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Altrove, arriva l’hip hop d’avanguardia dei Kill The Vultures

 

killthevultures
di Diego Curcio


Se quando sentite parlare di Minneapolis pensate subito a “Fargo”, agli Husker Du e ai Replacements, allora il concerto dei Kill The Vultures in programma domani sera alle 21,30 all’Altrove fa decisamente al caso vostro. E non perché la band che salirà sul palco del teatro di piazzetta Cambiaso assomigli in qualche modo ai gruppi sopracitati o abbia a che fare col film dei fratelli Coen – almeno che io sappia – ma datemi retta e per una volta fidatevi di uno scemo. I Kill The Vultures infatti – a organizzare l’evento è come al solito DisorderDrama – suonano hip hop. Ma non solo. Perché pur partendo da lì imbastardiscono il genere col jazz e con la musica sperimentale, dando vita a una miscela unica e difficile da collocare. Hanno un approccio decisamente “punk” (lo so che lo ripeto spesso, ma mai come in questo caso è vero) e quando meno te lo aspetti partono per delle tangenti musicali incredibili e selvagge. Un gruppo radicale, da tanti punti di vista, che di recente ha pubblicato il suo nuovo disco, “Carnelian”, dopo un po’ di anni di silenzio. Qualcuno definisce il suono dei Kill The Vultures avant-hip hop, visto che stravolge i canoni del genere e porta la band su frequenze assai insolite per chi bazzica la musica rap. Ma al di là delle etichetta e volendo semplificare: l’unico giudizio che si possa dare dei Kill The Vultures è che sono letteralmente una bomba. Detto questo il duo di Minneapolis (erano in quattro ma adesso si sono dimezzati) piacerà anche a chi ascolta abitualmente il Wu-Tan Clan o i Public Enemy, anche se qui vengono frullati in un mix tra Coltrane, i Black Flag, Sun Ra e i Roots. Suoni incandescenti che superano ogni tipo di barriera e che sono in grado attorcigliare lo stomaco e il cervello come pochi sanno fare. Una mitragliata di beat e parole, basi taglienti e acide capaci di reinventare completamente uno stile.

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