Agricoltura 

Florovivaismo, mancano fondi ricerca e promozione. Appello delle imprese a Ministero, Camera di commercio e Regioni

 

In Liguria, da Genova a Ventimiglia, una storia di 120 anni. Gadina: <Abbiamo la storia, il sapere, la ricerca, gli uomini e le donne illuminate, le aziende. Serve che qualcuno creda ancora in uno sviluppo vero del settore>
florovivaismo serra

Riforma della Cciaa, il florovivaismo preoccupato per la promozione delle aziende. <Oggi giornata romana per il Consiglio dell’Associazione nazionale piante e fiori d’Italia, organismo delle Camere di Commercio italiane che promuove proprio il settore florovivaistico italiano in tutte le sue sfaccettature – dice Germano Gadina, presidente dell’Istituto Regionale per la floricoltura di Sanremo (ente strumentale della Regione Liguria per la ricerca in floricoltura) e consigliere dell’Associazione Nazionale piante e fiori d’Italia, organismo nazionale delle Cciaa italiane per  la promozione del settore) -. Con la riforma, che personalmente ritengo scellerata, delle Cciaa, che toglie letteralmente risorse e quindi operatività a queste ultime anche tutto “l’indotto” a loro legato non può che pagarne catastrofiche conseguenze. Un settore che “pesa” circa il 5% dell’agricoltura italiana e che è formato, per sua stessa natura, da aziende che “stanno sul mercato da sole”, senza Politica agricola comunitaria a sostenerle e che competono, senza protezioni alcune, con il mondo globale a zero dazi. I fiori arrivano da ogni parte del mondo>.
<Questo importantissimo comparto avrebbe necessità oggi più che mai, di un organismo realmente efficace che promuovesse il nostro prodotto flower, educando l’acquisto ed il consumo di prodotti, che non fanno parte del food, ma che vengono coltivati seguendo le più rigide normative al mondo in fatto di ecocompatibilità ambientale, oltre naturalmente a dare lavoro a migliaia di persone nel Belpaese. La floricoltura è nata qui, in Italia, più precisamente in Liguria, tra Genova e Sanremo – o viceversa, non me ne voglia nessuno – 120 anni fa. Abbiamo la storia, il sapere, la ricerca, gli uomini e le donne illuminate, le aziende. Serve che qualcuno creda ancora in uno sviluppo vero del settore. Questo sviluppo deve poggiare fondamentalmente su due grandi pilastri: la ricerca applicata e la promozione. Chiediamo a Ministero, Cciaa e Regioni maggiormente rappresentative che si dia inizio ad un dibattito serio, pragmatico e veloce su queste tematiche. Ai ha il dovere di farlo per indicare e lasciare a chi oggi c’è ma anche a chi domani verrà, “strade di futuro”. Serve solamente la volontà politica e una migliore gestione delle risorse>.

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