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Movida, la lettera de “Due colpi” e la nostra risposta

imageAbbiamo ricevuto la lettera di Mattia Citro e Jacopo Tamassia, titolari del bar “2 colpi” di via Giustiniani in merito all’articolo di GenovaQuotidiana dedicato agli effetti del regolamento per la convivenza tra movida e abitanti della città che riportiamo qui di seguito.

Buongiorno,
in qualità di proprietario e socio del bar ” 2 Colpi “, da Lei citato nel Suo articolo ” Movida, il regolamento funziona, i bengalesi mettono in vendita i market ” del 21/3/2016 apparso su Genova Quotidiana, vorrei precisare quanto segue : contrariamente a quanto da Lei affermato il ” 2 Colpi ” non è mai stato oggetto di alcun tipo di provvedimento sospensivo, sanzionatorio, restrittivo o quant’altro da parte di alcun organo competente, Ente, ufficio, Autorità che dir si voglia del Comune di Genova, nè tantomeno oggetto di denunce da parte di privati cittadini; che il bar ” 2 Colpi ” non pratica affatto il tipo di volantinaggio da Lei descritto, ma solo occasionalmente un volantinaggio atto a pubblicizzare alcune particolari serate a tema con relative offerte dedicate; che il bar ” 2 Colpi ” non si trova affatto in via San Donato , ma bensì in via Dei Giustiniani.
Visto quanto sopra, La invitiamo, oltre che a controllare con maggiore attenzione la veridicità delle Sue fonti, a non scrivere cose prive del minimo fondamento, che potrebbero avere gravi ed ingiustificate conseguenze sull’attività lavorativa dell’esercizio in questione, e a provvedere al piu’ presto a pubblicare un articolo correttivo degli errori sopra descritti.
La informiamo altresì, che in caso contrario, ci vedremo costretti a tutelare i nostri interessi nelle sedi più opportune.

Per comodità riporto qui anche lo stralcio dell’articolo di GenovaQuotidiana che riguarda i “due colpi”

Particolare impressione (negativa) a tutti i soggetti che “remano” per contemperare le esigenze, far vivere i residenti più tranqulli e mantenere aperti quei bar e ristoranti che rispettano le regole e contribuiscono alla vivibilità del quartiere ha fatto il volantinaggio del locale di via Giustiniani “I due colpi”. Il titolare ha fatto effettuare un fitto volantinaggio dove promette “chiupiti” a 1 euro e “colpi” cocktail a 3 euro. La limitazione scritta nel regolamento riguarda non il prezzo (sarebbe difficile applicare regole di regolazione dei cartellini in un’economia di libero mercatoquale è la nostra), ma gli sconti. Il volantino, non tocca questo tasto ma si limita a proporre i propri prezzi. Certo è che l’iniziativa non è piaciuta all’amministrazione, agli abitanti e ai colleghi del titolare. Tra l’altro, il suo è uno dei punti vendita di alcol che più lamentele da parte dei residenti ha raccolto negli ultimi tempi e certamente, adesso, il pressing dell’amministrazione della polizia municipale sarà strettissimo.

Questa la risposta di GenovaQuotidiana che viene pubblicata entro 24 ore dal ricevimento della comunicazione, come indica la legge. Aggiungeremo, come ci è concesso, le nostre considerazioni. Ve le abbiamo fatte pervenire in anticipo con una mail che è stata inviata per conoscenza alla Civica Amministrazione (assessorati alla Legalità e alle Attività economiche), alla polizia municipale (Territorio I Distretto e Reparto Commercio), all’associazione dei comitati dei cittadini della zona Assest, alle associazioni di categoria Fepag Ascom e Fiepet Confesercenti.

 

Buongiorno signor Citro e signor Tamassia,

in merito alla Vostra lettera odierna, Vi faccio presente che nel pezzo si parla solo di un volantinaggio, come Voi stessi ammettete nella vostra lettera e come è stato rilevato dalla polizia municipale, presumibilmente in merito anche alle verifiche sul rispetto dell’articolo 5 (richiesta di autorizzazione per il volantinaggio come forma di pubblicità temporanea) e dell’articolo 20 (che recita “È inoltre vietata l’apposizione di materiale pubblicitario a scopo di volantinaggio sopra i veicoli in sosta”) del “Regolamento per l’applicazione del canone per l’installazione di mezzi pubblicitari” approvato con deliberazione nº15 del consiglio comunale del 12 aprile 2011 modificato con deliberazione nº 24 del 17 maggio 2011 in vigore dall’8 giugno 2011.

Io scrivo: <Il titolare ha fatto effettuare un fitto volantinaggio dove promette “chiupiti” a 1 euro e “colpi” cocktail a 3 euro> e questo è quanto rilevato e scritto, niente di più e niente di meno.

Per altro, nel volantino (uno di quelli che sono stati inseriti sotto i tergicristalli di tutte le auto posteggiate nella zona di Porta Soprana), del quale siamo in possesso e che alleghiamo, non si fa cenno ad alcuna particolare serata a tema, come Voi scrivete, ma semplicemente alla giornata del mercoledì (come si vede dall’immagine, non si specifica una data particolare ed è quindi da intendersi valida per tutti i mercoledì), quella della movida,tradizionalmente dedicata agli studenti, i più giovani frequentatori delle serate del centro storico. Per carità, nessuno dice che scegliere un prezzo basso sia illegale. Lo scriviano a chiare lettere nell’articolo. Ci chiediamo se, essendo limitato a una sola sera la settimana, quella del mercoledì si possa considerare una serata promozionale rispetto alle altre in cui immagino i prezzi siano differenti, altrimenti, che ragione ci sarebbe stata di fare un volantino ad hoc?

Facco presente altresì che nell’articolo di GenovaQuotidiana non si parla di alcun tipo <di provvedimento sospensivo, sanzionatorio, restrittivo o quant’altro da parte di alcun organo competente, Ente, ufficio, Autorità che dir si voglia del Comune di Genova> a Vostro carico (come invece Voi affermate), ma solo del fatto che a seguito del volantinaggio che pubblicizza prezzi molto bassi per l’alcol e al relativo e presumibile grande afflusso di clienti che attirerà, l’Amministrazione comunale ha deciso di prestare particolare attenzione affinché non sia arrecato alcun disturbo ai cittadini della zona da persone che dovessero eccede nel consumo di alcolici. Mi pare legittimo che un’Amministrazione che tanto si è battuta, di concerto con i residenti e con le associazioni di categoria, per eliminare i problemi di vivibilità tenga sotto controllo le occasioni di potenziale problematicità.

Infatti nell’articolo viene usato il verbo al tempo futuro.

<… adesso, il pressing dell’amministrazione della polizia municipale sarà strettissimo>.

Alla luce delle diverse inesattezze da Voi riportate nella vostra lettera a riguardo di quanto da noi scritto, mi chiedo se abbiate letto l’articolo e dove abbiate letto che noi abbiamo affermato che siate stati oggetto di un provvedimento come quello da voi citato. Mi chiedo anche se la Vostra lettera non abbia piuttosto l’intenzione di far recedere GenovaQuotidiana dall’impegno di costante monitoraggio, inchiesta e relazione ai lettori dei problemi di vivibilità determinati dalla movida nel centro storico.

La vendita di alcolici a basso prezzo è una decisione imprenditoriale legittima, ma  deprecata sia dall’Amministrazione comunale (che si è impegnata nella realizzazione di “Regolamento per la convivenza civile tra residenza, commercio e svago” votato dal Consiglio comunale), sia dalle associazioni del territorio, sia dai cittadini, ma anche dalle associazioni di categoria dei pubblici esercizi e dai vostri stessi colleghi, come comprovato da numerose interviste anche video. Come saperte, non c’è purtroppo alcun modo per le Amministrazioni comunali per costringere le attività economiche a non vendere bevande alcoliche a basso prezzo (siamo in regime di libero mercato), ma non Vi sarà sfuggito anche che tutte le Autorità, oltre che i residenti e le stesse Categorie, ritengono che questo sia uno dei comportamenti non virtuosi che contribuiscono a minare la convivenza civile tra residenza, commercio e svago e la stessa vivibilità delle aree interessate.

Per quanto riguarda le lamentele, ce ne sono moltissime da parte degli abitanti dei palazzi della via che denunciano come il tratto di strada sia di fatto invivibile diverse sere la settimana e come sia impossibile dormire a causa del rumore causato dei numerosi gruppi di giovani che si intrattengono a bere in strada. È vero che in termini legali il gestore è responsabile ex art.659 comma 1 c.p. solo se l’evento sia riconducibile al mancato esercizio del potere di controllo e sia quindi collegato da nesso di causalità con tale omissione (in fin dei conti, basta apporre un semplice cartello sulla porta col quale si pregano i clienti di non schiamazzare all’esterno per manlevare il gestore da conseguenze penali), ma l’articolo di GenovaQuotidiana non parla affatto di una vostra responsabilità penale. Infatti nell’articolo da noi pubblicato non c’è scritto che siate stati riconosciuti responsabili dell’omissione o degli schiamazzi, ma solo che il locale è oggetto delle continue lamentele da parte dei residenti che chiamano di frequente la polizia municipale e le altre forze dell’ordine per chiedere il loro intervento e denunciare una situazione di invivibilità. L’alto numero di richieste di intervento al 113 e al centralino della polizia municipale è un fatto storico. Le chiamate, come certamente saprete, sono tutte registrate per legge. Non si parla di condanne o provvedimenti, ma di lamentele e queste ultime sono facilmente documentabili dalle telefonate ai centralini della polizia municipale e delle altre forze di polizia, oltre che dalle interviste rilasciate dai cittadini disperati.

Nel frattempo ci siamo presi la briga di contattare gli abitanti e Vi preghiamo di sentire dalla loro stessa voce cosa pensano.

Vale appena la pena di ricordare che molti pubblici esercizi della movida, in accordo con le associazioni di categoria, con alto impegno di responsabilità sociale, hanno deciso di non proporre o non proporre più prezzi così bassi nel tentativo di favorire la vivibilità della zona e garantirsi anche un ambiente di lavoro meno problematico.

Infine, per quanto riguarda l’errore da me fatto sulla localizzazione del locale, in via San Bernardo invece che in via San Donato: è una mia svista e me ne scuso. È stato immediatamente corretto.

Monica Di Carlo

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