Nozze fra Pd e grillini. Il clima è cambiato, ma nemmeno troppo
C’è il mitico pulmino giallo della Cgil di Savona. Una specie di simbolo per la classe operaia. Poi c’è. Bruno Spagnoletti, storico rappresentante del sindacalismo nel ponente ligure, ma non solo. Responsabile economico della Cgil sino a quando, due anni fa fece imbestialire Susanna Camusso. Aveva preferito presenziare a una convention alla Leopolda che si sovrapponeva ad una manifestazione di piazza a Roma con tanto di partecipazione della leader del sindacato. Ne era seguita una mielosa lettera in cui gli si dava il benservito. Ma Spagnoletti pare essere sempre stato una persona abituata a non lasciarsi suggestionare e a dir la sua. Tanto che è’ stato persino denunziato dalla commissione di garanzia del Pd.
Poi c’è l’archeologo prestato alla politica, savonese e consigliere regionale, che da queste parti e’ di casa.
C’è ancora chi celia cercando di tirare il consigliere Giovanni Lunardon per la giacchetta. Qualcuno Vedendo il Wolkswagen transporter postato dall’ex segretario regionale sulla sua pagina facebook e mitizzato quasi come le fugassette (“Il mitico pulmino giallo della Cgil di Savona, sempre presente ad ogni manifestazione. Pulmino di lotta”) getta li’ un dilemma “Di lotta o di Governo?”. Tanto per solleticarlo un po’ visto che il nostro politico-archeologo appartiene alla minoranza dem. Ma il Giuva non si fa incantare e ribadisce “Di lotta”, come a prendere ulteriori distanze dal premier.
Infine, oltre a tanti lavoratori imbestialiti perché rischiano di perdere il posto di lavoro, c’è’ Andrea Melis, altro consigliere regionale, ma del MoVimento Cinque Stelle. La manifestazione con tanto di corteo e’ quella di lunedì a Savona dove il comparto industriale protestava per la situazione occupazionale, sempre più a rischio sul nostro territorio.

Bruno Spagnoletti e’ il celebrante di una unione civile che non ti aspetteresti, specie di questi tempi in cui fra rappresentanti dei due gruppi politici, fra scandali e scandaletti, dall’una e dall’altra parte, si sono accese polemiche e sono pure volati insulti. Ma Giova, tenetelo presente, è rappresentante della minoranza, quella che per bocca di Gianni Cuperlo ha fatto sapere al ministro Dario Franceschini che non erano disponibili a sentirsi fare la morale.
Ed è proprio l’esperto sindacalista che parlando di unità nelle diversità, termine che si presta a qualche equivoco, unisce in metaforico matrimonio l’esponente dei dem e quello del M5S. A farli innamorare, galeotta, pare sia stata proprio al trattativa per la Tirreno Powers. Spiega don Spagnoletti, postando una immagine sulla sua pagina social condivisa da Lunardon “Se è cambiato il clima attorno a Tirreno Power, se oggi Savona dice all’unisono che si deve uscire dalla servitù del carbone e avviare una riconversione negoziata, salvando filiera e occupazione… Gran merito va a questi due ragazzi del Pd e dei 5 Stelle”.
E proprio don Bruno Spagnoletti compare nella foto fra i due consiglieri regionali, stregati dal colpo di fulmine “Tirreno Power”, quasi si trattasse del sacerdote che li ha uniti in matrimonio. Spiega ancora il sindacalista, entrando nel merito della trattativa ” Prima svolta il 3 giugno alle 10, tavolo negoziale in Regione Liguria e il 16 giugno incontro con il governo al tavolo del ministero dello sviluppo economico sul caso industriale Savona Tirreno Power, Bombardier, Piaggio”.
Insomma la crisi industriale savonese come il libro galeotto che fece innamorare Paolo e Francesca ha fatto scoccare la scintilla fra Lunardon e Melis, una relazione, che però non unisce anche i due gruppi consiliari, al contrario si limita ai due esponenti dei partiti tradizionalmente in lotta per assicurarsi la supremazia all’interno della minoranza. E, soprattutto, con questo clima di campagna elettorale.
A guardar bene la pagina social di Lunardon, infatti, si incappa nella ripresa di una notizia che ha creato un certo turbamento in casa grillina. Riguarda l’ex candidata alla presidente della Regione Del M5S Alice Salvatore. La pasionaria grillina ha dovuto profondersi in scuse dopo una minaccia di querela da parte della Parmalat, tirata incautamente in causa durante la polemica per il latte gettato dai produttori genovesi. C’è la foto di un titolo di giornale che dice “Latte: le scuse dei Cinque Stelle a Parmalat. Marcia indietro del Movimento 5 Stelle, attraverso la sua portavoce in Regione, Alice Salvatore”.
E sulla bacheca di Leonardon i litigi riprendono. La pace durerà, forse, lo spazio di un rinfresco. Anche perché, a quanto pare, come accade per i dem, le diverse anime in casa 5 Stelle hanno stipulato un armistizio in vista dell’appuntamento delle urne. Poi riprenderanno a sopportarsi, senza fare nulla per condividere un futuro in comune. Come accade per i separati in casa.
Il Max Turbatore



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.