Buon compleanno Radio Gazzarra, domani la festa al Teatro Altrove

Di Diego Curcio
“Radio, radio, radio. When i got the music I got a place to go (Radio, radio, radio. Quando ho la musica ho un posto in cui andare)” – Rancid, “Radio”, dal disco “Let’s go”, 1994.
A Genova c’è una web radio libera. Un radio su Internet con decine di programmi in diretta e lunghe ore di musica (bella) che da quasi 5 anni trasmette interrottamente. Naturalmente sto parlando di Radio Gazzarra, la radio di Arci Liguria e Disorderdrama, la cui base operativa è il Teatro Altrove di piazza Cambiaso. Una piccola oasi di libertà creativa e musicale, di cui anch’io faccio parte con il mio piccolo programma sul punk, che domani festeggerà il suo compleanno con un’intera giornata di eventi speciali, proprio all’Altrove. Si parte alle 10 con un corso di web-radio gratuito e aperto a tutti, per imparare i segreti della trasmissione via Internet. E poi, dopo pranzo, via ai dj-set, alle puntate speciali dei programmi del palinsesto, alle interviste e a tanta musica dal vivo nel foyer del teatro. Più che un “party”, un vero e proprio happening, nel cuore del centro storico genovese. Una lunga maratona di musica e parole, dalla mattina alla sera.
Ma al di là del menù di questa giornata particolare, la festa della Gazzarra è un modo in più per ricordare ancora una volta alla città che Genova ha una radio libera. E non una radio libera qualsiasi, ma un posto in cui poter ascoltare musica che, normalmente via etere non viene trasmessa; un luogo in cui tra speaker e ascoltatori non ci sono filtri e barriere; ma soprattutto una porta aperta alla creatività e all’arte di tutti.”Quando ho la musica ho un luogo in cui stare” cantavano i Rancid nella loro “Radio” ed è proprio quello che accade con Radio Gazzarra. Dal lunedì al giovedì, dal pomeriggio alla tarda sera, il palinsesto propone una fitta serie di programmi in diretta che spaziano dall’indie rock al reggae, dal punk allo stoner, dal blues al classic rock. E poi si parla di cinema, letteratura, sport, sociale, spazi di libertà. E’ difficile non trovare, citando ancora i Rancid – è l’ultima volta lo prometto, anzi sotto trovate la cover del pezzo fatta dai NOFX – un posto in cui stare comodamente. Per ascoltare i programmi in diretta o i podcast (le puntate registrate) basta andare sul sito http://www.gazzarra.org e puntare il mouse dove si preferisce. E se ci pensate: è bellissimo.
Sinceramente, quand’ero ragazzino avrei dato il mignolo della mano destra per avere una radio da ascoltare in cameretta, in cui trasmettessero la mia musica preferita. Ma all’epoca appena accendevo lo stereo e mi mettevo alla ricerca di qualche stazione interessante, il massimo del rock che passava il convento era – se eri fortunato – un pezzo dei Litfiba o dei Green Day, in mezzo a dieci canzoni di Elisa, Carmen Consoli, Vasco Rossi, Backstreet Boys e Take That. Non parliamo poi di gruppi leggermente più underground: quelli davvero te li sognavi. O compravi il disco – e infatti sono arrivato ad averne oltre duemila – o spegnevi direttamente la radio. L’unica emittente che un teenager degli Anni Novanta appassionato di punk (ma anche di rock in generale) riusciva a tollerare era RockFm. Ma anche in quel caso bisognava scendere un po’ a compromessi. E comunque la “pacchia” è durata poco, visto che dopo qualche anno l’hanno chiusa. Certo, adesso con youtube è facile farsi tutte le playlist che si vogliono e dalle radio commerciali che ci propinano sempre le solite canzoni ci si difende anche così. Ma è proprio qui che entra in gioco Radio Gazzarra: perché oltre a non trasmettere la solita musica, questa piccola ma indomita emittente si propone anche come un luogo di confronto, di chiacchiere e di interazione continua, proprio dietro casa. A Genova: in una città che spesso, citando i Clash, brucia di noia. L’unica soluzione quindi è fare Gazzarra, e farne più che si può.


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