Porto 

Porto, ampliamento delle aree: gli operatori portuali puntano i piedi. Bisagno: “Mariotti e San Giorgio pronte a traslocare”

Roma sblocca gli investimenti di Autorità Portuale per la Torre Piloti; Rixi conferma la necessità di trasformare le Autorità Portuali da enti pubblici non economici in società per azioni; Piazza chiede che una parte del gettito Iva sulle importazioni ricada sulla città per finanziare le grandi trasformazioni di qualità

porto di genova

Il porto di Genova motore di sviluppo della citta“, alla conferenza organizzata dal Comune gli operatori portuali puntano i piedi e chiedono spazio, con Marco Bisagno (Cantieri Mariotti e San Giorgio del Porto) che minaccia di nuovo di trasferire l’attività a Piombino se non si realizzerà in fretta il Blueprint e Ignazio Messina che “tira” all’ampliamento del “suo” (in concessione) compendio Ronco Canepa insieme a Calata Bettolo. <Noi investiamo, ma da venticinque anni aspettiamo un secondo binario per il terminal> ha ricordato, invece, Gilberto Danesi, ad di Psa Vte. Ogni operatore ha la propria Battaglia. Quella di Bisagno è: o riempimento di Porticciolo Duca degli Abruzzi (dove lo Yacht Club sta resistendo strenuamente a colpi di carte bollate) o trasgerimento delle imprese. <Nel 2015 – ha detto Bisagno – nessuna nave passeggeri è entrata nei bacini del porto di Genova, le nostre navi le abbiamo portate a Marsiglia – ha detto Bisagno -. Abbiamo Genova, abbiamo Marsiglia, dove i bacini sono nostri e a settembre sarà pronto quello da 400 metri, e abbiamo un pour parler con Piombino. Gli scafi non abbiamo potuto costruirli a Genova e li costruiamo in Veneto. Nel porto ligure c’e’ il know-how, ma non ci sono gli spazi e i bacini. Bisogna che si decida e si faccia. Decidere di non fare è meglio di decidere di fare e non farlo. Il Blueprint è un’opera alla portata, ma non possiamo continuare ad aspettare. Piombino è vicina e potrebbe sembrare naturale fare tutto là>.
L’assessore regionale Edoardo Rixi è per confermare per tre anni l’autonomia amministrativa del porto di Savona. Lo ha detto al termine della commissione Infrastrutture della Conferenza Stato-Regioni a cui ha partecipato oggi a Roma convocata per la discussione di alcuni emendamenti tecnici al decreto legislativo di riorganizzazione della governance portuale. <La nostra proposta di confermare, in forma transitoria per un massimo di tre anni, l’autonomia amministrativa dell’Autorità portuale di Savona – ha detto Rixi – ha incassato un primo ok da parte della commissione, un risultato positivo perché riteniamo sia indispensabile per dare continuità e certezze ai piani di investimenti infrastrutturali a servizio degli operatori della portualità in vista della fusione nell’Autorità di sistema portuale con Genova <Ho ribadito la centralità anche della creazione delle Autorità di sistema logistico o distretti logistici di area vasta che devono essere a supporto del sistema delle Autorità di sistema portuale, indispensabili per coordinare le politiche di sviluppo della portualità con le altre reti di trasporto su ferro, su gomma e aeree, anche ai fini delle loro integrazioni ai corridoi merci europei e alle rotte del commercio internazionale. La Liguria sta facendo sistema con la macroregione del Nord Ovest per intercettare nuovi mercati e proporsi come interlocutore principale e sbocco a mare su rotte transalpine e fare concorrenza ai porti del Nord Europa>. Nessuno stop alla proposta lanciata dall’assessore Rixi sulla trasformazione delle autorità portuali da enti pubblici non economici a spa <per togliere ingessature all’attuale sistema che generano inefficienze e introdurre finalmente criteri di premialità per quei porti, come quelli liguri, che generano traffici e profitti con ricadute enormi sul sistema Paese> ha concluso Rixi.
Il Comune, tramite l’assessore comunale Emanuele Piazza, fa sapere che creerà un ufficio tecnico per i rapporti con tutte le categorie economiche che hanno a che fare col porto, in vista dell’aggregazione dei porti di Genova e Savona che avrà un board in cui ci sarà <una forte rappresentanza della città che oggi manca> e chiede, visto che <Genova contribuisce all’economia del mare nazionale con il 13,7%, e la quota parte di valore aggiunto procapite legato all’economia del mare in Liguria è 3.209 euro contro la media nazionale di 720>, che a Genova arrivi una quota superiore del gettito Iva sulle importazioni, oggi pari a 3,3 miliardi. <Una parte del gettito fiscale che deriva allo Stato da un’infrastruttura interna e complementare alla città come il porto deve essere trasferita sul territorio per finanziare le grandi trasformazioni di qualità> ha detto l’assessore.
Una buona notizia per quanto riguarda la costruzione della nuova torre piloti. Il ministro delle Finanze ha consentito con un parere giunto sul tavolo del commissario ammiraglio Giovanni Pettorino nei giorni scorsi, l’utilizzo dei 3,6 milioni di euro (interessi maturati sio 70 che Palazzo San Giorgio aveva ottenuto dal ministero per le aree Ilva) contestati dal collegio dei revisori dei conti dell’Autorità Portuale i quali ritenevano che anche gli interessi della cifra fossero da spendere a Cornigliano. Il Governo ha, invece, avallato la scelta dell’ex presidente Luigi Merlo.

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