Facce de Zena Senza categoria terrorismo 

Due genovesi a Bruxelles dopo gli attentati: “Chiuse in casa con gli elicotteri che ci volano sulla testa”

 

Lara Paoletti lavora di fronte al Parlamento, a pochi passi da una delle stazioni della metropolitana dove sono avvenute le esplosioni, Veronica Onofri era andata a trovarla e doveva partire per Genova domani alla stessa ora in cui sono avvenute oggi le esplosioni in aeroporto
Ora le due ragazze sono bloccate in una Bruxelles chiusa per terrorismo, coi trasporti bloccati dalle autoritò e l’aeroporto chiuso. Par tornare a casa pensano a un passaggio con Bla Bla Car

lara veronica

Lara (a sinistra) e Veronica in un selfie che si sono scattate ieri sera

di Monica Di Carlo

<Siamo chiuse a casa mia, con gli elicotti che ci volano sulla testa. C’è ancora molta confusione> Lara Paoletti è genovese e lavora da due anni a Bruxelles. Con lei c’è Veronica Onofri, fotografa genovese, figlia dell’ex calciatore del Genoa Claudio. Sono amiche da molto tempo e Veronica era andata a trovare Lara. <Dovevo ripartire domani mattina – racconta al telefono -, avrei dovuto essere all’aeroporto alla stessa ora in cui oggi sono scoppiate le bombe>. Ventiquattr’ore le hanno salvato la vita.
Lara e Veronica sono molte scosse, molto colpite da quanto è successo a due passi da dove erano. <Io lavoro davanti al parlamento – raccolta Lara -. Ero ancora a casa con Veronica quando mi hanno chiamato dall’Italia per avere mie notizie dopo le prime esplosioni, quelle all’aeroporto>. Lara comincia a lavorare alle 9 e mezza e le bombe nell’aerostazione sono esplose alle 8,20. <Ho chiamato i colleghi, ci siamo confrontati, abbiamo deciso di lavorare tutti da casa. La sede è un luogo sensibile, vicino al parlamento, appunto>. Poco dopo, le esplosioni delle bombe nelle stazioni della metropolitana. <A quell’ora sono strapiene – spiega Lara -. La stazione di Maalbeek è nella via degli uffici, del parlamento, della Commissione europea. Quella di Schumann è poco distante. Le 9,10 sono l’ora di punta per chi lavora lì. Io di solito vado al lavoro a piedi, perché abito molto vicino, ma i più passano proprio dalle stazioni>.
Lara ha ben presente la portata della carneficina che un’eplosione può determinare in quei luoghi in piena ora di punta. È di 34 morti e 198 feriti, in questo momento, il bilancio ufficiale dei due attentati a Bruxelles. L’attacco alla metropolitana ha causato almeno 20 morti e 106 feriti, mentre quello all’aeroporto ha causato 14 morti e 92 feriti.
<Da quando ci sono stati gli attentati terroristici a Parigi – prosegue Lara – il livello di sicurezza è stato fortemente elevato (ora è a livello 4, il massimo n. d. r.). Negli ultimi tempi sembrava che la tensione si fosse lievemente allentata, ma tutti noi vediamo la polizia armata per strada. Nessuno pensava che potesse accadere una cosa come quella di oggi, ma la tensione i sentiva. Dopo i primi mesi si era tornati alla vita normale, ma si percepiva comunque che l’attenzione era ancora altissima.Gli elicotteri continuavanoa girare sopra le nostre teste. Ora il rumore delle pale degli elicotteri è continuo e si sentono urlare senza tregua le sirene. Sappiamo che la città viene passata al setaccio. L’arresto di Salah (il terrorista che era sfuggito all’arresto dopo gli attentati di Parigi e che è stato preso nei giorni scorsi proprio a Bruxelles n. d. r.) deve aver accelerato qualcosa che era probabilmente in preparazione>.
Laura lavora in un’organizzazione non governativa che si occupa dei giovani come communication manager. La sua azienda lavora spesso in collaborazione con il Parlamento e la Commissione europea come think tank per quanto riguarda proprio il mondo dei giovani, fornendo anche studi e ricerche. <Sono partita da Genova due anni fa per uno stage nella Commissione europea – racconta -, poi ho trovato questo lavoro e sono rimasta. Bruxelles è una città che offre tanto, non si può dire che sia bella, ma il clima è internazionale, si ha nodo di venire in contatto con persone che arrivano da tutta Europa>.
In Belgio è diverso anche l’approccio alle notizie, al modo e ai tempi dell’informazione: <Prima di parlare di attentato, oggi, ci hanno messo delle ore – spiega Lara -, tanto che sono venuta a sapere della reale proporzione della cosa da una chiamata arrivata dall’Italia. Qui non si capiva la reale proporzione di quello che stava accadendo. Ancora adesso sono tante le voci che si rincorrono e un vero bilancio delle stragi non c’è>.
Veronica e Lara hanno dato notizia ad amici e familiari registrandosi “in salvo” con l’applicazione Facebook che viene lanciata proprio in caso di attentati terroristici o particolari momenti di emergenza.
lara

Lara ha anche scritto sulla sua bacheca: <Grazie a tutti ragazzi, sto bene e oggi non uscirò di casa. Thank you all, I am safe at home>. Veronica, invece, ha rassicurato tutti scrivendo: <Sto bene, non ero in aeroporto>.
A Veronica resta il problema di tornare, domani, in Italia. L’aeroporto è chiuso e lo resterà anche domani. L’aeroporto internazionale Zavantem di Bruxelles è a 11 chilometri dalla capitale. Il servizio di trasporto pubblico
di bus, tram e metro a Bruxelles è stato sospeso dalle autorità. Sono chiusi uffici pubblici e musei.  L’Unita’ di crisi bekga ha inviato un messaggio alla popolazione: <Restate dove vi trovate non circolate>. Il centro di crisi belga
raccomanda via twitter di non usare il telefono cellulare, ma solo gli sms o le reti sociali per comunicare visto che la rete è satura.
bruxells
Per domani il Parlamento europeo ha invitato quanti possono lavorare da casa. Insomma, Bruxelles è una città chiusa per terrorismo. Su Twitter è partita una gara di solidarietà: molte persone offrono rifugio a chi abita fuori ed è rimasto bloccato in città con i tag #ikwilhelpen (voglio dare aiuto) e #PorteOuvert.
Veronica sta valutando come tornare e anche Lara doveva tornare in Italia per trascorrere la Pasqua con la sua famiglia. Tutti gli aeroporti internazionali d’Europa sono sottoposti ai massimi controlli (in particolare quelli di Parigi e Londara) e le operazioni di imbarco sono rallentate, ma il problema non è quello. La compagnia aerea che operava il volo con il quale Veronica doveva tornare lo ha annullato. I voli per l’Italia (su Milano e Roma, perché il collegamento diretto con Genova non c’è più) sono già quasi completamente pieni per via dell’avvicinarsi delle feste pasquali e i prezzi dei posti liberi sono stellari. <Non pensiamo sia opportuno contare su mezzi di trasporto pubblici – conclude Lara -. Cerchiamo di trovare un passaggio con Bla Bla Car>. Il terrorismo non fermerà la voglia di libertà e legalità dei giovani europei.

10342769_10152777527479728_4067531257734547362_n

Related posts

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: