Arsellina, il Comune scommette sulla Val Bisagno: scuole, agricoltori e territorio per far rinascere la vallata

Via libera della giunta al progetto “Arsellina” del Municipio Media Val Bisagno. Obiettivo: recuperare colture tradizionali, biodiversità, orti urbani e una rete locale tra scuole, produttori e commercio

Il Comune di Genova punta sulla Media Val Bisagno e mette nero su bianco l’adesione al progetto “Arsellina”, iniziativa elaborata dal Municipio IV per valorizzare il patrimonio agricolo, ambientale e culturale della vallata. Il via libera è arrivato dalla giunta comunale su proposta dell’assessora all’Urbanistica e al Verde Francesca Coppola, dell’assessora al Diritto all’istruzione Rita Bruzzone e dell’assora al Commercio e Turismo Tiziana Beghin. L’obiettivo dichiarato è quello di riscoprire l’identità agricola della Val Bisagno, rilanciando colture tradizionali, biodiversità, formazione e relazioni tra territorio, scuola e mondo produttivo.

Il nome scelto per il progetto richiama le “arselline”, piccole prugne viola un tempo molto diffuse nei terreni agricoli della vallata. Un frutto che diventa simbolo di un sistema più ampio, fatto di poderi, giardini, ville e produzioni locali che per decenni hanno garantito sostentamento alle famiglie contadine. In quella tradizione agricola trovavano spazio mele, pere, fichi, ciliegie, amarene, olivi e molte altre specie, selezionate per assicurare raccolti distribuiti lungo l’anno oppure prodotti da conservare nei fruttai o trasformare in frutta secca nei mesi più freddi.
Per il Comune, il progetto rappresenta un’occasione per legare memoria storica, tutela del paesaggio e nuove pratiche di sostenibilità. Francesca Coppola spiega che l’iniziativa era stata condivisa già dopo il sopralluogo effettuato a novembre durante la giunta itinerante e sottolinea come riscoprire e valorizzare le colture tradizionali, coinvolgendo produttori e scuole, significhi accendere i riflettori su biodiversità, cura del territorio e gestione del verde pubblico e privato, recuperando anche metodi agricoli della tradizione e incentivando la diffusione degli orti urbani.
Sul fronte educativo, Rita Bruzzone evidenzia il valore del coinvolgimento delle scuole, considerato un passaggio decisivo per avvicinare bambini e ragazzi ai temi della sostenibilità ambientale e dell’educazione alimentare, anche attraverso uno scambio diretto di esperienze e conoscenze con chi lavora ogni giorno in agricoltura. L’idea, dunque, non è soltanto quella di conservare un patrimonio, ma anche di trasmetterlo alle nuove generazioni in modo concreto.
C’è poi il capitolo economico e commerciale, su cui insiste Tiziana Beghin. Tra gli obiettivi del progetto, infatti, c’è anche la costruzione di una rete di produttori locali, siano essi agricoltori professionali, hobbisti o associazioni legate al mondo agricolo. La prospettiva è quella di mettere in connessione esperienze, filiere e realtà del territorio, creando collaborazioni che possano avere effetti positivi anche sul tessuto commerciale locale, attraverso una promozione più consapevole delle produzioni della vallata.
Il Municipio IV Media Val Bisagno, intanto, ha già mosso i primi passi. Nell’ambito di “Arsellina” sono state organizzate due giornate di studio dedicate alla tradizione agricola della valle e alla biodiversità frutticola del Genovesato. Gli appuntamenti hanno affrontato temi come le varietà locali, le tecniche di produzione, la potatura delle drupacee e delle pomacee, la propagazione tramite innesti e la conservazione degli alberi da frutto tradizionali, con il coinvolgimento anche dell’azienda agricola di San Siro di Struppa dell’Istituto Bernardo Marsano.
L’assessora municipale alla Promozione della Vallata Claudia Benassi spiega che il progetto nasce con l’intento di sensibilizzare la collettività, ma soprattutto chi opera nel settore agricolo, sull’esistenza di un percorso parallelo che può essere intrapreso non soltanto come recupero della memoria e delle conoscenze, ma anche come valorizzazione economica e culturale del patrimonio agricolo locale. La scelta delle arselline come simbolo dell’iniziativa va proprio in questa direzione: partire da un elemento identitario ancora presente in alcuni esemplari conservati da produttori locali per promuovere l’intera biodiversità agricola del territorio.
Soddisfazione arriva anche dal presidente del Municipio IV Media Val Bisagno Lorenzo Passadore, che ringrazia l’amministrazione comunale per avere sostenuto un progetto costruito attraverso un lavoro di condivisione tra attività produttive, scuola e associazioni. Nella sua lettura, “Arsellina” può diventare uno strumento concreto per rilanciare una vallata troppo spesso raccontata soltanto per le sue criticità, mentre custodisce un patrimonio profondo di tradizioni, cura del territorio e potenzialità ancora da esprimere. In questo quadro, il recupero di terreni incolti, spazi abbandonati e antichi terrazzamenti viene indicato come una strada efficace per restituire alla comunità aree verdi fruibili e migliorare qualità della vita e resilienza territoriale.
Più che un semplice progetto agricolo, “Arsellina” si presenta così come un tentativo di ricucire identità, paesaggio, economia locale e formazione, riportando al centro una Val Bisagno che prova a trasformare la propria storia in una leva per il futuro.
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