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Boragina racconta in un libro lo scenografo Gianni Ratto nel centenaio della nascita

Regista, scenografo, direttore delle luci, disegnatore e scrittore e attore: fu tutto questo Gianni Ratto, che fondò nel 1946, con Paolo Grassi e Giorgio Strehler, il Piccolo Teatro di Milano. Pietro Boragina lo ricorda in un libro che è stato presentato nei giorni scorsi nella sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale in piazza Matteotti. Era presente anche il sindaco Marco DoriaIl mago dei prodigi – Gianni Ratto scenografo europeo tra innovazione e tradizione nel centenario della nascita” questo il titolo del libro di Boragina, pubblicato da Aragno. All’evento, oltre all’autore, interverranno il presidente del Museo Biblioteca dell’Attore Eugenio Pallestrini, il direttore del teatro Stabile di Genova Angelo Pastore, lo scenografo del Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa Marco Rossi, il direttore del Secolo XIX Alessandro Cassinis, lo scrittore Giuseppe Marcenaro e il regista scenografo Pier Luigi Pizzi.

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(Gianni Ratto, bozzetto per la prima e terza scena dell’atto II realizzato per la prima rappresentazione assoluta di The Rake’s Progress al Teatro La Fenice di Venezia, 11 settembre 1951)

Gianni Ratto (Milano 1916 – San Paolo del Brasile 2005) è stato scenografo, regista, attore e scrittore. A Genova, città natale della madre, Ratto trascorse la sua adolescenza e fece le sue prime esperienze teatrali. Decisivo fu l’incontro con Gordon Craig e l’architetto Mario Labò, che Ratto considerò suoi maestri. Ed è proprio a Genova, frequentando intellettuali come lui, giovani e desiderosi di avviare la rinascita culturale della loro città dopo la tragedia della guerra, che Ratto contribuì a porre le basi del futuro teatro Stabile. Trasferitosi poi a Milano, fondò con Giorgio Strehler e Paolo Grassi il Piccolo Teatro di cui fu scenografo e collaboratore per molti spettacoli a cominciare da L’albergo dei poveri di Maxim Gorkij che segnò l’avvio, il 14 maggio 1947, del primo Teatro Stabile Italiano. In breve tempo Ratto fu considerato uno dei più apprezzati scenografi italiani. Assertore di una idea di scenografia che fosse personaggio attivo dello spettacolo, frutto di una unione di intenti col regista, fu anche scenografo del teatro alla Scala, del Maggio Musicale Fiorentino e di altre importanti istituzioni teatrali. Convinto che nella sua professione “tutto gli fosse utile” non disdegnò di occuparsi delle scene e dei costumi per alcune riviste musicali tra cui Al Grand Hotel di Garinei e Giovannini con Wanda Osiris protagonista. Al culmine della carriera, ancor giovane e acclamato scenografo, nel 1954, abbandonò l’Italia per trasferirsi in Brasile “alla ricerca di una nuova purezza teatrale” divenendo punto di riferimento del teatro sudamericano. Ratto arrivò in Brasile nel 1954, su invito dell’attrice Maria Della Costa e del marito Sandro Polônio. L’intenzione dell’attrice era quella di convincere lo scenografo a dirigere lo spettacolo di inaugurazione del suo teatro e della sua compagmia teatrale. Così fu e Ratto decise di restare entrando poi a far parte del ristretto novero delle persone che innovarono il teatro brasiliano insieme a un altro italiano, Adolfo Celi.

Lo scrittore genovese Pietro Boragina ha frequentato la scuola di teatro allo Stabile della sua città ed è stato tra i fondatori del Teatro della Tosse prendendo parte, come regista e attore, a molti spettacoli. Collaboratore, tra altri, di Enriquez, Scaparro, Bacalov, Micol, Trionfo, Conte e Risi, è stato aiuto regista di Alberto Lattuada. Nel 2012 gli è stato conferito il premio Franco Enriquez per il teatro. È anche apprezzato pittore e autore di mostre collettive e personali da critici e letterati fra cui Luzi, Calvesi, Consolo, Luzzati, Marcenaro, Pressburger, Beringheli, Dragone. Nel 2011 è stato invitato alla 54a Biennale d’Arte di Venezia, Padiglione Italia, presentato da Emanuele Severino. Dal 1991, ricostruendo atmosfere, ambienti e temperie culturali che hanno legato l’arte figurativa alla letteratura, ha curato, in Italia e all’estero mostre dedicate al mondo dei viaggiatori stranieri (Viaggio in Italia e Russia & Urss) e agli universi poetici di Montale, Rimbaud, Leopardi, Stendhal, Valéry. Nel 2012 ha pubblicato presso l’editore Aragno Vita di Giorgio Labò (premio Giovanni Comisso, sezione biografia; premio Giacomo Matteotti della Presidenza del Consiglio dei Ministri; premio Viareggio, finalista premiato nella sezione saggistica).

 

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