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Movida, coprifuoco, ma non per tutti. E a Matteotti cominciano i bivacchi

I circoli Quaalude e 262 di mura delle grazie chiudono. Il primo lancia anche una petizione online da inviare al Sindaco

Alle 3,10 di notte il bar “La Superba” è aperto e affollatissimo. Locale stipato e tavolini esteni pieni con bicchieri di birra e vodka lemon. Una vera beffa per tutti i titolari di pubblici esercizi che hanno rispettato l’ordinanza del sindaco e alle 2 (orario di venerd’ e sabato) hanno tirato giù le saracinesche, magari pregando i clienti di alzarsi dai tavoli. Questo locale di piazza De Ferrari da tre sere (l’ordinanza è in corso di validità da giovedì) continua a stare aperto giorno e notte. I ragazzi comprano da bere e si spostano nel centro storico. È del tutto evidente che senza i controlli lordinanza ha efficacia solo per i locali virtuosi, che vengono doppiamente penalizzati, dalla chiusura e dalla concorrenza sleale.

 

Intanto, in piazza Matteotti i ragazzi preparano la “resistenza” ai divieti: bivaccano nella piazza dove non manca nemmeno un concertino

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I circoli

<Stiamo tentando di capire cosa fare: non possiamo per natura del locale seguire la normativa nè rimarremo fermi senza combattere: purtroppo non possiamo procedere ad un ricorso perché deve farlo l’associazione che ci rappresenta e che incontrerà martedì l’assessore competente per capire come comportarsi>: questo il messaggio del circolo Quaalude in via Mura delle Grazie ai propri frequentatori. <L’anticostituzionalità (incostituzionalità n. d. r.) di questa ordinanza è compresa da tutti ma loro sono il potere e fanno quello che vogliono, agevolando forse inconsciamente la loro Porto Antico Spa che non ha mai raccolto successi nel corso dei decenni che sopravvive con i nostri soldi. Domani sera (stasera per chi legge) dopo un’attenta valutazione potremmo aprire, per l’ultimo concerto>.
Più sobrio il “262”, sempre in Mura delle Grazie: <A seguito della circolare ricevuta dal Comune di Genova relativa all’ordinanza anti movida, il club questo weekend resterà chiuso in attesa di sviluppi. Ci scusiamo per il disagio>.

La petizione

Intanto sul web gira una petizione lanciata proprio dal Quaalude che rilancia la “questione Porto Antico”, che rilancia, allo scoperto, quello che molti gestori sussurrano, ma non hanno il coraggio di dichiarare mettendoci la faccia. L’Expo, molto vicino alla “zona rossa alcolica”, è escluso dai divieti perché intorno non ci sono abitazioni. Ad ogni modo, i locali che si affacciano sul mare sono gli unici a poter tenere aperto quanto vogliono, con la sola limitazione discendente dal codice della strada di smettere di vendere alcolici alle 3.
Nella petizione si leggono alcune inesattezze: l’Expo non è gestito da Tursi, ma da una società partecipata al 51% dal Comune di Genova, al 43,44% dalla Camera di Commercio e al 5,56% dall’Autorità Portuale di Genova; i locali hanno migliorato la vivibilità, ma per portare agli antichi fasti il quartiere bisognerebbe aprire negozi di giorno, senza contare il degrado legato a un certo tipo di movida, irrispettosa degli abitanti che hanno reso vaste aree invivibili; il Qualudde, che ricorda quanto sia difficile  “aprire un locale e mantenerlo combattendo contro tasse e balzelli, multe e ordinanze”, dimentica che non è un locale, ma un circolo e come tale non è sottoposto alla stessa tassazione dei bar e che le multe sono sanzioni, quindi di pagano quando non si sono rispettate le regole. Vi si leggono, però, anche alcune verità: <Perché poi locali a pochi metri dalla zona rossa, peraltro oggetto di chiusure per motivi di ordine pubblico, possono continuare ad esistere? – chiede il Quaalude -. Chi beve lì non può scendere nei vicoli? Le risse avvengono solo ad una determinata latitudine?>. Un limite bisognava metterlo, comunque ed è anche possibile che alcuni dei locali di cui parlano al circolo Qualudde abbiano, in realtà, l’obbligo di chiudere all’una (le due il venerdì e il sabato), ma non lo facciano. Vero è che i circoli hanno l’abitudine di aprire molto tardi, quando i locali chiudono e non di rado la transumanza dei nottambuli tra locali (anche dell’Expo) e circoli ha sempre determinato una scia di baccano nel centro storico.

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