Cronaca Sicurezza 

Polizia, al setaccio centri commerciali e luoghi turistici. Sette persone indagate per associazione a delinquere terroristica

Oscurati quattro siti web e post di Facebook che inneggiavano allo Stato islamico e si rallegravano per gli attentati di Parigi

Controlli antiterrorismo polizia 2

Al setaccio centri commerciali, ipermercati, aree turistiche: dopo gli attentati a Bruxelles la polizia di Genova ha inasprito i controlli che non si interromperanno nemmeno in occasione delle festività pasquali. Anzi, alla luce del gran numero di visitatori arrivati nella nostra città saranno ancora più attenti e fgrequenti. La Questura ha intensificato i controlli e le attività di pattugliamento del territorio. In particolare, l’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico ha incrementato gli ordinari posti di controllo e messo in campo posti di blocco che prevedono l’utilizzo di più pattuglie e misure specifiche come la segnaletica di rallentamento che consente agli operatori di osservare con attenzione gli occupanti dei veicoli in transito. Dal 14 al 23 marzo sono stati effettuati 37 posti di controllo e due posti di blocco, identificate oltre 250 persone e controllati 185 veicoli. Ecco perché nei prossimi giorni i luoghi di aggregazione, aree turistiche, centri commerciali e ipermercati saranno sotto la lente della Polizia di Stato.

Proprio ieri la Procura genovese ha indagato 7 persone. L’accusa è molto grave: associazione a delinquere con finalità di terrorismo. Sono anche stati oscurati quattro siti e cancellati post su pagine Facebook che appartengono a individui che farebbero parte di ambienti islamici radicali. Gli stranieri inneggiavano al Daesh, lo Stato islamico. Nel mirino del pool antiterrorismo due predicatori che agiscono a Genova e due giovani incensurati che si starebbero avvicinando all’Islam radicale e che hanno fatto viaggi in Francia e in nord Italia senza apparente motivo. Qualche tempo fa furono arrestati in porto tre cittadini libici, poi rilasciati, che ora hanno fatto perdere le proprie tracce. L’accusa pende anche sulla loro testa.

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