Movida, Torino accorcia l’orario dei locali come Genova
Identico il sistema: l’ordinanza del Sindaco. Entusiasti gli abitanti della prima zona dove il provvedimento è stato testato e ha dato subito risultati. Cosa cambia rispetto a Genova? L’intervento massiccio delle forze di polizia

Come a Genova gli abititanti hanno chiesto l’accorciamento degli orari dei pubblici esercizi e, come qui, l’hanno ottenuto. Ora i residenti del quartiere di San Salvario, a Torino, sono soddisfatti perché il problema si è subito ridotto (a differenza di quanto è accaduto nella Superba) e la scure sull’orario di chiusura calerà anche in altre zone. L’ordinanza è configurata proprio come a Genova e riguarda la salute e il diritto al lavoro degli abitanti. Perché nel capoluogo piemontese la misura funziona e riceve il plauso della popolazione mentre a Genova non ha immediatamente dato i frutti sperati. A leggere la pagina de “La Stampa”, i locali delle zone su cui si tenta di recuperare vivibilità dovranno chiudere all’una dalla domenica al giovedì e alle 2 negli altri giorni, esattamente come è stato imposto dall’ordinanza del Sindaco. L’unica discrepanza tra i due progetti è la presenza di forze di polizia, che nei nostri carruggi non si sono visti, salvo interventi a spot, utili ad arrestare spacciatori e rapinatori, ma non a “spegnere” il chiasso generato dai ragazi ubriachi. Gli abitanti e gli operatori regolari dell’area della movida chiedono da tempo proprio questo, i controlli, che invece non si vedono, mentre a Torino sono state previsti servizi interforze composti da poliziotti, carabinieri e agenti di polizia municipale. Per la pm, ci sarebbero i 208 mila euro per gli straordinari inseriti in un emendamento al bilancio presentato nelle scorse settimane da Enrico Musso e approvato col parere favorevole del Sindaco e della Giunta, ma senza l’aiuto delle altre divise sarà tutto inutile.


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