La ferita mai chiusa della tragedia Carmagnani: Genova ricorda i quattro operai morti sul lavoro

Nel giorno della ricorrenza dell’incidente industriale di Multedo, l’assessore Emilio Robotti rinnova l’impegno del Comune sulla sicurezza nei luoghi di lavoro

Genova ricorda Santino Barberis, Attilio Macciò, Mario Nicorelli e Domenico Ponte, i quattro operai morti nella tragedia dello stabilimento Carmagnani di Multedo. A distanza di anni, l’incidente industriale resta una delle pagine più dolorose della memoria cittadina e torna a essere richiamato come monito sulla necessità di non considerare mai la sicurezza sul lavoro un tema secondario.

Nel giorno della ricorrenza, l’assessore al lavoro del Comune di Genova Emilio Robotti ha reso omaggio alle vittime, ricordando quella mattina in cui l’incendio dei serbatoi spezzò quattro vite e segnò profondamente il quartiere, il mondo operaio e l’intera città.

«A distanza di anni, il ricordo di quella terribile mattina a Multedo resta una ferita aperta nella memoria collettiva della nostra città», afferma l’assessore Robotti. «Il sacrificio di Santino Barberis, Attilio Macciò, Mario Nicorelli e Domenico Ponte, che alle 8,17 videro le loro vite spezzate dall’incendio dei serbatoi, non è solo una pagina dolorosa della nostra storia industriale, ma un monito costante che ci impone di non abbassare mai la guardia».
Il ricordo dei quattro lavoratori diventa così anche un richiamo alla responsabilità delle istituzioni, delle imprese e dell’intera comunità. La sicurezza nei luoghi di lavoro non può essere trattata come un adempimento formale, né come una voce da comprimere nei bilanci aziendali. È un diritto essenziale, legato alla dignità della persona e alla possibilità, per ogni lavoratrice e ogni lavoratore, di rientrare a casa dopo il proprio turno.
«Come assessore al lavoro sento il dovere non solo di onorare la loro memoria e la sofferenza delle loro famiglie, ma di ribadire un principio che deve essere scolpito nelle fondamenta della nostra società: la sicurezza non è un costo, né un optional, ma il diritto primario di ogni cittadino», prosegue l’assessore. «Quell’incidente ha segnato profondamente Genova e la nostra amministrazione è fermamente impegnata affinché il lavoro sia sempre sinonimo di dignità e sicurezza».
La tragedia Carmagnani resta quindi un punto fermo nella memoria industriale genovese, ma anche una ferita che impone un impegno concreto. Ricordare Santino Barberis, Attilio Macciò, Mario Nicorelli e Domenico Ponte significa riportare al centro il tema della prevenzione, dei controlli, della formazione, della responsabilità nei processi produttivi e della tutela reale di chi lavora.
«Ricordare oggi questi quattro lavoratori significa trasformare il dolore in azione, affinché ogni genovese possa avere la certezza di tornare a casa dai propri cari dopo ogni turno di lavoro», conclude l’assessore Emilio Robotti. «Lo dobbiamo a loro, e lo dobbiamo al futuro della nostra città».
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.