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Teatro Stabile: una stagione “Pop” per rientrare nei teatri di interesse nazionale

La nuova stagione del Teatro Stabile di Genova punta a rientrare nei teatri di interesse nazionale. Per questo motivo il cartellone illustrato oggi a Tursi rivela alcune sorprese: Cervantes conquista i Palazzi dei Rolli, mentre tra i protagonisti spiccano Bollani, Riondino e Ovadiastabile

<Sarà un cartellone piuttosto “pop” quello della stagione 2016/2017 del Teatro Stabile di Genova, che avrà sul palco artisti come Michele Riondino, Filippo Timi, Pippo Delbono, Dapporto e Solenghi, Stefano Bollani, Massimo Popolizio, Glauco Mauri e Roberto Sturno, Marco Paolini, Moni Ovadia, Elisabetta Pozzi e Stefano Massini, fino a un grande spettacolo per il quattrocentenario dalla morte di Cervantes ad aprile 2017, extra teatro nei Palazzi dei Rolli> – spiega Gian Enzo Duci, presidente del Teatro Stabile di Genova che oggi in commissione a Palazzo Tursi ha parlato del programma -. Per festeggiare il sessantacinquesimo compleanno dello Stabile dal 17 al 22 ottobre 2016 Genova sarà animata da una serie di manifestazioni fuori dal teatro, un evento di animazione in piazza Borgo Pila, una mostra in un grande magazzino che ha avuto come dipendente una famosa attrice passata dallo Stabile e due flash mob ideati dai giovani della scuola teatrale. <Stiamo lavorando per ritornare nel 2018 un teatro d’interesse nazionale>, sottolinea Duci ricordando che <dal 2016 tutti i turisti che arrivano a Genova in un albergo hanno l’accesso al cartello teatrale con uno sconto sugli spettacoli e l’offerta promozionale è estesa a tutti i convegnisti>. Da alcuni mesi il Comune di Genova ha messo a disposizione del teatro la nuova bacheca in cima a via XX Settembre per far conoscere la programmazione a tutti i cittadini. Inevitabilmente si è discusso anche della situazione del teatro: chiuso il bilancio 2015 e impostato quello del 2016, ma i fondi nazionali scarseggiano a causa dell’inserimento nei teatri di interesse culturale e non nazionale. Per questo motivo la programmazione è stata studiata a tavolino puntando a un cartellone di interesse nazionale. <I parametri richiesti sono 240 rappresentazioni, 15 mila giornate lavorative e oneri sociali per almeno un milione di euro. L’obiettivo è stato raggiunto, e oggi siamo il quarto teatro italiano per riconoscimento del Fus. L’elemento che ci ha fatto mantenere la posizione è l’eccellenza della nostra struttura. A livello nazionale non siamo simpatici – ha concluso Duci – forse non ci siamo venduti bene: per esempio, in questi giorni abbiamo la rassegna di drammaturgia contemporanea. Ebbene i critici nazionali non vengono a Genova a vederla, con la scusa che la nostra sarebbe la città peggio collegata d’Italia. Però si recano in centri molto più piccoli>. Insomma, le difficoltà non sono mancate. Anche il direttore del teatro Angelo Pastore ha sottolineato come sia stato complesso andare avanti senza i fondi destinati ai teatri di interesse nazionale e senza quelli di Provincia e Carige: <Si sono fatte molte cose pur con meno risorse, con programmazioni nazionali e internazionali in coproduzione con importanti drammaturghi e con altre città>. In questa stagione, ha poi detto Pastore, sono inserite nove produzioni in sede e nove in tournée con un 80 per cento di interpreti usciti dalla scuola del Teatro Stabile. <Dal punto di vista organizzativo – ha proseguito Duci – abbiamo messo mano agli strumenti di governance, con la riorganizzazione della struttura interna e la chiusura del bilancio 2015, pur privati delle risorse di Carige e Provincia. La riorganizzazione interna ha previsto il pensionamento senza reintegro e un’attenzione particolare alla scuola di recitazione, che negli ultimi 20 anni ha sfornato moltissimi attori che lavorano anche a livello nazionale. Nostro obiettivo è quello di ottenere, per l’anno prossimo, il riconoscimento come teatro di interesse nazionale e conquistare segmenti di pubblico che attualmente non frequentano lo Stabile>.

1 Commento su Teatro Stabile: una stagione “Pop” per rientrare nei teatri di interesse nazionale

  1. Attilio CUCCHI // 10 giugno 2016 alle 23:12 // Rispondi

    Che vuol dire teatro pop? Vietati Schiller, Moliere, Pirandello, Cechov? Spero di vedere nei giornali di domani il programma, se è come penso forse vedrò solo Mauri. Ripetere un pò di Schnitzler no?

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