Enti Pubblici e Politica turismo 

Imposta di soggiorno, lo sport è escluso per legge. Fallito l’assalto al forziere del turismo

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Fallito l’assalto al tesoretto dell’imposta di soggiorno da parte del Coni, iniziativa sostenuta con calore dall’assessore comunale allo sport Pino Boero. La Direzione tributi del Comune ha confermato che lo sport non è previsto tra gli ambiti per i quali gli enti pubblici possono imporre tributi sul turismo giacché ha altre leggi nazionali che si preoccupano del suo finanziamento. Insomma, non si possono tassare i turisti per finanziare eventi e società sportive. L’imposta di soggiorno, concordata tra le associazioni di categoria delle aziende del settore e il Comune diversi anni fa, è specificamente dedicata in base a un accordo tra Tursi e Camera di commercio a fare promozione e a organizzare eventi che portino visitatori alla città, oltre (nella misura del 20%) a mettere a disposizione denaro per alcuni interventi di miglioria del territorio. La formula (che vede la gestione della cifra a disposizione concordata tra Cciaa – e quindi imprese del settore – e amministrazione comunale a uno specifico tavolo) ha garantito negli ultimi anni di promuovere la città e di organizzare iniziative e manifestazioni di richiamo, invertendo il trend che, rispetto al 2004, era in discesa. Insomma, ha ottenuto ottimi risultati. Il turismo, tra l’altro, non può godere di altri fondi pubblici (comeinvece può fare il settore dello sport) ed è per questo che le aziende avevano accettato l’imposta della quale sono, di fatto, esattori. Anzi, l’avevano addirittura caldeggiata. Il settore del turismo, in questo momento, è una delle poche “industrie” del territorio a tirare in un panorama generale sconfortante. Significa posti di lavoro, e ricchezza non solo per le imprese, ma per l’intera città. Sottrargli fondi (che non sono infiniti) significherebbe, secondo le associazioni di categoria, togliere il motore a una delle poche attività che tengono a galla la disastrata economia genovese.
Il presidente del Comitato regionale ligure del Comitato olimpico Vittorio Ottonello aveva chiesto con una lettera ufficiale al sindaco Marco Doria che fosse sottratta una parte del budget messo a disposizione dalla tassa di soggiorno per finanziare le manifestazioni sportive, richiesta sostenuta, appunto, da Pino Boero il quale, approfittando di un magnifico assist del consigliere di minoranza (Pdl) Matteo Campora (il quale ha presentato in consiglio comunale un’interrogazione che ai malpensanti è sembrata fatta ad hoc per consentire all’assessore di parlare della questione in consiglio) aveva detto, forse sperando in un pubblico moto di indignazione (che, per la conaca, non è arrivato), di aver <chiesto un contributo dalla tassa di soggiorno> e che <La risposta delle associazioni del commercio è stata negativa>.
Immediata la sollevazione delle associazioni di categoria, che hanno fatto muro, dichiarandosi disponibili a ragionare sul finanziamento di eventi sportivi che avessero anche una rilevanza turistica, ma non ad avallare la copertura con fondi pubblici dei buchi di bilancio delle società sportive o a finanziare piccoli tornei locali senza ricadute sulle presenze di visitatori in città con i fondi dell’imposta di soggiorno.
A mettere la pietra tombale sulle aspirazioni del Coni e dell’assessore Boero è, appunto, la Direzione tributi. Non si può fare, punto.

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