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Vespasiani, emergenza igienico-turistica. Addio a quello di Caricamento

Sarà rimosso perché porta troppo degrado in zona, dove arrivano i pullman dei turisti. Boccaccio (M5S) incalza: la maggior parte delle latrine è in pessime condizioni. L’impegno dell’assessore Porcile

servizi-igienici-strani_600x450(Un singolare wc installato a New York)

di Monica Di Carlo

Andrea Boccaccio
, consigliere comunale del M5S, lo sa che il tema susciterà ilarità tra i colleghi della Sala Rossa di Tursi. E un po’ ci scherza anche lui prima di ricordare, serissimo, che i vespasiani genovesi <sono in gran parte inutlizzabili> e che sarebbe meglio metter mano alla situazione, anche alla luce del fatto che <l’età media dei cittadini è alta> e di pari passo aumenta il bisogno dei medesimi di ricorrere alla latrina. C’è poi il “fattore turisti”, sì, quelli che scendono dai pullman in piazza Caricamento e la prima immagine della città che hanno è una fila di cassonetti con, a lato, una maleodorante latrina, quella di Caricamento.
È qui che l’assessore competente (non sembrerà bello dirlo, ma è tecnicamente così) Italo Porcile annuncia che l’odiatissimo vespasiano “fronte Expo” sarà, vivaddio, rimosso. Ci sono voluti diversi incendi (presumibilmente appiccati da chi intendeva rafforzare il concetto dell’urgenza di spostarlo), millemila mugugni dei residenti, e altrettanti schifatissimi “oh, my god!” dei visitatori a far prendere una decisione attesa da tempo. Il wc vecchia maniera, con le paratie di metallo, il pavimento da lavare a sguazzo (ma bisognerebbe farlo 6 volte al giorno per come la gente lo concia) e quel caratteristico odore, appunto, di gabinetto pubblico che pervade la piazza raggiungendo anche le narici delle persone sedute dei dehors dei ristoranti ha le ore contate. E speriamo che siano poche.

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(Uno dei frequenti roghi dei cassonetti accanto alla latrina di Caricamento)

<Procederemo alla rimozione – assicura Porcile – perché porta degrado a Caricamento, proprio dove arrivano i turisti. Diciamo che la scelta della precedente giunta che lo fece installare non fu proprio felicissima>. Alla buon ora, cioè dopo 4 anni di crociata di abitanti ed esercenti della zona, la giunta Doria lo ha capito. A Porcile però bisogna concedere l’attenuate di essere stato nominato poco più di un anno fa.
Un passo avanti, dunque, ma non dei migliori, perché rimuovere i vespasiani non vuol dire risolvere il problema soprattutto, ricorda Boccaccio, nelle aree turistiche, dove frotte di turisti appena scesi dal torpedone, ben prima di chiedere dove sono musei e Acquario, chiede dove è la prima toilette disponibile. Che fare, allora. Boccaccio, evidentemente ispirato dall’argomento, sciorina le esperienze “in Italia e in Europa”. Prima fra tutte quella di Cannes, che ha trasformato i wc in supporti per opere d’arte. Altro che Genova, dove <bisogna recuperare la rete sul territorio che è in gran parte inutilizzata e inutilizzabile, con toilette abbandonate o murate>. In fin dei conti, Cannes <è una città simile alla nostra, sensibile alla cultura>. Certamente al decoro. Fatto sta che lì la multa per chi fa pipì all’aperto è di 180 euro e non di 50 come a Genova e le multe arrivano davvero, non come nella movida di casa nostra che trasforma metà centro storico in una latrina, ma in Francia le toilette ci sono e sono la succursale dell’inferno.

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L’assessore dice di avere a cuore l’argomento e di aver chiesto ai suoi uffici un “censimento”, <una fotografia precisa dello stato manutentivo dei gabinetti pubblici, che sono 110>. Tanti, ma non abbastanza per soddisfare le esigenze di un popolo di santi, poeti navigatori e deboli di prostata per raggiunto limite d’età. Quelli del centro e di Staglieno vengono puliti tutti i giorni, spiega al consiglio Porcile. Gli altri, due o tre volte la settimana, a seconda dell’esigenza. Esiste persino una sorte di “unità di crisi”, una squadra di pronto intervento dotata persino di autospurgo, che interviene in casi di intesamento che è meglio in questa sede non dettagliare troppo. Oltre ai vecchi vespasiani dal look tradizionale (paratie in metallo o in cemento) ci sono anche 15 wc autopulenti, cioè gli unici che possono essere frequentati dalle donne, numericamente discriminate su un tema così delicato. <Attualmente, solo uno di questi non  agibile a causa della chiusura della fornitura dell’acqua> spiega l’assessore. E forse è meglio non chiedersi perché sia stata tagliata l’acqua a un gabinetto pubblico.
Sulla potenzialità artistica (e quindi turistica) delle toilette pubbliche l’assessore non perde l’occasione per fare un discorso di quelli che cominciano come uno di quei dibattiti  pubblici che, nel corso della festa dell’Unità, spaziano dall’importanza strategica del Mekong in Indocina al “partito di lotta e di gorverno”. <In questo quadro – dice serio serio – bisogna aprire una riflessione sulla possibilità di valorizazione artistica>. Poi, probabilmente, si rende conto che si sta parlando di gabinetti e scende sul concreto: <Senza stare a guardare a Cannes, città che col festival del cinema ha una sua possibilità di attenzione e di richiamo dei turisti – conclude – si può pensare a un progetto simile a quello di Napoli che ha sfruttato piccole forme di creatività giovanile. Avremo anche noi i nostri (più o meno) artistici vespasiani, dunque. E chissà ce non ce ne scappi qualcuno per il centro storico, dove son spariti quasi ovunque. Porcile ha una certezza: <fornire un servizio di qualità, il più diffuso possibile e in maniera capillare>. Un impegno concreto: più cessi per tutti.

 

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3 thoughts on “Vespasiani, emergenza igienico-turistica. Addio a quello di Caricamento

  1. Qui a Roma,solo contando sulla gentilezza di qualche barista,si può usare il wc senza pagare e in caso di bisogno impellente,a meno di non trovarsi in un ospedale o in una biblioteca.Poi ci sono le scuole e le università,ma io dico,se sei un povero Cristo che,nel mentre di una camminata o dopo una visita medica,ti trovi nell’ urgenza,paghi o devi sapere dove andare.
    Almeno fateci espletare gratis…

  2. A parte al porto antico dove c’è un ottimo servizio pubblico io non saprei dove altro andare se non in un bar, dietro pagamento di un caffè (almeno).

    1. Veramente i Comuni dovrebbero provvedere affinchè l’ andare in bagno sia gratuito.Mi sembra fuori dal mondo il dover fare pagare per defecare ed urinare,ormai ci stiamo abituando a cacciare i soldi anche per cose che ci spetterebbero di diritto e del tutto naturali.
      I

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