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Ecco come potrebbe cambiare l’ordinanza della movida. L’ultima parola ora spetta al Sindaco

via san donato movida

di Monica Di Carlo

Ordinanza movida, terminati gli incontri tra amministrazione comunale (gli assessori al centro storico e al commercio Emanuele Piazza e alla legalità Elena Fiorini), i rappresentanti dei circoli (le associazioni di riferimento, come l’Arci) e le associazioni di categoria dei pubblici esercizi (Fepag Ascom e Fiepet Confesercenti), si va verso una soluzione che trasformi il provvedimento da fonte di polemiche a soluzione condivisa, alla luce del fatto che il problema di vivibilità esiste e sta diventando sempre più una questione di ordine pubblico. Al di là delle minacce di ricorso, pare che la giunta non voglia farne una questione di principio rispetto alle misure prese oltre al regolamento di convivenza tra abitanti e attività economiche e di svago, cioè all’ordinanza, ma che punti a mettere assieme un provvedimento a cui tutti collaborino, se occorre anche facendo qualche sacrificio e, per la stessa amministrazione, qualche passo indietro, perché credono e puntano sul risultato partendo dal presupposto nel centro storico, durante la movida, la situazione è sempre più difficile e ormai drammatica, con bande di ragazzi ubriachi che si affrontano in risse, assaltano i portoni, tirano sassi alle finestre, impediscono alla popolazione di vivere e agli esercenti corretti di lavorare nel migliore dei modi. Se si partirà tutti da questo presupposto, cioè dall’esistenza di un problema grave che rischia persino di peggiorare nei prossimi fine settimana. forse si potrà cominciare a metter mano veramente al problema.
Mentre il circolo 262 di via delle Grazie aggira l’ostacolo-rumore organizzando una serata di silent disco che gli permetterà di tenere aperto e di ballare venerdì sera, le associazioni che sono portavoce dei club hanno chiesto di poter tornare a fare musica dopo mezzanotte e ad oltranza. Gli abitanti si chiedono perché un circolo debba per forza far cultura musicale tra l’una e le 6 del mattino e non possa anticipare gli orari, i circoli continuano a difendere la loro posizione. Tutti quanti, per rispettare le reciproche esigenze (tenendo conto che il riposo e il benessere sono garantiti dalla legge e la musica a tarda notte no) e permettere che i provvedimenti cominciassero ad avere effetto dovrebbero, appunto, fare un passo indietro. La soluzione che potrebbe salvare capra e cavoli potrebbe essere di concedere la musica fino al termine della somministrazione, ma per questo servirebbe l’impegno dei circoli a rispettare ogni norma sul rumore.
Per quanto riguarda i locali, le categorie hanno chiesto di riportare l’orario di chiusura alle 2 dalla domenica al giovedì (per il venerdì e il sabato questo orario è già garantito), ma pare più probabile che in questo caso il passo avanti del Comune sia quello di cambiare nell’ordinanza le parole “orario di chiusura” con “orario del termine della somministrazione“. Tra gli aggiustamenti da fare, anche la regolamentazione dell’orario di apertura, perché ora come ora i bar, pur dovendo chiudere all’una (o alle due nel fine settimana) non sono soggetti a regole per quanto riguarda l’ora in cui rialzare la saracinesca. In sostanza, potrebbero aprire all’una e un quarto e continuare a oltranza.
Altra richiesta dei locali è quella di includere  (così come già fatto sin dall’inizio per piazza De Ferrari) il Porto Antico nella zona rossa dei divieti. Questo per evitare il viavai di gente tra carrugi ed Expo, ma anche per evitare che chi deve chiudere sia penalizzato rispetto a chi, pochi metri più in là (in luogo dove non ci sono case), può tenere aperto. Solo poche decine di metri separano certi locali del porto Antico da quelli che stanno all’esterno.
Nell’attesa che l’amministrazione decida su questa richiesta, c’è già la certezza che Tursi includerà i chioschi di via della Mercanzia nella mappa dell’ordinanza. Erano rimasti fuori solo per un errore di perimetrazione degli uffici.
Prendendo tutti i provvedimenti assieme, modificando l’ordinanza, sarà forse possibile creare consenso unanime e consapevole attorno a un provvedimento che da tempo una parte dei cittadini chiede e che per funzionare ha bisogno di sinergie tra amministrazione, operatori, circoli e frequentatori. Per adesso, la polizia municipale ha girato per le attività commerciali e di somministrazione per informare tutti delle nuove regole, da stasera partiranno i controlli.
Detto questo, ora l’ultima parola spetta al sindaco Marco Doria che ha deciso di avocare a sè la decisione definitiva che sarà presa alla luce delle indicazioni degli assessori che al provvedimento lavorano da mesi.
Certo è che bisognerebbe che finalmente tutti quanti, forze dell’ordine comprese, cominciassero a prendere atto del fatto che i fenomeni di disturbo (sempre più spesso violenti da parte dei ragazzi che al chiasso senza orario e senza limiti, aggiungono ormai di frequente comportamenti violenti, come assalto ai portoni e sassate alle finestre di chi osa protestare) non sono solo legati ai locali, ma sono sempre più spesso “autogenerati” da grossi gruppi di giovani che l’alcol se lo portano da casa. Insomma, senza un controllo dell’ordine pubblico che si aggiunga a quello annonario degli agenti del Reparto Commercio, tutto potrebbe essere inutile. I cittadini, ormai spaventati, si sentono ostaggio di questi ragazzi senza educazione e chiedono all’amministrazione di intervenire nei confronti di polizia, carabinieri e finanza. Perché non accada più che la richiesta di aiuto ai numeri di emergenza delle forze dell’ordine cada nel vuoto come viene sempre più spesso denunciato dai residenti.

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