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Guerra degli ungulati tra Tursi e De Ferrari, la competenza logora chi ce l’ha

Interpellanze in Comune. L’assessore Porcile: <Non tocca a noi, ma se ci danno mezzi e strumenti se ne può parlare. L’abbattimento è una scelta sbagliata>. In Regione il M5S critica Mai: <Non tutela gli agricoltori e favorisce la lobby della caccia>

cinghiali strisce
di Monica Di Carlo

I cinghiali “calano” su Tursi e, più precisamente sula Sala Rossa del consiglio Comunale, dove Alberto Pandolfo (Pd), Enrico Musso (Lista Musso) e Stefano Balleari (Pdl) hanno presentato tre diverse interrogazioni sulla rovente situazione degli ungulati che ormai scendono sempre più a valle e non ci sarebbe da stupirsi se davvero un giorno li si vedesse passeggiare in via Garibaldi. All’ultimo, Musso s’è sfilato dall’intervento (che sia da interpretare come un segnale della tanto favoleggiata possibile intesa con la giunta Doria?) e a chiedere ragione dello scorrazzare dei selvatici sono rimati gli altri due consiglieri. Entrambi hanno seguito, in questi giorni, mugugni, polemiche e fazioni l’un contro l’altra armate: animalisti integralisti e cacciatori più che possibilisti quando si parla dell'”opzione sterminio”, vagheggiata (con altre parole) dall’assessore regionale alla caccia Stefano Mai. Certamente hanno notato entrambi sui social la foto dei cinghiali che attraversano ordinatamente sulle strisce davanti all’Albergo dei Poveri, una divertente casualità che ha portato il popolo della rete a chiosare ironicamente sull'”educazione” degli ungulati, ben superiore, almeno all’apparenza, rispetto a quella di certi “bipedi”. Entrambi hanno letto, però, anche gli articoli sulla zuffa tra ungulati e pitbull a oregina che ha visto avere la peggio un cucciolo di cane, ferito al ventre dalle zanne dei selvatici. E se un giorno succedesse agli umani di essere oggetto delle attenzioni poco delicate degli ormai onnipresenti cinghiali che ora nutrono a pagnotte, determinandone la più frequente calata alla ricerca del cibo e rimediando multe dagli agenti di polizia municipale che nelle ultime settimane si dividono tra viabilità e attività di “pastorizia” dei selvatici, non avendo alcuna competenza sulla gestione della fauna?
L’assessore alla Tutela e al benessere degli animali (perché tra le competenze del Comune non c’è la caccia) Italo Porcile ha approfittato del destro porto dai consiglieri per chiarire una volta per tutte che i cinghiali, se non per gli aspetti pratici di viabilità e di sicurezza per cittadini e animali di affezione, sono fattacci di tutti fuorché suoi. Sì, perchè la competenza originaria era della fu Privincia, ereditata in parte dalla Città Metropolitana e in parte dalla Regione. In ballo c’è anche il personale della polizia provinciale e la strumentazione in dotazione. Oggi, ogni volta che si presenta il problema, c’è da pregare che le gabbie di cattura siano disponibili e non si capisce perchè a volte lo siano e altre no. Fatto sta che il gioco dello scaricabarile tra istituzioni è uno sport che pare essere molto in voga, a tutto danno sia dei cittadini sia degli animali che non sono stati contenuti a tempo debito, si sono riprodotti a dismisura e da tempo sono costretti a “uscire” della aree boschive per cercare cibo, sia dell’incolpevole non-competente assessore Porcile che lamenta una tempesta di telefonate al proprio mumero telefonico ogni qualvolta un cinghiale mette lo zoccolo sull’asfalto cittadino.
Per questo, in consiglio Porcile, dopo essersi tolto il sassolino delle competenze dalla scarpa, ha invocato <un tavolo serio> dove, finalmente i soggetti coinvolti la smettano di ciurlare nel manico e affrontino il problema. Un’nizitiava, peraltro, auspicabile per una miriade di termi sui quali, invece, le tre istituzioni (ma soprattutto Comune e Regione, di segno politici opposto) stanno combattendo una battaglia all’ultimo selfie sui social per scaricare le colpe e attribuirsi meriti passati e presenti. È la campagna elettorale, bellezza!
Per tornare all'”invasione ungulata”, l’unica cosa certa è che il Comune non ha la benché minima competenza nè sul problema attuale né sulla futura prevenzione. Al massimo, i cantunè possono multare chi dà pane alle bestie e c’è da ringraziare che in questi giorni (in particolare gli agenti del territorio e dell’ambiente) si siano prestati a ricoprire il ruolo non dovuto di guardiani di cinghiali.
In realtà, Porcile si spinge fino a suggerire una soluzione: Tursi potrebbe anche farsi carico di una parte del problema a cui è estraneo se saranno attribuiti uomini e mezzi della polizia provinciale, oggi municipale, in parte in carico a Piazza De Ferrari. <Traferiteci uomini, competenze e risorse – ha detto Porcile – e l’amministrazione comunale si farà carico di diversi interventi>. Prima che davanti a un branco di cinghiali scoppiuna zuffa tra animalisti e cittadini che dei selvatici non ne possono più. Il sistema? Quello del Comune (che, appunto, non ha assessorato alla Caccia, mentre ha competenze sulla tutela) è non cruento, quello che prevede la cattura e il rilascio degli animali in luogo acconcio. <Su questo – ha detto Porcile – esiste un’ordinanza che continuo a difendere e a condividere mentre l’abbattimento non pò essere che l’ultima soluzione possibile perché la modalità cruenta è molto “facile” e sbagliata>.
Sia Pandolfo sia Ballerari, seppur da opposti fronti, hanno auspicato che il famoso “tavolo” sia operativo e agile e hanno ricordato che, comunque, al centro deve esserci la soluzione del problema dei cittadini.
Sul fronte regionale, è il M5S a polemizzare con l’assessore Mai: <Ora che la frittata è fatta e i cinghiali sono diventati un’emergenza cittadina, l’assessore Mai si accorge improvvisamente che nove agenti di polizia provinciale a Genova sono pochi e promette di aumentarli. Ma non era stato proprio l’assessore leghista a ridurli con una scellerata convenzione a termine?> sbotta Marco De Ferrari, consigliere pentastellato. <Sono mesi che chiediamo alla maggioranza di approvare la nostra proposta di modifica alla legge regionale per garantire un maggiore presidio sul territorio – si legge in una nota di De Ferrari -. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. E ora che il presidio sul territorio è stato smantellato, chi tutelerà gli agricoltori? L’assessore Mai relazioni subito sui motivi di questi assurdi provvedimenti. Vuole davvero tutelare gli agricoltori? Oppure la Lega, come è uso e costume del Partito dal colore verde ruspante, ha creato ad arte il massimo disagio possibile ai nostri agricoltori con il solo scopo di tutelare la lobby dei cacciatori così cara al Carroccio?>. Il consigliere del M5S ricorda che la ricerca scientifica ha trovato il modo di salvare capra e cavoli, <le esigenze delle attività umane e il rispetto degli animali> e che questo verrebbe ignorato a tutto vantaggio <del partito delle doppiette>.

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