Il ministro, il segretario e tutti quelli della Giulia
Il turbinio di immagini mi ha colpito. Lei è di una sobria eleganza, come sempre. Altezza mezza bellezza, diceva mia nonna. E non ha bisogno, per esempio, di torturarsi i piedi, e le gambe, con quei décolleté con zeppa che aiutano la Maria Elena Boschi a slanciare la sua figura appesantita da quei fianchi matriarcali.
Parlavo di un turbinio di foto, quello che il nostro ministro della difesa Roberta Pinotti ha postato sulla sua pagina Twitter qualche giorno fa, in occasione della consegna al corpo dei carabinieri di due nuove Alfa Giulia fresche di trinca. Foto in cui il portamento altero e regale della nostra concittadina non ha rivali. Non ha nessuna speranza di tenerle testa il ministro dell’interno Angelino Alfano. Troppo secco, alto e smilzo in una giacca esageratamente larga John Elkann, con quell’espressione di perenne studente di super master, ben lontano dal fascino del nonno, l’avvocato Gianni Agnelli. Fuori luogo Sergio Marchionne, con quel suo maglione scuro, che ormai si permettono di indossare, anche in occasioni ufficiali, soltanto lui e il Berlusca. Piccoletto, con volto emaciato e sguardo duro da gangster. Se non fosse Sergio Marchionne, deus ex machina della Fiat, anzi della Fca group, gli daresti la mancia per portarti in camera i bagagli. Unici in scia gli alti ufficiali dei carabinieri con divisa d’ordinanza. Lei, il ministro, osa uno spolverino azzurro di raso su un total black, camicetta e pantaloni, e in mezzo a tanti abiti da cerimonia e divise che virano dal nero al blu, illumina la scena. Unico particolare, ma ho dovuto faticare per averne conferma, lo spolverino azzurro, non è alla prima uscita. Lo ha già indossato in un’altra occasione ufficiale, tanto che compare in un servizio di moda che qualche anno fa le ha dedicato pour femme. It. Quaranta immagini con altrettanti modelli e look in cui il titolare del dicastero della difesa viene descritto così <Roberta Pinotti, sobria e classica, un ministro della difesa dallo stile classico e sobrio. Chic, ricercato, ma mai eccessivo, adatto alla sua età e al ruolo istituzionale. Ecco una carrellata dei look di questa esponente del governo>.
È così alla consegna dei due automezzi e nonostante il parterre de roi è lei a fare la differenza. E sul sito del Ministero della difesa compaiono addirittura sette fotografie, alcune con i due ministri in primo piano, altre del gruppone con i due rappresentanti del governo a braccetto con John. Elkann e Sergio Marchionne. Insomma una giornata epica. Tanto che la Pinotti scrive sulla sua pagina Twitter a commento delle quattro immagini: “Due Alfa Romeo nuova Giulia Quadrifoglio saranno al servizio dei Carabinieri grazie al contributo di Fca Group”. Ma c’è il bastian contrario che non riesce a bearsi solo delle belle e gioiose immagini e cerca di cogliere in fallo il ministro. Paolinopaperin, nomen omen, obietta <Non al servizio del cittadino?>. Ma per mettere in difficoltà la Nostra, imbevuta di tutta la retorica del ruolo, ci vuole altro. Da generalessa risponde “I carabinieri sono al servizio del cittadino”. Lo dice la parola stessa, commenterebbe Nino Frassica. Poi si sente di aggiungere, il ministro: <Serviranno, fra le altre cose, a trasportare organi e sangue>. Con buona pace di Fca Group che una volta, prima dell’avvento di Marchionne, era semplicemente la Fiat di Vittorio Valletta e poi di Gianni Agnelli.
Briciole di una giornata entusiasmante, con una Pinotti, unica donna fra uno stuolo di uomini, quasi si trattasse di una diva. E a giudicare dalla fotografia che posta sul suo sito il segretario particolare del ministro, l’ingegner Alberto Pandolfo – più conosciuto in città come consigliere comunale Pd e presidente della commissione bilancio – lei ne ha tutte le qualità. Meglio di tutte quante l’immagine ritwittata da Formiche news. In cui appare un supremo primo piano del nostro ministro, con quello spolverino in raso azzurro, al volante della nuova Alfa Giulia. Al suo fianco, con un sorriso un po’ alla bugs bunny, il collega Angelino Alfano. La fotografia della sua bella mentore, scelta da Pandolfo sarebbe addirittura perfetta per la copertina di giornale fashionista. O forse per un calendario dell’Arma. Ma come potrebbe essere altrimenti? Il consigliere comunale dal 2008 collabora a diverso titolo a Roma con la Pinotti. Prima come assistente parlamentare, quelli che volgarmente una volta venivano chiamati portaborse, ed oggi è il suo segretario particolare. Uomo da 55 mila euro all’anno. Logico che, dopo otto anni, ne conosca il profilo migliore. Del resto i due, Pinotti e Pandolfo, hanno in comune, oltre all’amore per il running, un imperativo. Pandolfo lo sintetizza sul suo profilo “Sudore viene prima di successo”. Sarà…
Il Max Turbatore



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