Storia 

Ancore e cannone post medioevale: sarà possibile immergersi e vederli sul fondo del mare

Accordo tra Capitaneria e Soprintendenza per aprire il sito alle visite su richiesta di centro di immersione o diving

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I reperti archeologici, oggetto della speciale tutela assicurata dal Regolamento e dalla relativa Ordinanza della Capitaneria di porto di Genova, giacciono su una piattaforma sottomarina compresa tra i -30 e i -37 m di profondità a circa 2 miglia al largo di Bogliasco. Si tratta di due grandi ancore in ferro forgiato (lunghezza totale 2,80 m), incagliate nel gradone roccioso e di un cannone in ferro con culatta sferica: la lunghezza totale (2,60 m) ed il calibro (10 cm) permettono di identificare il pezzo di artiglieria con una mezza colubrina. Tutti i reperti, pur se non ancora databili con certezza storica, dovrebbero risalire agli inizi del XVII secolo, in attesa di ulteriori approfondimenti e in relazione alla diffusione dell’artiglieria ad avancarica in ferro colato, che diviene generalizzata proprio a partire da quell’epoca storica.
Oggi, 9 giugno, alle ore 11.00 nella Sala 7 maggio della Capitaneria di porto di Genova, sarà firmato dall’ammiraglio Giovanni Pettorino, comandante della Guardia Costiera ligure e da Vincenzo Tiné, soprintendente per i Beni archeologici della Liguria, un regolamento che disciplina le modalità di rilascio ai centri di immersione o diving che ne faranno richiesta dell’autorizzazione a visitare il sito al largo di Bogliasco, ove sono state rinvenute due ancore ed un cannone di epoca post medioevale.

Dopo la loro scoperta, avvenuta nel 2014 a seguito di una segnalazione da parte della Procura di Genova, il sito è stato oggetto di una preliminare campagna di rilevamento da parte del Servizio Tecnico di Archeologia Subacquea della Soprintendenza Archeologia della Liguria, in collaborazione con il nucleo sommozzatori della Polizia di Stato di La Spezia. La firma del Regolamento di disciplina della fruibilità di quei reperti, sarà altresì, occasione per ricordare il compianto Ispettore dello stesso Nucleo Sub della P.S. Rosario Sanarico, scomparso recentemente in servizio a Padova, che ha coordinato in occasione del rinvenimento le operazioni di ricerca subacquee.

Sarà presente il neo Sindaco di Bogliasco Gianluigi Brisca, che ha già manifestato l’entusiasmo della nuova amministrazione comunale per l’importante iniziativa, capace di rendere ancora più attrattivo il suo comune.

Il Regolamento di disciplina del sito di Bogliasco si inserisce in una progetto più ampio che vede una stretta collaborazione tra la Soprintendenza Archeologia e la Direzione Marittima della Liguria, insieme alle Amministrazioni locali, volta alla tutela e alla valorizzazione del grande patrimonio archeologico subacqueo della Liguria. Iniziata e codificata nel 2014 sui fondali ed i relitti romani di Albenga, la procedura di apertura alla subacquea ricreativa dei siti di interesse archeologico si sta gradualmente diffondendo sull’intero territorio regionale (Bogliasco, Portofino, S. Stefano al Mare e Lerici).

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