipod e sempre meno collegati con la realtà.
L’involuzione della specie o l’evoluzione della società di domani?” E forse un po’ di responsabilità e’ anche nostra. Per questo sconsiglio le lapidazioni mediatiche.
E poi, mi perdoni il papà, ma soprattutto il politico, se gli faccio notare che quei ragazzi del 99, 1999, saranno, magari, suoi potenziali elettori, o anche no, fra appena un anno. Spero siano dotati di buona memoria. Infine mi permetto di utilizzare un post che ho trovato sulla sua pagina facebook per trarre la morale. È una frase del principe De Curtis alias Totò. Lasciamo a lui, il fustigatore si Loano, il compito di scegliere a quale delle tre categorie ritiene di appartenere

Morale per gli intolleranti: l’ignorante parla a vanvera, l’intelligente parla poco, o’ fesso parla sempre.
“Alzi la mano chi è “eretto”!
Quanti di noi siamo eretti? Certi e sicuri di non sbagliare mai? Di fare sempre le cose giuste e di dire sempre le cose perfette e condivisibili con il resto del mondo nei secoli dei secoli?
E gli “sdraiati”? Chi sono li sdraiati di Serra?
Sono quelli che sbagliano, che urlano, che ciabattano, sono i disordinati, i disubbidienti, i maleducati, i nevrotici, gli insolenti, gli apatici, i fancazzisti, gli stanchi, insomma i giovani odierni!
I giovani adolescenti non hanno le ombre che si adagiano al suolo ma è tutta la loro persona e il loro essere che si sdraia, sono “divanizzati”, sono gli appollaiati che si connettono col mondo solo se sdraiati, con le dita impegnate su una tastiera alla ricerca di domande e risposte nel web, mentre altre dita contemporaneamente sfogliano un testo scolastico e altre ancora fanno zepping tra un reality e un altro, masticano merendine e spargono cenere di sigarette ovunque stando sempre sdraiati, connessi con le cuffie di un ipod e sempre meno collegati con la realtà.
L’involuzione della specie o l’evoluzione della società di domani?” E forse un po’ di responsabilità e’ anche nostra. Per questo sconsiglio le lapidazioni mediatiche.
E poi, mi perdoni il papà, ma soprattutto il politico, se gli faccio notare che quei ragazzi del 99, 1999, saranno, magari, suoi potenziali elettori, o anche no, fra appena un anno. Spero siano dotati di buona memoria. Infine mi permetto di utilizzare un post che ho trovato sulla sua pagina facebook per trarre la morale. È una frase del principe De Curtis alias Totò. Lasciamo a lui, il fustigatore si Loano, il compito di scegliere a quale delle tre categorie ritiene di appartenere

Morale per gli intolleranti: l’ignorante parla a vanvera, l’intelligente parla poco, o’ fesso parla sempre.
Il Max Turbatore


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